Partido Comunista Internacional

Carlo Marx e i sindacati Pt.1

Categorías: Karl Marx, Union Question

Parte de: Carlo Marx e i sindacati

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Quando Marx ebbe la convinzione che il regime capitalista non poteva essere annientato che mediante l’organizzazione rivoluzionaria della classe interessata e che questa classe era, nella società borghese, il proletariato, spinto dalle sue condizioni di vita alla lotta contro il capitalismo – fu allora che egli si accinse a studiare la storia del proletariato.

Di quali elementi è formata la classe operaia? In quali condizioni storiche essa differisce dalle altre classi della società borghese? Sotto quali forme essa si organizza in classe delineata? La ricerca di una risposta a questi interrogativi condussero Marx allo studio dei sindacati.

Giova riconoscere che non si potevano trovare, verso il 1845, dei sindacati completamente liberi che in Inghilterra (Trades-Unions); non solo, ma questi stessi sindacati non avevano superato affatto la fase primitiva, abbastanza diffusa, di organizzazione. I socialisti dell’epoca quando non li disprezzavano, nutrivano a loro riguardo una grande diffidenza, considerandoli come un dispendio inutile di forze e di mezzi. I borghesi sapienti non vedevano che una iniziativa di gente ignorante, destinata a fallire perché in contraddizione colle «leggi eterne» dell’economia politica.

Occorreva una perspicacia geniale per scorgere, attraverso a questo tenue aspetto embrionale del movimento sindacale le prime cellule dell’organizzazione della classe operaia. Sin dal 1847, nella sua polemica contro Proudhon che negava qualsiasi significato alle coalizioni operaie, Carlo Marx indicava che i Sindacati sono un prodotto così inevitabile tanto della grande industria quanto della stessa classe operaia. Il loro grado di sviluppo in un paese denota meglio il posto occupato da questo paese nella gerarchia del mercato mondiale.

«È sotto forma di coalizioni che si sono sempre manifestati i primi tentativi dei lavoratori ad associarsi tra essi.

«La grande industria agglomera in un sol luogo della gente sconosciuta l’una all’altra. La concorrenza li divide negli interessi; ma il mantenimento del salario, questo interesse comune che essi hanno di fronte al loro padrone, li unisce in un solo pensiero di resistenza: coalizione. Così la coalizione ha sempre un doppio scopo, quello cioè di far cessare tra essi la concorrenza, onde poter sviluppare una concorrenza generale contro il capitalista. Se il primo scopo di resistenza è stato il mantenimento dei salari, man mano che i capitalisti a loro volta, si accomunano in un pensiero di repressione, le coalizioni prima isolate, si formano in gruppi, e di fronte al capitale sempre unito, il mantenimento dell’associazione diventa più necessario per essi che quello dei salari1».

I sindacati combattono tenacemente i capitalisti. Qualche volta essi escono vittoriosi dalla lotta, ma allora la vittoria costa cara: per conservarne i frutti, essi devono rinsaldare la loro organizzazione. L’obbiettivo principale della loro azione non è il successo immediato, ma bensì la coesione sempre maggiore dell’organizzazione. Nell’azione – una vera guerra civile – si fondono e si sviluppano tutti gli elementi indispensabili delle future grandi battaglie. Lo stesso campo di lotta si estende a poco per volta, trascinando in ultimo i più attivi elementi della classe operaia. Diventa così la lotta di classe dei lavoratori contro la classe capitalista e, conseguentemente, ogni lotta di classe è necessariamente una lotta politica, cioè una lotta per il potere.

Note

  1. Carlo Marx, Miseria della Filosofia ↩︎