International Communist Party

Bucato in famiglia

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Man mano che, in Francia: l’affare Marty-Tillon si trascina e la direzione del P.C.F. attende un’«autocritica» che stenta a venire, salgono a galla i soliti panni sporchi nascosti dietro le glorie della resistenza.

Marty e Tillon erano, fino alle 24 della vigilia dei provvedimenti a loro carico, degli eroi: alle 24,25 sono degli eretici; 15 giorni dopo sono dei farabutti e, magari, dei delinquenti comuni. Gingouin era un altro eroe della resistenza: ora è non solo deviazionista, ma truffatore e dilapidatore dei fondi del Partito o di organizzazioni affini. Di questo passo, chi salverà gli eroi? Chi garantisce che gli uomini celebrati come grandi liberatori non siano dei volgari mariuoli?

La risposta al quesito non ci interessa. C’interessa stabilire come, anche in questi episodi, la faccia immonda della democrazia borghese si riveli. E’ il tramonto degli dei, la liquidazione delle bandiere false e bugiarde. Noi, che abbiamo sferzato gli « ideali della resistenza » e bollato come traditori quanti marciarono – dicendosi comunisti – sotto la loro insegna, non ci stupiamo ne degli accusati nè degli accusatori: sono della stessa pasta. Siano o no delinquenti comuni, sono – imputati come giudici – i prodotti di una comune delinquenza politica, gli strumenti necessari della liquidazione del movimento comunista internazionale. Ieri ed oggl, fuori e dentro.