I nostri giochi da circo
Κατηγορίες: Film industry, Italy
Αυτό το άρθρο εκδόθηκε στο:
Un settimanale illustrato annuncia che tredici miliardi di spettatori nel mondo spendono annualmente al cinematografo 1800 miliardi di lire. Quanto all’Italia, gli incassi dei cinematografi sono saliti da 72 miliardi di lire nel 1951 a 82 miliardi nel 1952, i biglietti venduti da 696 milioni a 740 milioni, la produzione di lunghi metraggi da 27 film all’anno nel 1931 e da 37 nel 1944 a 107 nel 1951 e a 132 nel 1953, quella di cinegiornali da 38 film nel 1946 a 380 nel 1952, i capitali impiegati nella produzione di nuove pellicole da 11 miliardi nel 1951 a 14 nel 1952 (Tempo aggiunge che sui soli incassi degli spettacoli cinematografici lo Stato ricava annualmente 30 miliardi di lire: non dice, però, che spende in sovvenzioni al cinema 5,2 miliardi).
Statistiche consolanti. Il pubblico è bombardato da una produzione cinematografica attraverso la quale la classe dominante modella gusti, abitudini, modi di pensare dei dominati, ed offre loro – nell’atto stesso in cui denuncia con orrore l’esistenza in tutto il mondo di una spaventosa sottonutrizione – il compenso di giochi da circo a ritmo ininterrotto. E, non pago di rimbecillirli, li induce con altra assordante propaganda a spendere sempre più del loro povero reddito nell’affollare le sale in cui, metodicamente, gli si riempie (o vuota) la testa.
Profitti monetari e profitti «sociali» di propaganda e d’imbonimento: la cinematografia è uno degli strumenti di «produzione e riproduzione» del dominio capitalistico.