Lo sciopero nazionale dei mugnai
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Riceviamo un bollettino che la Federazione Nazionale dell’arte bianca pubblica per lo sciopero degli operai mugnai che va estendendosi in tutt’Italia.
Naturalmente tutta la nostra solidarietà va ai lavoratori in lotta, ma non possiamo passare sotto silenzio lo strano contegno del loro Segretario, l’ultra riformista Giulio Braga, il quale nel redigere il bollettino dello sciopero si sbizzarrisce ad attribuire quanto avviene in certe località alle direttive politiche che ivi prevalgono.
Riceviamo che il bollettino parla di secessionisti che guidano i Mugnai milanesi i quali lavorano ancora, senza spiegare che questi secessionisti non sono da confondere con i comunisti, ma sono degli intervenisti usciti da anni dalla Federazione.
Per quanto poi riguarda una allusione del bollettino ai mugnai di S. Giovanni a Tedduccio, il compagno Bordiga ha indirizzato alla Federazione dell’arte bianca la seguente lettera.
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Milano, 14-2-21
Alla Confederazione Generale dell’Arte bianca
Via S. Egidio,12 – Firenze
Leggo in un vostro bollettino dello sciopero dei mugnai, redatto con un curiosissimo criterio politico che dimostra quanto settarismo della peggiore specie sia in coloro che gridano contro il settarismo altrui, uno sciocco accenno secondo il quale i molini di S. Giovanni a Teduccio non sciopererebbero perché sono nella zona d’influenza del comunista Bordiga.
Dovreste sapere che, sono a Milano da tempo nell’Esecutivo del partito comunista e che nessun rapporto posso avere con un movimento sindacale che si svolge nel napoletano; ma dovreste anche sapere che fin da quando sono stato laggiù ho sempre lavorato per le organizzazioni e le agitazioni anche della vostra categoria, cosicché quell’accenno è semplicemente idiota. Visto che il vostro bollettino anziché essere dedicato all’agitazione economica, è terreno di polemica politica e personale vi invito ad inserirvi la presente.
AMADEO BORDIGA