L’epilogo borghese della rivoluzione cinese si legge nel suo passato Pt.12
المحاور: China, History of China, Petroleum/Oil, Steel production
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Nella puntata precedente abbiamo già anticipato, presentando dati sul valore delle produzioni e delle esportazioni, le contraddizioni che lo sviluppo economico, imperioso in tutto il quinquennio 1953-57, stava maturando insieme agli antagonismi sociali che si manifestavano proprio alimentato dal procedere della macchina economica rimessasi in piedi.
Il ritornare a ridare nuovi dati sulla esecuzione del primo piano quinquennale, può quindi sembrare un’arretramento nello svolgimento del tema, sintetizzato dal titolo della serie , e già cresciuto rispetto alle intenzioni iniziali.
Questo periodico ‘tornare indietro’ della trattazione è indispensabile, perché solo fissando in maniera indiscutibile i dati fisici reali dell’ambiente e della stessa attività produttiva, la teoria marxista può spiegare e comprendere gli avvenimenti che si svolgono in maniera apparentemente caotica e casuale, ritracciando in questi il filo conduttore che li lega e li domina; ché altrimenti rimane solo il ricorso alla mitologia, agli aneddoti, alla forza delle ‘idee’ e degli ‘uomini’, che pretendono così di piegare al loro volere gli avvenimenti, anziché essere solo risultato dei sommovimenti svolgentisi nell’ambito della struttura economica e sociale.
Sommovimenti che vedono masse enormi di uomini e classi e partiti lottanti fra loro, in condizioni materiali date risultato di tutto un procedere storico che rifugge le facili e fallaci ubbie dell’attualismo e dell’uomo di genio.
Quadriennio 1953-57 – Raffronti internazionali
I due quadri preparati sono rispettivamente quello degli incrementi medi annui nei periodi 1949-52 e 1953-57 dei principali prodotti industriali ed agricoli (cereali e cotone), raffronto riguardante solo la Cina, quadro parzialmente esposto nel numero di novembre, e quello raffigurante un confronto fra la Cina ed altri sei Stati (i principali paesi capitalistici più Italia e India), quanto a disponibilità assoluta e pro-capite di buona parte dei prodotti industriali del primo quadro.
Dalla prima tabella risulta evidente come l’intera economia cinese rallenta nel periodo 1953-57, rispetto al triennio 1949-52 che vantava eccezionali incrementi medi annui, dipendenti però dal crollo economico avutosi negli anni di guerra civile precedenti la proclamazione della Repubblica Popolare Cinese.
| Unità | Materie prima 1949 | 1949 | 1952 | 1957 | Aumento % anno medio 49-52 |
Aumento % anno medio 52-57 |
|
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Acciaio | migl. t. | 923 | 158 | 1.349 | 5.350 | 104,4 | 31,7 |
| Ghisa | migl. t. | 1.801 | 252 | 1.929 | 5.936 | 97,0 | 25,2 |
| Carbone | migl. t. | 61.880 | 32.400 | 66.400 | 130.000 | 27,0 | 14,4 |
| Energia El. | mld. kWh | 5,96 | 4,31 | 7,26 | 19,34 | 19,0 | 21,6 |
| Petrolio | migl. t. | 321 | 121 | 436 | 1.458 | 53,3 | 27,3 |
| Cemento | migl. t. | 2.290 | 660 | 2.860 | 6.680 | 63,0 | 19,1 |
| Acido solforico | migl. t. | 180 | 40 | 190 | 632 | 68,1 | 27,2 |
| Fertillizz. azotati | migl. t. | 227 | 27 | 181 | 631 | 88,5 | 28,4 |
| Macchine utensili | unità | 5.390 | 1.582 | 13.734 | 28.000 | 105,5 | 15,3 |
| Filati di cotone | migl. m. | 2.790 | 1.890 | 3.830 | 5.050 | 26,5 | 5,6 |
| Cereali | mil. t. | 150,0 | 113,2 | 163,9 | 195,0 | 13,1 | 3,5 |
| Cotone | mil. t. | 0,8 | 0,445 | 1,304 | 1,604 | 43,1 | 4,2 |
Un primo commento; uguale tendenza del ritmo incrementale annuo medio si ha pure per le economie occidentali, alle prese in quegli anni con la loro ricostruzione post-bellica, ricostruzione che batté ogni record in ogni angolo del mondo dichiaratamente borghese, esattamente come nella socialista Cina.
Dato quindi il 1952 come anno di partenza della macchina produttiva cinese che ritorna ad esercitare le sue massime capacità produttive, è il quinquennio a seguire che solo dà la misura dello sforzo produttivo dei proletari cinesi le cui braccia mettono in moto e dirigono mezzi produttivi che dominano il loro destino.
Altra considerazione, già altre volte esposta e commentata: si ribadisce che l’agricoltura, rappresentata in questo confronto dai suoi principali prodotti quali cereali e cotone, non regge la misurazione con l’industria, beneficiante della gran parte degli investimenti statali di capitale. Confesso capitalismo, abbiamo sentenziato nel numero precedente commentando dati statistici diversi ma di uguale lettura !
Riguardo agli incrementi medi annui abbiamo che l’acciaio si distacca da tutti gli altri prodotti con un ottimo 31,7% annuo, dato però ben inferiore al massimo del triennio precedente:104,4%; dati che rivelano lo sforzo innegabile di Pechino per attrezzare capitalisticamente l’immenso paese. L’acciaio è seguito dai fertilizzanti azotati, dal petrolio, dall’acido solforico, dalla ghisa e dall’energia elettrica tutti prodotti con un incremento medio annuo superiore al 20%. Un’eccezione per l’energia elettrica; l’incremento medio annuo del periodo 1953-57 è superiore a quello del periodo 1949-52, 21,6% contro il 19,0%, eccezione spiegabile dal fatto che questa produzione aveva risentito molto meno delle altre del procedere della guerra civile.
Proseguendo, poco distante si ha il 19,1% del cemento, poi le macchine utensili ed il carbone; ancora più indietro i filati di cotone con un mediocre 5,6% dipendente in gran parte dalle scarse forniture di materia prima, infatti la produzione di cotone grezzo è ferma al 4,2% l’anno. Ancora più indietro i cereali, ultimi con il 3,6% annuo.
Dati questi ultimi modesti, considerando il giovanile slancio del regime di Pechino ai suoi primi passi nell’agone capitalistico. Oggi, dopo un quarto di secolo, la putrescente struttura produttiva capitalistica mondiale ambirebbe ad un “quinquennio” con incrementi annui di quell’ordine, anziché con le inabissate e le impennate odierne. Il che più che lode per la Cina di ieri, è vergogna per l’oggi capitalistico, strozzato dalle sue crisi non di sottoproduzione, ma di sovrapproduzione di merci.
Il secondo quadro oltre a presentare un raffronto internazionale, “misura” lo slancio produttivo cinese ed il suo “tasso” di capitalismo attraverso le cifre della disponibilità pro-capite di kg. di acciaio e di altri prodotti, quantità e kg. usati in gran parte in verità per la riproduzione del capitale fisso e dei mezzi di produzione consumati ed accumulati nel processo produttivo, non certo per beni di consumo dal proletario Chang di Shanghai o dall’Ivan di Mosca, come di nessun altro lavoratore di una qualsiasi metropoli capitalistica.
Evidentemente, proprio perché la disponibilità pro-capite, dipende sia dalla produzione assoluta del prodotto, sia dalla popolazione, con tali dati risalta maggiormente il “ritardo” cinese rispetto ai cinque paesi capitalistici sviluppati presi come paragoni.
| ACCIAIO mil. t. / kg. p.c. |
GHISA mil. t. / kg. p.c. |
CARBONE mil. t. / kg. p.c. |
ENERGIA EL. mld. kWh / kWh p.c. |
CEMENTO mil. t. / kg. p.c. |
ACIDO SOLF. 1000 t. / kg. p.c. |
|||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| mil. t. | kg. p.c. | mil. t. | kg. p.c. | mil. t. | kg. p.c. | mld. kWh | kWh p.c. | mil. t. | kg. p.c. | 1000 t. | kg. p.c. | |
| CINA 1952 | 1,349 | 2,3 | 1,929 | 3,35 | 66,4 | 115,5 | 7,26 | 12,6 | 2,86 | 4,9 | 190 | 0,3 |
| CINA 1957 | 5,350 | 8,3 | 5,936 | 9,2 | 130,0 | 201,1 | 19,34 | 29,9 | 6,86 | 10,6 | 632 | 0,97 |
| RUSSIA 1952 | 34,492 | 183,4 | 25,071 | 133,3 | 215,000 | 1143,6 | 119,116 | 633,6 | 13,910 | 73,98 | 2.662 | 14,1 |
| RUSSIA 1957 | 51,176 | 249,7 | 35,040 | 171,0 | 328,502 | 1603,2 | 206,688 | 1008,7 | 28,896 | 141,0 | 4.569 | 22,3 |
| U.S.A. 1952 | 84,520 | 537,7 | 57,507 | 365,9 | 457,590 | 2911,4 | 463,055 | 2946,2 | 42,394 | 269,7 | 12.075 | 76,8 |
| U.S.A. 1957 | 102,253 | 596,7 | 73,409 | 428,4 | 467,595 | 2728,7 | 716,356 | 4180,4 | 52,573 | 306,8 | 14.932 | 87,1 |
| R.F.T 1952 | 18,631 | 382,7 | 15,511 | 318,6 | 140,880 | 2893,9 | 57,672 | 1184,7 | 12,614 | 259,1 | 1.740 | 35,7 |
| R.F.T 1957 | 27,973 | 543,5 | 22,638 | 439,8 | 193,580 | 2930,3 | 93,648 | 1819,5 | 19,167 | 372,3 | 2.723 | 52,9 |
| GIAPPONE 1952 | 6,988 | 81,7 | 3,585 | 41,9 | 43,359 | 507,1 | 51,647 | 604,2 | 7,118 | 83,2 | 2.506 | 29,3 |
| GIAPPONE 1957 | 12,570 | 138,3 | 7,134 | 78,5 | 51,732 | 567,1 | 81,272 | 894,1 | 15,176 | 166,9 | 3.932 | 43,2 |
| ITALIA 1952 | 5,335 | 74,7 | 1,202 | 25,4 | 1,089 | 23,0 | 30,843 | 651,8 | 6,096 | 145,9 | 1.505 | 31,8 |
| ITALIA 1957 | 6,787 | 139,99 | 2,206 | 45,5 | 1,024 | 21,1 | 42,726 | 881,3 | 11,951 | 246,5 | 2.064 | 42,6 |
| INDIA 1952 | 1,603 | 4,36 | 1,885 | 5,1 | 36,885 | 100,3 | 6,192 | 16,8 | 3,594 | 9,8 | 98 | 0,26 |
| INDIA 1957 | 1,742 | 4,40 | 1,942 | 4,9 | 44,204 | 112,6 | 13,757 | 35,05 | 5,691 | 14,5 | 199 | 0,51 |
ACCIAIO
La Cina è 16° produttore mondiale nel 1952, passa al 9° posto nel 1957, anno in cui è sopravanzata solo da USA, Russia, RFT, Inghilterra, Francia, Giappone, Italia e Belgio. Il miglioramento assoluto non è di poco conto, tanto che la crescita media annua del 31,7% dell’acciaio cinese è primato mondiale in quel quinquennio. Solo Italia e Giappone possono presentare (dei paesi presi in esame) un incremento superiore alla decina nell’intero quinquennio; vantano rispettivamente il 13,9% ed il 12,4% annuo, tassi ben superiori a quelli degli altri Stati. Gli USA sono solo al 3,8%, la Russia si attesta all’8,2%, poco avanti la RFT con l’8,4%, scarsa l’India con l’1,7%.
Dolenti note invece riguardo le disponibilità pro-capite, infatti la Cina con i suoi 8,3 kg. di acciaio a testa raggiunge e doppia solo la squinternata India, mentre tutti gli altri paesi si mantengono lontani mille anni luce, a partire dall’Italia avvicinata come produzione assoluta ma ancora 17 volte avanti quanto a disponibilità a testa.
GHISA
La Cina è 11° produttore mondiale nel 1952, migliora di 4 posizioni e passa, nel 1957, al 7° posto.
Come per l’acciaio la Cina presenta un tasso di incremento annuo ben superiore a tutti gli altri Stati, il 25,2% l’anno; sono ancora solo il Giappone e l’Italia a superare la decina come tasso di incremento, il primo vantando il 14,75% annuo e la seconda il 12,9%. Gli USA si fermano al 5% annuo, la Russia è al 6,9%, la RFT al 7,8%, l’India segna il passo con un impercettibile 0,59%. Inghilterra e Francia nel 1957 rispettivamente 4° e 5° produttore mondiale con 14,5 e 12,1 mil. di tonnellate di ghisa non escono dall’anonimato e pure loro presentano un tasso annuo – del 5,8% e del 4,1% – in chiave con gli altri paesi capitalistici.
Quanto a disponibilità pro-capite, ancora nettissimo il ritardo cinese rispetto agli altri paesi, esclusi ancora una volta l’India. I 9,2 kg. dei cinesi superano la disponibilità indiana, persino in regresso rispetto a cinque anni prima, ma sono niente in confronto a quella degli altri Stati. Pure l’Italietta, con una produzione assoluta un terzo di quella cinese, può vantarsi di una rivincita netta riguardo la proporzione produzione-popolazione, e ai 9,2 kg. cinesi oppone i suoi 45,5 kg.
CARBONE
Il carbone è tradizionale ricchezza cinese, infatti la Cina, 7° produttore nel 1952, passa al 5° posto nel 1957, sovravanzata solo dagli USA, dalla Russia, dall’Inghilterra e dalla RFT. Ma la Cina fa sfoggio di un incremento medio annuo del 14,4%, che fa impallidire l’8,8% della Russia, 1,3% della RFT e l’impercettibile 0,43% degli USA, mentre l’Inghilterra persino decresce dello 0,26% annuo. Il Giappone presenta un tasso medio del 3,59%, l’India del 3,68%, mentre l’Italietta sta dando sotto al carbone sardo la cui estrazione diminuisce dell’1,2% l’anno.
Naturalmente la popolazione fa valere il solito handicap: la disponibilità pro-capite di RFT, USA e Russia sono di gran lunga maggiori di quella cinese che pure passa dai 115,5 kg. del 1952 ai 201,1 kg. del 1957, ancora lontani dai 2.930 kg. della RFT, dai 2.728,7 kg. degli USA in ritirata rispetto a cinque anni prima, e dai 1.603,2 kg. della Russia. Pure il Giappone può vantare una disponibilità pro-capite maggiore di quella cinese con i suoi 567,1 kg.
ENERGIA ELETTRICA
La produzione dell’energia elettrica, oltre ad essere essenziale per l’intera produzione industriale ed agricola, è ottima misurazione del livello raggiunto dalle forze produttive di un determinato Stato, infatti è qui che si rivelano in maniera cristallina le difficoltà della economia cinese.
La Cina è 22° produttore nel 1952 e 13° nel 1957 rimontando così 9 posti. Il suo incremento medio annuo è per l’ennesima volta record: il 21,6% l’anno contro il 17,3% dell’India, l’11,6% della Russia, il 10,18% della RFT, il 9,49% del Giappone, il 9,1% degli USA ed il 6,7% dell’Italia, ma come disponibilità pro-capite la Cina non riesce nemmeno a superare l’India, 29,9 kwh contro 35,05 kwh.
Quanto agli altri paesi la Russia vanta 1.008 kwh pro-capite, gli USA 4.180, l’RFT sono a 1.819, il Giappone a 894, l’Italia a 881.
Il ritardo cinese è nettissimo, di gran lunga maggiore anche rispetto agli altri prodotti, e peserà sull’intera economia.
La Cina ricca di materie prime come pochi al mondo, ricca di uomini come nessun altro, non ha né strade, né ferrovie. né energia elettrica, ma come meravigliarsi allora che, dopo il connubio Pechino-Mosca, l’immenso Stato asiatico si sia rifugiato nell’autarchia, nel “fate da voi le vostre macchine», come meravigliarsi se gran parte degli scontri politici all’interno del PCC si svolgevano sulla diatriba fra “centralismo” e “decentralismo”.
Altro che socialismo, riassunto da Lenin nella formula di propaganda come uguale ai Soviet più l’elettrificazione, siamo in presenza di un giovane capitalismo che tra mille impedimenti non getta che le basi del proprio modo di produzione !
CEMENTO
Decimo produttore mondiale nel 1952, la Cina passa all’ottavo posto nel 1957. Pure questa volta l’incremento medio annuo della Cina è il maggiore: 19,1% l’anno, ma questa volta il Giappone (16,3%) e la Russia (15,7%) sono abbastanza vicine. L’Italia ha un discreto 11,59%, l’India cresce del 9,6% l’anno, la RFT presenta l’8,7%, mentre gli USA che guardano tutti dall’alto dei 52 mil. di tonnellate, si attestano al 4,39%.
Anche in questo caso la disponibilità pro-capite della Cina è inferiore a quella degli altri sei paesi fra i quali fa spicco il dato dell’Italia 246,5 kg. di cemento superati solo dai 372,3 kg. della RFT e dai 306,8 kg. degli USA. Miracoli della ricostruzione, evidentemente, a scorno di tutti i pelandroni che si lamentano dell’arretratezza dello Stato di Roma !
ACIDO SOLFORICO
Prodotto base dell’industria chimica, l’acido solforico è poi essenziale per la produzione dei concimi chimici.
La Cina è 15° produttore mondiale nel 1952, passa al 12° nel 1957. La crescita di questa produzione è ottima per tutto il quinquennio, con la media di 27,2% l’anno. Solo l’India (15,2%) e la Russia (11,4%) superano la decina come percentuale di aumento annuo. Infatti gli USA si mantengono sul 4,3% l’anno, il Giappone e la RFT si attestano su un buon 9,4% l’anno e l’Italia presenta un discreto 6,5% annuo.
Come disponibilità pro-capite il quadro, per la Cina, è meno roseo: l’immenso paese per l’80% agricolo, non dispone nemmeno di un kg. pro-capite di acido solforico, dato che inchioda l’agricoltura cinese a reggersi, come millenni fa, sui concimi naturali, il letame. Condanna per un’agricoltura costretta, per il grande spezzettamento fondiario conseguenza di un eccesso di popolazione secondo la disponibilità di terre coltivabili, alla cultura intensiva, dato quest’ultimo che ci riporta al difficile rapporto fra i due settori: quello agricolo e quello industriale, sul quale già ci siamo soffermati e ci soffermeremo.