Partito Comunista Internazionale

Maurin vive ancora?

Categorie: Spain, Spanish Civil War

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La notizia sembra confermarsi che Maurin, il segretario generale del POUM, che si era detto fucilato dai fascisti all’inizio della loro sollevazione, si trovi invece ancora vivente nelle carceri di Jaca. Non possiamo che rallegrarci di una tale notizia. Ma quale colpo per i fautori del Fronte Popolare! Maurin tutt’ora in vita nella Spagna “fascista” mentre Nin, Berneri, Rein e migliaia di altri rivoluzionari indigeni e stranieri massacrati nella Spagna “antifascista”.

Eccovi in poche linee un breve bilancio del governo Negrin o meglio del governo della controrivoluzione borghese a servizio del capitalismo internazionale:

“Perdita di Bilbao e Santander (e oggi possiamo aggiungere Gijon).

Avanzata del fascismo sul fronte di Teruel. Di Asturie e di Aragona.

Fallimento dell’offensiva su quello di Madrid e di Aragona.

Imprigionamento di migliaia di operai rivoluzionari, compresi i dirigenti del POUM.

Processo mostruoso contro il POUM e la Gioventù Comunista Iberica.

Assassinio di centinaia di lavoratori rivoluzionari in tutta la Spagna.

Repressione brutale del movimento di maggio.

Repressione generale contro gli organismi rivoluzionari: POUM, Gioventù Comunista Iberica, C.N.T., F.A.I., Gioventù Libertaria, Unione Generale del Lavoro.

Sospensione di “La Batalla”, del C.N.T. di Madrid, di “Solidaridad Obrera” e molti altri periodici.

Applicazione di una intollerabile censura reazionaria e poliziesca.

Restrizione della libertà di riunione, di associazione, di stampa per le organizzazioni rivoluzionarie.

Dissoluzione del Consiglio dell’Aragona.

La quasi scomparsa repressione contro i fascisti.

Offensiva contro la nazionalità catalana ed il suo proletariato.

Disarmo della classe lavoratrice.

Preparazione delle condizioni per poter sopprimere la Generalità.

Preparazione dell’armistizio con il fascismo assassino.

Restaurazione del culto religioso.

Fallimento strepitoso nella politica internazionale”.

Non siamo noi che tracciamo questo tragico bilancio. E’ “Juventud  Obrera” organo legale della Gioventù Comunista Iberica che lo pubblicava. Naturalmente lo hanno soppresso.

Ma non è tutto. Come sapete, il governo Negrin ha recentemente emanato un decreto per “giudicare le illegalità commesse dal 19 luglio 1936 in poi”. Da parte dei proletari classisti, naturalmente.

Non certo quelle denunciate nel documento che i delegati della F.A.I. Herrera e l’ex-ministressa Federica Montseny hanno rimesso all’ “Eccellentissimo Sig. D. Juan Negrin, Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Spagnola.

Solo nel carcere di Barcellona si trovano 250 detenuti affiliati alla F.A.I., vittime delle più capricciose denunzie aventi rapporto con fatti occorsi nelle giornate di luglio 1936 e formulate tutte da gente del Partito Socialista Unificato di Catalogna o dell’ Estat Català.

Un altro fatto di estrema gravità è la detenzione di stranieri antifascisti venuti in Spagna per lottare contro il fascismo ed incarcerati per il solo fatto di appartenere ad organizzazioni di carattere libertario, invece di essere affiliati al partito comunista.

Come voi comprenderete, questi uomini venuti in Spagna da tutti i paesi non possono seguitare a rimanere in carcere senza che contro di loro venga sporta accusa e lasciati colà in balia del capriccio dei secondini. Bisogna processarli o liberarli, e ad alcuni di essi si dovrà dare anche una certa soddisfazione riparatrice per ciò che si è fatto contro di loro violando ogni principio di giustizia.”

Ma l’eccellentissimo Signor Negrin non ne resterà soverchiamente commosso.

Colla presenza di 180 deputati il 1° ottobre ha riconvocato le Cortes. La discussione è stata breve, dicono i giornali. Infatti tutta la discussione è consistita alle semplici dichiarazioni dei rappresentanti dei vari gruppi parlamentari.

Gonzales Pena del partito socialista e Veiao della sinistra repubblicana hanno riconfermato l’appoggio dei loro rispettivi partiti al Governo di Fronte Popolare affermando che i loro gruppi sono pronti a tutto per assicurare la vittoria militare, che è, in questo momento, la preoccupazione dominante.

Particolarmente significativo fu il discorso di Portela Valandares, di recente rientrato in Ispagna, che è, tra parentesi, uno di quei reazionari che avevano passato la frontiera e che stanno tornando all’ovile, sintomo significante della svolta che si prepara.

Lasarte, a nome del gruppo basco, Torres Toscana per l’unione repubblicana, Dolores Ibarruti per il partito comunista ed il Partito Unificato di Catalogna, Corominas della sinistra catalana, Guerra del Rio del centro destro, Pestana per il partito Sindacalista, portarono l’adesione dei rispettivi partiti alla politica seguita dal Governo Negrin.

Finalmente, su proposta del deputato Joven, della sinistra repubblicana, le Cortes, all’unanimità hanno approvato la dichiarazione ministeriale ed hanno riconfermata la loro fiducia al governo di Negrin. Si è poscia calato il sipario e la tragica commedia continuerà a lumi spenti.