Partido Comunista Internacional

Noi e gli altri, divampa il conflitto europeo

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Da quanto tempo?…

Il calendario e l’orologio misurano gli anni, i giorni e i minuti. Ma la storia della vita universale non persegue questo meccanico moto uniforme; registra i grandi fatti che si svolgono e si accavallano gli uni agli altri, come i marosi dell’oceano in tempesta.

Sono dunque pochi anni di guerra. Ma sono secoli, secoli, secoli di storia. Regni distrutti… popoli smembrati… ideologie cadute… corone sbalzate… scompaginamento caotico di spiriti, di forme, di uomini, di cose.

Chi, che cosa può dirsi non coinvolto da questo turbinoso moto della storia? Quale uomo, quale idea?

Sono ancora scolpiti nella memoria gli avvenimenti che furono “la causa occasionale” della guerra. Fine luglio 1914; ultimatum e dichiarazione di guerra dell’Austria alla Serbia, mobilitazione in Germania, in Russia, la Francia, e poi guerre, guerre, guerre.

Questo dicono il calendario, l’orologio.

Ma procediamo con la storia, anzi con l’interpretazione della storia. E allora, o lettori, la guerra non scoppiò a fine luglio 1914. La guerra c’era anche prima nel ritmo animatore della vita delle nazioni, la guerra c’era anche prima, combattuta con i mezzi non cruenti delle competizioni nazionali.

Era la guerra dell’oro, a cui successe la guerra del sangue. Che segna dunque l’epoca fine luglio 1914? – L’acceleramento del ritmo universale: ecco tutto.

Questa è l’interpretazione della storia.

Il Socialismo, o meglio l’essenza del marxismo, è tutta qui. La valutazione dei fatti umani che pone come “causa delle cause” di ogni movimento il determinismo economico, il materialismo storico. Questa guerra “doveva” dunque accadere, nello stesso modo come “deve” accadere uno scontro fra due treni lanciati a corsa l’un contro l’altro, sullo stesso binario.

Giovanni Jaurès la predisse con tutta la chiaroveggenza di uno spirito profondamente socialista.

E il Partito Socialista Italiano impotente a scongiurarla ebbe la chiara visione della realtà, e a tutt’oggi, come allora, non si è unito all’onore o all’onere del risolvimento di una situazione a cui esso è estraneo o avverso,

Lo stesso materialismo storico spiega l’isolamento del partito socialista nel senso che il suo sistema economico è l’unico opposto al sistema economico borghese. L’unione sacra dei partiti è la prova della loro identità sostanziale. Nazionalismo, democrazia, repubblica, monarchia, clericalismo sono le diverse vernici di cui una borghesia può tingersi… Ecco perché, scolorita la vernice czarista, la borghesia russa ha accolto volentieri una vernice di un colore più vivo.

E la borghesia russa, patriotticamente czarista prima, è divenuta patriotticamente democratica adesso. Noi Socialisti abbiamo creduto sinceramente alla sua sincerità per un lieto accoglimento di una nuova forma di governo… Quel che importa alla borghesia russa è che la Rivoluzione non proceda oltre, che gli “elementi torbidi” non abbiano il sopravvento.