Partito Comunista Internazionale

La discussione sulla situazione spagnola

Categorie: Communist Left, Life of the Party, Spain

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SULLA SITUAZIONE SPAGNUOLA

Il numero scorso di “Prometeo”pubblica una risoluzione del gruppo di Bruxelles sull’attuale situazione in Ispana e sui compiti dell’opposizione comunista di sinistra.

La discussione che è attualmente in corso nella Frazione dovrebbe fissarsi sugli avvenimenti spagnoli giacché è solo verificando la nostra politica al vivo contatto di avvenimenti di grande importanza che noi potremo giungere ad utili risultati impedendo che la discussione si inaridisca in contradditori che finiscono per divenire astratti ed esulano dai sistemi marxisti della polemica.

E non si dica per esempio che gli attuali avvenimenti spagnoli non hanno una grande importanza per il raggio di azione che concerne particolarmente noi proletari italiani. A parte il fatto che questi avvenimenti sono destinati a modificare non solamente la situazione in Ispana ma anche la situazione internazionale, e quindi, per riflesso, quella italiana, è certo che delle analogie esistono fra le due situazioni, quella spagnola e quella italiana. Queste, se differiscono per il diverso grado di sviluppo dell’economia industriale e per il peso sociale del capitalismo che in Italia è molto più elevato, , hanno un tratto di comunanza per quanto riguarda il sistema di dittatura cui ha dovuto fare ricorso il capitalismo nei due Stati.

Se è certo che il corso degli attuali avvenimenti spagnoli non può essere preso come trama di sviluppo di una prospettiva di lotta contro il fascismo in Italia, è altresì evidente che questi avvenimenti ci permettono di controllare il contegno della classe nemica di fronte all’aggravamento della crisi ed i mezzi che essa pone in azione per manovrare la piccola borghesia al fine di deviare i movimenti rivoluzionari del proletariato.

Per queste ragioni ritengo che la risoluzione del gruppo di Bruxelles dovrebbero richiamare l’attento interesse di tutti i compagni.

Tre punti mi paiono della massima importanza:

1) L’astensionismo nei confronti delle elezioni delle Cortès;

2) La parola del “raddrizzamento del partito”;

3) La parola dei Soviet e la posizione del comp. Trotsky sia su questa

questione che sull’altra dell’appoggio alla lotta per l’Assemblea Costituente.

Per il primo punto voglio rilevare che attualmente chi sostiene la parola dell’astensionismo sono i gruppi della sinistra borghese che sviluppano questa politica controrivoluzionaria con il fine di imbrogliare il proletariato che con Prieto, Guerra, Franco e Amora dovrebbe combattere per il “parlamento libero”, e cioè per un organo di dominio del capitalismo. E sebbene la risoluzione sostiene la tattica dell’astensionismo per il contrastante fine comunista, ciò non toglie che, in realtà, il proletariato verrebbe accordato alla manovra politica della sinistra borghese.

A mio parere l’opposizione dovrebbe frantumare questa manovra borghese come fecero d’altronde i comunisti in Italia nel 1923 contro l’avventinismo di riformisti, massimalisti e popolari.

Il partito del proletariato lancia la parola dell’astensionismo quando si presentano le condizioni obbiettive e soggettive che contraddistinguono la vigilia dell’insurrezione proletaria. Ora queste condizioni non esistono attualmente in Ispana, ma esse sono in maturazione: spetta all’opposizione di sinistra che rappresenta gli interessi storici del proletariato di realizzare, con la sua politica, le condizioni per una rapida maturazione dei fattori che permetteranno l’insurrezione.

Per quello che si riferisce la preparazione di queste condizioni, è certo che la parola dell’astensionismo ritarda anziché facilitare uno sviluppo della coscienza comunista delle masse perché le accoda in realtà al movimento aventinista inscenato dalla piccola borghesia, sotto la direzione del capitalismo.

Attualmente spetta all’opposizione di combattere simultaneamente la tattica per e contro le Cortès, e di partecipare all’elezione con un programma che ponga in prima linea la necessità per il proletariato di organizzare le sue battaglie di classe destinate a sboccare nella dittatura del proletariato.

Quanto alla parola del raddrizzamento del partito, noi abbiamo due soluzioni: quella del “rafforzamento del partito” preconizzata dal Segretariato Internazionale, e l’altra contenuta nella mozione del gruppo di Bruxelles ove si parla della necessità di una lotta autonoma ed indipendente del gruppo d’opposizione.

A mio avviso, la parola del Segretariato pone su una base puramente formalista la questione, quasi che fosse possibile intravedere la vittoria rivoluzionaria contemporaneamente all’opera di raddrizzamento del partito. Ora, una politica di questa specie porterebbe sicuramente all’imbottigliamento delle forze dell’opposizione ed, in definitiva, non raggiungerebbe affatto allo stesso fine preconizzato di “raddrizzare il partito”.

La soluzione positiva nel quadro dell’unità del partito può essere ottenuta solamente attraverso la liberazione del partito dall’opportunismo, quello che è possibile ottenere con la vittoria della rivoluzione. E questa vittoria presuppone una politica indipendente del gruppo d’opposizione, la quale però, deve fidare chiaramente come suo obbiettivo quello della risoluzione della crisi comunista mettendo in evidenza come questo può ottenersi con una politica che risponda agli interessi della rivoluzione.

In un successivo articoletto mi riprometto di parlare ancora della parola del raddrizzamento e della questione dei Soviet. Mi auguro in ogni modo che il mio esempio sarà seguito e che i compagni interverranno attivamente su questa discussione.

PERNOTTI