Partito Comunista Internazionale

Uno di più che riarma, il Giappone

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Il 30 ottobre, una delegazione giapponese ha firmato a New York l’accordo nippo-americano, in base al quale il Giappone s’impegna «ad aumentare le forze per la difesa nazionale allo scopo di proteggere il Paese contro eventuali aggressioni e di ridurre l’onere che gli Stati Uniti devono sopportare per quanto riguarda la difesa del Giappone». A questo scopo, come già per la Spagna, gli Stati Uniti, desiderando «ridurre il loro onere», forniranno «i principali materiali per l’equipaggiamento militare delle forze di terra, di mare e di cielo», cioè venderanno invece di regalare. Come si vede, gli Stati Uniti ci fanno un buon affare, e il Giappone riarma.

Il programma di trasformazione della polizia in un corpo armato di difesa, accettato dai partiti di maggioranza il 19 ottobre a Tokyo, prevede la costituzione di un esercito, di una flotta e di un’aviazione di circa 260-270 mila uomini, l’istituzione di basi navali e aeree e la costituzione di Stati maggiori, il tutto da farsi nel giro di cinque anni. 50 milioni di dollari verranno forniti dal Tesoro americano.

Le conversazioni, di natura chiaramente commerciale, hanno anche dimostrato – come si legge nel comunicato ufficiale – «la buona volontà da parte del Giappone di liberalizzare le leggi e le norme giapponesi relative agli investimenti esteri». Così gli Stati Uniti ci fanno un secondo affare. Business is business; le clausole anti-riarmo e anti-investimenti-esteri della Costituzione nipponica saranno opportunamente modificate.