Διεθνές Κομμουνιστικό Κόμμα

Contro l’agente unico – La mobilitazione dei ferrovieri inglesi

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Le Southern Rail (SR), che gestiscono in concessione circa un quinto della rete ferroviaria inglese, operano nel trasporto passeggeri dalla costa sud-est all’area di Londra. L’intenzione delle SR di passare il controllo della chiusura delle porte ai macchinisti, modificando il mansionario del personale viaggiante, fin dall’aprile 2016 ha incontrato la resistenza degli iscritti al sindacato Rail Maritime Transport (RMT).

L’introduzione sui treni dell’agente unico a bordo, richiesto dai capi delle SR, è visto come una anticipazione di quello che faranno le altre Società sulle loro linee, in particolare quelle del Nord e delle Midlands.

In giugno RMT proclamò due azioni di sciopero che avrebbero interessato la Scotrail e le SR. Una serie di scioperi alla Scotrail fu preannunciata per giugno-luglio, ma poi furono rimandati ad agosto, e successivamente revocati per consentire ulteriori trattative fra la Scotrail e la dirigenza RMT. I dirigenti della Compagnia imbastirono campagne pubblicitarie sui social media e con l’invio di lettere ai singoli lavoratori allo scopo di far pressione su di loro, il che ha ottenuto solo di aumentare i voti a favore dello sciopero.

RMT rassicurò che non intendeva accettare l’agente unico su tutte le tratte e servizi e che il personale viaggiante vi avrebbe mantenuto l’incarico del controllo delle porte, denunciando che l’agente unico avrebbe ridotto o annullato ogni garanzia di sicurezza. I capi sindacali si trovavano costretti a dar voce all’opposizione alla riforma: è chiaro che era il personale viaggiante quello sotto minaccia e la base spingeva contro l’introduzione dell’agente unico.

Fu indetto per il 21 giugno lo sciopero alle SR del personale viaggiante del RMT contro l’adozione del nuovo mansionario, che dal 21 agosto li avrebbe inquadrati nella funzione di “controllori a bordo” (OBS). Il passaggio di funzioni fra macchinisti e personale viaggiante era già avvenuto, su altre linee, sui treni di nuova costruzione, ed era già stato accettato da ASLEF, il sindacato dei macchinisti. Ma la maggior parte dei treni di SR sono tutt’altro che nuovi.

I macchinisti sono bene organizzati nel loro sindacato di mestiere qualificato, l’ASLEF. Questo ha una buona tradizione nella difesa degli iscritti, senza remore, se necessario, a svantaggio di altri lavoratori delle ferrovie.

Pare che RMT abbia offerto un piano in sette punti per mantenere il personale viaggiante ma nella funzione di controllori: questi dovrebbero individuare i passeggeri che escono dalle stazioni senza aver pagato l’intero biglietto (per errore o altro) o che intendono pagarlo all’arrivo.

Il 7 luglio RMT propose di differire ogni sciopero per tre mesi se i padroni avessero ritirato l’applicazione dei cambiamenti sulla procedura di chiusura delle porte, per dare spazio alle trattative. Questo fu rifiutato dalle ferrovie, e le SR confermarono il piano di adozione del nuovo regolamento di bordo per il 21 agosto con passaggio del personale nei nuovi ruoli, il che, dissero, avrebbe mantenuto tutti i posti di lavoro e portato vantaggi ai passeggeri della rete meridionale.

Il conflitto cominciò ad estendersi dalle ferrovie privatizzate a quelle a gestione pubblica degli enti locali. Anche Merseyrail, nella zona di Liverpool, annunciò che voleva introdurre l’agente unico, specialmente con l’introduzione dei nuovi treni di moderna concezione.

In estate fu annunciato l’introduzione del sevizio notturno nella metropolitana di Londra e il nuovo sindaco laburista, Sadiq Khan, se ne assunse tutto il merito in un discorso alla stazione di Brixton della metropolitana.

Fu indetta una votazione fra gli iscritti al RMT e ad ASLEF per aprire una vertenza. Infatti il servizio notturno sarebbe stato introdotto in agosto con macchinisti reclutati con un contratto apposito. Ai conduttori del servizio notturno sarebbe preclusa la possibilità di far domanda di assunzione presso la London Underground per 18 mesi. Con un impegno prestabilito di impiego di 16 ore la settimana non avrebbero riscosso alcuna maggiorazione per il lavoro notturno, che spetta agli altri dipendenti. Questo fu denunciato dai dirigenti dello RMT come “evidente discriminazione”. I dirigenti dell’ASLEF aggiunsero che: «la gran maggioranza dei conduttori della metropolitana notturna accettarono il lavoro perché vi vedevano un primo passo verso l’assunzione, e non per passare anni ed anni a lavorare le notti del venerdì e del sabato».

Ma un previsto sciopero di 24 ore fu revocato nell’attesa di trattative. Il sindaco di Londra lodò la sospensione dello sciopero: «le trattative possono ora riprendere senza inutili disagi per gli utenti».

Mentre l’ASLEF decideva uno sciopero dello straordinario, che ha portato alla cancellazione di molti treni, il personale viaggiante continuava a resistere alla riforma. In una dichiarazione pubblica denunciava le conseguenze della mancanza del secondo addetto dell’equipaggio, per esempio sull’accesso dei passeggeri disabili, specialmente nelle stazioni non presenziate.

A metà dicembre l’ASLEF ha dato il preavviso al governo di dieci giorni di scioperi ed agitazioni nelle ferrovie. Il 13 dicembre la rete delle SR si è fermata per lo sciopero dei macchinisti, coinvolgendo 300 mila pendolari nel Sud-Est dell’Inghilterra.

Il 14 dicembre RMT iniziò una campagna “Treni sicuri per tutti”, denunciando che altre compagnie avevano intenzione di introdurre l’agente unico, e che avrebbero approfittato dell’occasione per riduzioni di personale.

La vertenza per adesso si svolge fra l’ASLEF e i dirigenti delle SR, con questi che insistono sulla sicurezza dei treni con l’agente unico (anche grazie alle telecamere a bordo) e non si parla di ammodernamento dei treni.

Il 22 dicembre le SR decisero di scavalcare la dirigenza dell’ASLEF mandando per lettera a tutti i macchinisti una loro offerta, rifiutata dalla dirigenza sindacale.

L’8 gennaio l’ASLEF ha proclamato lo sciopero dello straordinario sulle SR: circa un quarto dei treni si è fermato per mancanza del macchinista. Due giorni dopo SR era praticamente ferma per lo sciopero. Il giorno seguente un altro sciopero di 1.000 macchinisti ha portato alla cancellazione di quasi tutti i 2.242 treni. Un altro sciopero era programmato per il 13 gennaio e tre per il 24, 25 e 27 gennaio.

Jaremy Corbin, il segretario del Partito Laburista, ha appoggiato l’ASLEF, ma ha taciuto sullo RMT, che non è affiliato al Partito Laburista: ASLEF versa soldi al Partito e lo RMT no.

Il 18 gennaio lo ASLEF revoca i tre giorni di sciopero e il blocco dello straordinario, in modo da poter intraprendere le trattative con le SR. Trattative segrete hanno luogo nella sede del Trade Union Congress per undici giorni, con questo che svolge il ruolo di arbitro fra i padroni e i dirigenti dell’ASLEF. Significativamente i rappresentati dello RMT non sono stati invitati.

Il 21 febbraio lo ASLEF annuncia che la fine della vertenza è vicina dopo aver ottenuto dalle ferrovie “significative concessioni”. Ma i dettagli dell’accordo con i capi sindacali sono segretissimi, benché i quasi 1.000 macchinisti iscritti allo ASLEF saranno chiamati a votare sui termini dell’accordo sponsorizzato dal TUC. I dirigenti dello RMT dichiararono che si trattava di un “inimmaginabile tradimento”.

Come i termini di questo accordo segreto fra le ferrovie e l’ASLEF cominciarono a trapelare ci fu grande indignazione nella base degli iscritti. I dirigenti si appellarono a “circostanze eccezionali” nelle quali i treni avrebbero potuto partire senza il secondo agente a bordo. Avevano accettato l’assenza dell’attuale presenza di personale viaggiante dove soltanto fosse previsto in turno il secondo membro dell’equipaggio, benché di fatto non presente per ragioni di malattia, ritardo, persa coincidenza da altro treno o lasciato accidentalmente alla stazione.

Il 16 febbraio uscirono i risultati del voto segreto fra gli iscritti all’ASLEF: avevano votato almeno tre quarti degli iscritti, rigettando l’accordo col 54% dei voti.

Nuove trattative si prospettano fra SR e la direzione dell’ASLEF. Sembra certo che RMT anche stavolta non sarà invitato.

La solidarietà istintiva fra macchinisti e personale viaggiante delle ferrovie, e la resistenza agli attacchi alle condizioni di vita e di lavoro dei dipendenti della Metropolitana di Londra, sono le premesse per un movimento di base, tendente a sorpassare le divisioni di mestiere e di industria, strappando la conduzione delle lotte ai dirigenti sindacali che stanno dalla parte dei padroni e del loro Stato.