Partito Comunista Internazionale

Sciopero nelle ferrovie USA

Categorie: Union Activity, USA

Ha avuto inizio il 16 maggio lo sciopero dei macchinisti della New Jersey Transit, società di trasporto pubblico che opera nello Stato del New Jersey e in alcune contee dello Stato di New York e della Pennsylvania e che garantisce il servizio ferroviario per i lavoratori pendolari del New Jersey settentrionale. Al primo sciopero di categoria nella regione, dal lontano 1983, hanno aderito circa 450 lavoratori, tutti membri della Brotherhood of Locomotive Engineers and Trainmen (BLET) – uno dei più vecchi sindacati di mestiere delle ferrovie americane: i macchinisti hanno scioperato per un nuovo contratto collettivo, che sancirebbe l’allineamento dei salari tra i macchinisti della NJ Transit e quelli impiegati nelle diverse aziende operanti a New York City. Rivendicazione, questa, non nuova e che era stata portata avanti dai lavoratori della NJ Transit a partire almeno dal 2019, e che non ha potuto che intensificarsi nel corso degli ultimi cinque anni davanti al costante deterioramento del salario reale. Le trattative per il rinnovo del contratto non hanno visto la partecipazione della sola BLET, ma anche di altre 14 sigle sindacali. Lo sciopero si è concluso il 18 maggio, in seguito alla fine delle trattative tra le dirigenze sindacali e l’azienda statale sulla base del raggiungimento di un accordo per futuri incrementi salariali, con grande soddisfazione delle due parti, e dello stesso governatore del New Jersey allarmato dai “disagi” che lo sciopero aveva causato alla “comunità”. Ha infatti così dichiarato il presidente della NJ Transit, Kolluri: “L’accordo, come ha detto correttamente il governatore, è equo e fiscalmente responsabile”. Sulla falsariga di Kolluri è intervenuto il segretario della BLET Haas: “È stata sicuramente una vittoria riuscire a trovare un accordo che credo sia accettabile per entrambi”. Noi comunisti siamo consapevoli della possibilità, a volte vera e propria inevitabilità, di arrivare a compromessi alla fine di una lotta, a patto che questi non vengano “mascherati” come una vittoria per il proletariato in lotta. Da una parte applaudiamo la solidarietà di classe che ferrovieri e macchinisti della ”Tri-State area”, compresi quelli dell’Amtrak e della Long Island Rail Road, hanno offerto ai lavoratori della NJ Transit; d’altra parte combattiamo perché il sindacato torni ad essere la cinghia di trasmissione tra il Partito rivoluzionario e la classe in lotta, cessando d’essere un semplice intermediario “istituzionalizzato” tra la classe borghese e la proletaria, così agendo in maniera collaborazionista, e avendo come solo fine il “bene” collettivo o, peggio, nazionale. Che il proletariato possa un giorno relegare i proclami dei bonzi alla Haas al meschino posto della Storia a cui essi appartengono.