Partito Comunista Internazionale

PiSdC – I siderurgici argentini lottano per un aumento salariale

Categorie: Argentina, Union Activity

Questo articolo è stato pubblicato in:

Il 14 luglio l’Unión Obrera Metalúrgica (UOM) aveva annunciato un piano di scioperi nazionali, dopo il fallimento delle trattative sul salario coi padroni metallurgici. L’organizzazione aveva deciso di indire tre scioperi nazionali: il primo il 18 luglio, dalle 10.00 alle 21; il secondo il 19 e 20 luglio di 48 ore; il terzo dal 26 al 28 luglio di 72 ore. Le azioni hanno avuto l’appoggio delle 54 segreterie delle sezioni sindacali e i lavoratori le hanno accolte con entusiasmo. La richiesta centrale della lotta è stata l’aumento dei salari.

«Per la prima volta negli 80 anni di storia del sindacato dei metalmeccanici, i lavoratori ricevono salari inferiori al paniere alimentare di base e appena superiori al salario minimo, vitale e mobile, dopo aver contribuito con 189 ore di lavoro al mese alla produzione industriale», ha dichiarato l’UOM. Nei quattro incontri con le associazioni padronali, l’UOM ha chiesto un ulteriore aumento salariale del 10% a quello del 18% stabilito dalla commissione paritetica per il trimestre precedente e un aumento salariale del 30% per il trimestre luglio-settembre.

Mentre il governo rimane fermo nella sua politica di riduzione del costo del lavoro, di rallentamento degli aumenti salariali e di aumento del tasso di sfruttamento dei salariati, la tendenza dei vertici sindacali è quella di concentrare i propri sforzi sulle trattative, mentre esitano e ritardano il ricorso allo sciopero.

I lavoratori hanno dimostrato la loro volontà di lottare, ma la linea seguita fin qui dalla dirigenza sindacale ci fa escludere che essa possa proclamare uno sciopero a tempo indeterminato, è prevedibile che cerchi di unire allo sciopero dei metallurgici altri settori di lavoratori che condividono la medesima condizione di immiserimento crescente dovuta alla caduta generalizzata dei salari reali.

In alcune aziende siderurgiche i dirigenti sindacali non hanno portato avanti l’azione di sciopero, nonostante la disponibilità dei lavoratori.

Che questa sia un’altra occasione per imparare dalle esperienze affinché il movimento operaio argentino prenda la strada della ripresa della lotta, della rinascita dei sindacati di classe, della costituzione di un fronte unito sindacale, dello sciopero come unica forma di lotta in grado di sconfiggere i padroni, i loro governi e i loro apparati parlamentari, giudiziari e di polizia.