La linea politica della Socialist League
المحاور: Socialist League
:هذه المقالة أصدرت في
- Comunismo 82 ()
:ترجمات متاحة
- الإيطالية: La linea politica della Socialist League
- الإنجليزية: The Policy of the Socialist League
Da Commonweal, Vol 4, No.126, 9 June 1888, p.180
Dato che è stata fondata la Socialist League per sostenere i principii del Socialismo Rivoluzionario Internazionale, e poiché ci sono state delle differenze di opinione al nostro interno sul significato di queste parole, il Consiglio della League ritiene di dover precisare quello che ne è il significato secondo il proprio punto di vista, come espresso nelle pubblicazioni della League, le quali al tempo della loro diffusione non furono contestate da alcuna delle sue sezioni o iscritti; e nel fare ciò il Consiglio desidera disconoscere qualsiasi ridimensionamento dei principi della League rispetto quanto ritiene sia stato riconosciuto fin dall’inizio come necessario per dargli una ragione di esistere distinta da quella di altri organismi socialisti.
Quindi, scopo della Socialist League è la realizzazione di una società basata sull’eguaglianza delle condizioni per tutte le persone senza distinzioni di razza, sesso o fede; una società che non riconoscerà alcun diritto al privilegio di interferire con detta eguaglianza, sia che questo privilegio riponga la sua base nella nascita, nella ricchezza o nelle capacità individuali.
La League ritiene che un passo necessario per la realizzazione di questa società è l’abolizione del monopolio dei mezzi di produzione, che non devono essere di proprietà di alcun individuo, bensì della comunità intera, in modo che il loro impiego possa essere libero per tutti sulla base delle proprie capacità: ciò riteniamo porterà necessariamente all’eguaglianza delle condizioni di vita suaccennate, e al riconoscimento della massima “da ognuno secondo le sue capacità, a ognuno secondo i suoi bisogni”.
Occorre qui spiegare che alcuni socialisti credono che questo primo passo, l’abolizione del monopolio sui mezzi di produzione, sia il fine ultimo del socialismo, per cui la società così fondata ammetterebbe una forma di concorrenza per assicurarsi una quota parte maggiore della ricchezza prodotta per il consumo; benché sia ovvio che il successo in questa concorrenza può essere conseguito solo da un vincente a spese di un perdente, e quindi in questo modo nuove classi si costituirebbero prendendo il posto di quelle distrutte proprio dall’abolizione del monopolio.
Su questo punto, quindi, la Socialist League nel suo scopo o ideale di società differisce dagli altri socialisti.
Ancora, la League ritiene, quando parla di Socialismo Internazionale, che la parola internazionalismo è da applicare solo al presente stato di schiavitù, dal momento che i lavoratori non riconoscono le differenze nazionali create dai loro padroni, e che nella società del futuro le nazioni come entità politiche cesseranno di esistere, dando luogo alla federazione di comunità unite assieme per contiguità o convenienza. Anche in questo la League si distingue da alcuni socialisti che non riescono a spingere la vista fino all’abolizione delle nazionalità, e anche questo implica una differenza ideologica.
Quanto ai mezzi per conseguire l’abolizione della proprietà privata sugli strumenti di produzione e, con quella, l’uguaglianza delle condizioni di tutte le persone, la League crede che il primo e indispensabile di questi mezzi debba essere quello di presentare al popolo i propri scopi, ultimi e immediati, chiaramente e onestamente, e ha sempre agito secondo questa convinzione; sicura del fatto che, per quanto inverosimili possano apparire questi scopi alla stragrande maggioranza delle persone, verrà il tempo in cui le circostanze forzeranno i lavoratori a farli propri, e quindi non costituisce alcuna perdita di energie intanto familiarizzarli a questi obbiettivi così sollecitando i loro desideri ed offrendo alla loro intelligenza qualcosa di cui appropriarsi, e alla loro speranza di alimentarsi.
Educare a un preciso obiettivo il vago malcontento che (fortunatamente) è oggi così prevalente fra i lavoratori è il principale compito della Socialist League; e non può ignorare questo lavoro neanche alla vigilia dei primi passi sicuri e aperti verso la rivoluzione.
Per altro ci sono altri socialisti, e sono sufficientemente numerosi, che non si accontentano del lavoro lento e paziente teso a far comprendere ai lavoratori la propria condizione e i rimedi ad essa.
Non riescono a credere che altro possa esser fatto se non tentativi per portare dei socialisti in parlamento, o in altri organi elettivi; anche se è evidente che questi organi sono espressione diretta del potere dei nostri nemici, e che la loro funzione è di sopprimere qualsiasi tentativo volto alla rigenerazione della società; anche se, al più, i socialisti in parlamento possono sperare di fare passare pochi provvedimenti palliativi, fintantoché il popolo non sia abbastanza forte da distruggere il parlamento stesso.
La Socialist League ha dichiarato più e più volte quanto futili siano quei socialisti che perdono il proprio tempo a far passare queste misure palliative, le quali, per quanto sia desiderabile ottenerle perché temporaneamente utili, potrebbero passare molto più prontamente se essi non si gettassero nel giro, e che sono intese dai nostri padroni quanto meno per ostacolare il socialismo e non per farlo avanzare.
Più e più volte ha disapprovato quei socialisti che si sono immischiati in intrighi politici; e ritiene che non ha alcuna utilità il loro inseguire i voti di chi non conosce i principi del socialismo, e che quindi deve essere attratto da promesse che i candidati non possono mantenere, quando per caso arrivassero in parlamento.
Le ultime due Conferenze Annuali della League hanno dichiarato a larga maggioranza dei delegati riuniti che è politica della League astenersi dall’azione parlamentare, e hanno escluso la possibilità di ammettere qualsiasi modifica di questa politica. Quindi, il Consiglio della Socialist League si considera francamente in dovere di rimarcare l’impossibilità di utilmente attuare una propaganda per via elettorale contestualmente ad una propaganda educativa nello stesso organismo.
Coloro che cercano di tenere insieme questi due sistemi ideologici finiscono necessariamente per ostacolare l’uno e l’altro, anche quando i principi base non differiscano di molto; e tanto più quanto i sostenitori della propaganda per via elettorale si renderanno conto di quanto arduo è il compito che si sono dati, e dovranno cominciare prima o poi, una volta assunto, a puntare sulla necessità di spostare tutta la nostra attenzione nel portare, con qualsiasi mezzo possibile, dei socialisti in parlamento.
Il Consiglio della Socialist League crede che persisterà per molto tempo questa differenza di vedute sui metodi di propaganda, e si ritiene legittimata sia a mettere in chiaro i cattivi effetti di una messa in discussione di questo punto all’interno della League stessa, sia a rivolgersi a quei socialisti che si riconoscono nella League, pur appartenendo ancora ad altri organismi, perché vi aderiscano, anziché disperdere le loro forze restando in questi organismi, quando non si sentono in armonia con il loro indirizzo tattico.
Allo stesso tempo, il Consiglio desidera che sia chiaramente compreso che sono state esposte le differenze fra la League e gli altri socialisti non con spirito litigioso, ma soltanto al fine di giustificare il mantenimento dell’esistenza della League come organismo separato, e per deprecare qualsiasi alterazione dei suoi principi e tattica, che, nel caso, la metterebbe in una posizione solo di faziosa opposizione alle altre organizzazioni socialiste.
Il Consiglio desidera inoltre dire che crede essere un dovere della League e dei suoi membri di cooperare nel modo più cordiale con gli altri socialisti in tutte le occasioni in cui può farlo senza nocumento ai principii, e senza pregiudizio alla forma della propaganda che fin dall’inizio ha ritenuto suo dovere portare avanti.
William Morris