Partito Comunista Internazionale

Gioventù internazionalista in azione

Categorie: Italy, Life of the Party, PCInt

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Il fascismo è morto. La forza reazionaria, che per 25 anni lottò con ogni mezzo, calpestando diritti materiali e morali e violando coscienze, per difendere gli interessi della borghesia, si è fiaccata sotto l’imperiosa pressione della classe sfruttata.

I nostri gruppi giovanili delle varie zone della Città, con l’animo teso nella gioia e nell’avvenire, ma consci della gravità del momento, con disciplinata iniziativa si divisero i molteplici compiti che, negli attesi ma gravi giorni si presentavano all’organizzazione.

E così, alcuni che, nei mesi passati, rubarono ore al sonno e lessero avidamente e studiarono le teorie marxiste, i libri che passava il Partito allo scopo di renderli saldi nei principi, di aiutarli a trasformare il loro «istinto di classe» in «coscienza di classe», così da essere atti a spiegare ai compagni di lavoro quale doveva effettivamente essere il loro contegno di fronte alla guerra scatenata dalla borghesia, per poter difendere e far trionfare i loro interessi, in questi giorni, con l’armi in pugno, si affiancarono alle forze proletarie armate, e parteciparono, assieme agli altri compagni che si erano già iscritti al Fronte della Gioventù, con l’entusiasmo dei vent’anni, a scacciare il nazifascismo.

Altri ancora furono presenti all’azione svolgendo un’attività apparentemente meno pericolosa, ma praticamente quanto mai utile: e qui dobbiamo dire che a malincuore svolsero tale attività, perché tutti volevano impugnare le armi, e non fu facile convincerli della necessità e del valore del lancio e dell’affissione sui muri di manifestini, della distribuzione dell’ultimo numero illegale del giornale, e della propaganda orale… affinché l’operaio, nella fase più critica della lotta, non perdesse il suo obiettivo, non si sbandasse dalle sue direttive di classe, non dimenticasse, si convincesse che a nulla vale abbattere una forza reazionaria quando si lascia intatta la struttura che la sostiene, quando si lascia in vita quella borghesia che, venticinque anni or sono, fece di tutto per dare origine e sviluppo al fascismo e che ora farà di tutto per crearne e svilupparne uno nuovo, camuffandolo con altra etichetta. Il partito doveva esser presente, vicino alla classe operaia, per indirizzarla, guidarla, illuminarla con tutti i mezzi disponibili, nel momento più delicato della crisi.

Furono questi i compiti (ai quali, mancando ancora di notizie particolareggiate, abbiamo dato uno sguardo sommario) della nostra gioventù durante le intense giornate, e il suo sguardo fermo, la luce serena dell’occhio, l’espressione tesa alla fiducia, l’esuberanza intellettuale e fisica, ci danno la certezza che gli stessi compiti continuerà a svolgere in forma sempre più intensa, anche se la strada da percorrere sarà dura e faticosa, per potenziare le energie del proletariato, per far sì ch’esso possa raggiungere gli immediati obbiettivi che dovranno servir di leva alla «conquista del potere».

Mentre andiamo in macchina, ci giunge notizia che il 29 u.s. la compagna Renata, della Federazione Giovanile Milanese, è rimasta ferita in una vile sparatoria di fascisti. Alla coraggiosa e attivissima compagna il nostro augurio più vivo.