Il mese staliniano dei “records” stakhanovisti
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Questo titolo, che troviamo nella stampa centrista e che sembrerebbe, a prima vista, un bisticcio di parole, racchiude piuttosto una sinistra realtà: la decisione del Comitato Centrale del Partito bolscevico di proclamare il mese di Marzo mese del «record» stakhanovista, rappresenta l’intensificazione ancora più brutale dello sfruttamento dei lavoratori nell’U.R.S.S. Non è per nulla che si è fatto appello a Stakhanov in persona. Stakhanov, diventato deputato del Donez nelle recenti elezioni staliniane, ha indirizzato una lettera alla stampa in cui glorifica il suo «record» stabilito nella miniera di Irmino Centrale che marca l’inizio di quel movimento rimarchevole – come lui stesso modestamente lo qualifica – che porta il suo nome. Continua col dire che il movimento «stakhanovista» segna una revisione delle vecchie teorie sui limiti del rendimento del lavoro. D’accordo, ma nel senso di un inaudito sfruttamento non praticato neppure nei più esosi regimi capitalisti. Anche se, come scrive la stampa centrista «milioni di onesti (?!) cittadini sovietici mostrano col loro lavoro (lavoro forzato correggiamo noi) quanto ardentemente amino la Patria socialista.»
A che pro’ stupirsi allora, come sembra fare Stakhanov, che nell’U.R.S.S. stia diventando, da semplice operaio minatore che era, uno dei dirigenti dell’industria? In qualunque regime borghese, perbacco, tali benemerenze comporterebbero simili promozioni! Proprio come i più incoscienti aguzzini tra gli operai vengono promossi a sorveglianti e a cani da fabbrica nel regime del mondo capitalista.