Chi giudicherà i giudici?
Categories: Democratism, Italy
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La cronaca nera italiana si è arricchita in questi ultimi tempi di una nuova edizione della cronaca nera: quella delle condanne riconosciute erronee dopo anni ed anni di detenzione del condannato, o dell’arresto e della detenzione sotto regolare accusa di imputati di clamorosi delitti, dimostratisi unicamente rei di… essere caduti sotto le grinfie di autorità inquirenti degne di essere a loro volta inquisite.
Non stiamo a rifare la storia di questi fatti e fatterelli ameni, di cui la stampa è ormai ogni giorno piena zeppa. Stando le cose come stanno, ognuno di noi potrebbe non soltanto parlarne, ma trovarsi domani a figurare come protagonista di quella cronaca, in veste d’imputato o condannato per delitti immaginari.
Le cause di questo stato di cose lasciamo che le cerchino i tecnici di procedura giudiziaria: qui interessa stabilire una volta di più come la democrazia, lanciatasi a spada tratta contro gli arbitrii della giustizia fascista, ne segua allegramente le tradizioni; e ciò per il buon motivo storico che l’arbitrio non è di questa o quella variante del dominio di classe della borghesia, ma appartiene alla natura profonda di quest’ultimo e non può esserne sradicato senza sradicarne le basi. Non saranno dunque perfezionamenti nelle leggi di P.S. o nei codici di procedura penale a impedire un andazzo che nasce dal fertile terreno dell’arbitrio e della pirateria capitalista.
Chi ci salverà dai difensori dei nostri «diritti di cittadino»?