Partido Comunista Internacional

Manifesto del comitato esecutivo dell’Internazionale Comunista sul trattato di pace di Versailles

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Abbasso la pace di Versailles!
Viva la rivoluzione comunista!
Ai lavoratori di tutto il mondo!

I governi che cinque anni fa iniziarono la guerra di rapina cercano ora di concluderla con una pace altrettanto piratesca. La borghesia inglese, francese e americana ha dettato ai rappresentanti della borghesia tedesca, a Versailles, le cosiddette condizioni di pace. Versailles diventa una nuova Brest. Ogni punto della pace di Versailles è un cappio pronto a strozzare questo o quel popolo.

L’ira e la bramosia di vendetta da parte della borghesia imperialistica della coalizione vittoriosa non conoscono limiti. Mentre la borghesia anglo-francese e americana proclama la fondazione della Società delle Nazioni, essa cerca, in realtà, di farsi beffe della volontà di tutte le nazioni d’Europa. La borghesia dei paesi dell’Intesa si propone di smembrare la Germania, staccandone una intera serie di territori, rubandole il carbone e il pane, togliendole la flotta mercantile e infine costringendola a pagare somme vertiginose. La borghesia dei paesi dell’Intesa che aveva combattuto, a suo dire, contro l’annessione di paesi stranieri, opera ora una quantità di grossolane e ciniche annessioni. Le popolazioni delle colonie, prima appartenenti alla Germania, vengono ora contrattate come bestiame. Gli imperialisti dell’Intesa si sono armati di un grosso coltello e vivisezionano il corpo della Germania.

Ma le rapaci condizioni di pace imposte alla Germania a Versailles non formano che uno degli anelli della catena di violenze esercitate dagli imperialisti dell’Intesa. Mentre si sforzano di mutilare e sgozzare la Germania, questi imperialisti conducono anche una disperata campagna militare contro la repubblica sovietica d’Ungheria.

Questi borghesi francesi e tedeschi sono anche gli istigatori principali dei boiari rumeni, i quali scatenano attualmente le loro guardie bianche contro i nostri fratelli, gli operai ungheresi. Sono questi rappresentanti della illuminata “democrazia” francese e inglese che ispirano anche quegli eroi che, alla testa di bande furiose, scatenano pogrom contro la Budapest rossa. Sono loro che aizzano i russi ultrareazionari Kolcjak, Denikin, Krasnov nella loro sanguinosa lotta contro la classe operaia e la classe contadina russe. Sono sempre loro che hanno incitato le guardie bianche tedesche, capeggiate da Noske, Ebert e Scheidemann, ad annientare la repubblica bavarese sovietica. Gli imperialisti dei paesi dell’Intesa hanno posto come condizione al governo Scheidemann che reprimesse, prima di ogni altra cosa, il potere sovietico a Monaco.

Sono loro, i banchieri e i generali anglo-francesi e americani, che attualmente disarmano anche le truppe rivoluzionarie in Bulgaria. Sono loro che soffocano il movimento popolare rivoluzionario in Serbia e in Slovenia. Gendarmi internazionali: ecco cosa sono gli imperialisti anglo-francesi e americani che si spacciano per rappresentanti della “democrazia mondiale”.

Tutte le illusioni sono distrutte. Le maschere sono cadute. Chi non se ne era ancora convinto durante la guerra imperialistica, interminabile e spaventosa, dovrà esserlo di fronte alla pace imperialistica con cui, da Versailles, si vuole ora tacitare l’umanità. I governi che per quattro anni e mezzo hanno ingannato i loro popoli con la guerra per “l’autodeterminazione delle nazioni”, per “l’indipendenza” dei piccoli popoli, per “la libertà e la cultura”, per “la democrazia”, vengono ora smascherati come i carnefici più terribili, come spietati negrieri accecati dall’odio. La favola della Società delle Nazioni svanisce prima ancora di fiorire. Dopo le condizioni della pace di Versailles, essa non riuscirà ad ingannare molti operai. La Società delle Nazioni, nel cui cuore si annida il capo del macello, Clémenceau, è smascherata di fronte a tutto il mondo come una lega di predoni che mette in croce masse di milioni di operai d’Europa.

La pace di Versailles ricade, con tutto il suo peso, principalmente sulla classe operaia tedesca. Se la pace di Versailles si mostrasse in qualche modo duratura, ciò significherebbe che la classe operaia tedesca dovrebbe gemere sotto un duplice giogo: quello della propria borghesia e quello degli schiavisti stranieri.

È superfluo ricordare che le simpatie dell’Internazionale comunista e le simpatie degli operai onesti di tutto il mondo vanno alla classe operaia tedesca. Gli operai comunisti di tutti i paesi considerano le condizioni della pace di Versailles come un colpo per il proletariato internazionale, come un attacco che può essere evitato soltanto con le forze riunite del proletariato di tutti i paesi.

L’attuale governo tedesco, che protesta a parole contro la pace di Versailles, aiuta in realtà gli imperialisti dell’Intesa a realizzare il loro piano diabolico nei confronti della classe operaia tedesca. Il partito degli Scheidemann e degli Ebert si comporta come il più fido alleato dell’imperialismo dell’Intesa e soffoca nel sangue il movimento rivoluzionario dei lavoratori tedeschi.

Ogni volta che l’ondata del movimento operaio in Germania raggiungeva punte sensibilmente elevate, e sembrava prossima a ripulire il governo dai socialdemocratici traditori, Scheidemann ed Ebert terrorizzavano gli operai affamati con la minaccia che – in caso fosse stato costituito in Germania il potere sovietico – le potenze dell’Intesa non avrebbero passato al popolo tedesco neppure una briciola di pane.

Il Comitato centrale del partito socialdemocratico di Scheidemann afferma, nel suo proclama emanato in occasione della pace di Versailles, che la lezione di Versailles è “la migliore prova della giustezza della posizione assunta dalla socialdemocrazia nella questione della difesa della patria”. Solo l’ipocrisia e il cinismo dei socialdemocratici possono negare al conflitto testé conclusosi il suo carattere di guerra imperialista di rapina.

Le condizioni dettate dalla pace di Versailles hanno rivelato a tutti gli operai onesti qualcosa di completamente diverso. Gli operai coscienti di tutto il mondo si rendono perfettamente conto che gli imperialisti tedeschi, qualora la guerra fosse terminata con la loro vittoria, sarebbero stati altrettanto implacabili contro i vinti, così come lo sono appunto i loro avversari. E poi gli Henderson e i Renaudel si sarebbero sicuramente serviti delle stesse frasi menzognere, che usano oggi gli Scheidemann e i Noske.

Le condizioni della pace di Versailles hanno dimostrato che, finché l’imperialismo continua ad esistere, sia pure in un solo paese, continuano ad esistere anche la violenza e la rapina; non solo, ma hanno provato che l’imperialismo di qualunque coalizione è ugualmente assetato di sangue. Anche se si nasconde sotto etichette “democratiche”, l’imperialismo rimane l’incarnazione della barbarie e della sete di sangue.

Le condizioni della pace di Versailles hanno mostrato che i socialpatrioti di tutti i paesi sono diventati definitivamente i servitori della borghesia; hanno rivelato quanto sono meschini i sogni dei seguaci dell’Internazionale gialla di Berna (in particolare quelli di Kautsky e dei suoi compagni) sul “disarmo” nel regime capitalistico, sulla benevola e sincera Società delle Nazioni sotto la protezione di Wilson. Le condizioni della pace di Versailles hanno mostrato che la stessa borghesia ha lasciato una sola via aperta agli operai di tutti i paesi: la via della rivoluzione mondiale, la via che passa sul cadavere del capitalismo.

Operai di Francia! Operai d’Inghilterra! Operai d’America! Operai d’Italia!
    A voi si rivolge l’Internazionale comunista! Da voi soprattutto dipendono oggi le sorti di milioni di operai tedeschi e austriaci. Ora voi dovete dire la vostra! Dovete strappare dalle mani insanguinate dei vostri governi il coltello di rapina che essi brandiscono sul capo della classe operaia tedesca ed austriaca. Dovete provare che gli insegnamenti dell’eccidio durato cinque anni e mezzo non sono andati, per voi, perduti. Non dovete dimenticare, neppure per un istante, che la vittoria degli imperialisti dell’Intesa sulla classe operaia tedesca e austriaca significa la vittoria su di voi, la vittoria sugli operai di tutti i paesi, la vittoria sul socialismo. Siete soprattutto voi ora, che avete nelle mani la sorte del socialismo internazionale. A voi guardano con ferma fiducia gli operai coscienti di tutto il mondo. E noi siamo convinti che voi compirete il vostro dovere malgrado i consigli dei vostri Scheidemann.

Operai di Germania! Operai d’Austria!
    Ora vedete che non vi resta altra scelta se non quella di distruggere immediatamente il governo dei traditori, che si chiamano socialdemocratici, ma che in realtà sono gli agenti più pericolosi della borghesia. Ora vedete dove vi ha condotti la politica di Scheidemann e di Noske e constatate che la vostra unica speranza è la rivoluzione proletaria mondiale. Ma gli Scheidemann e gli Ebert impediscono questa rivoluzione proletaria con tutte le loro forze. Quando gli Scheidemann e i Noske si appellano in nome vostro al proletariato internazionale, non trovano altra risposta che disprezzo.

Gli uomini che sono rimasti in silenzio di fronte al tentativo di strangolare l’Ungheria sovietica, perpetrato da truppe al soldo dei proprietari terrieri, gli uomini che, presso Libau, combattono a fianco dei baroni tedeschi, contro gli operai e i braccianti lettoni, non possono contare sull’appoggio del proletariato internazionale. Il conte Brockdorft Rantzau, il traditore Landsberg, gli aguzzini Noske e Scheidemann non dovrebbero ora parlare in vostro nome. Fintanto che l’attuale governo tedesco sta al potere, il conflitto fra Berlino e Parigi rimane soltanto una controversia giudiziaria fra le borghesie delle due coalizioni. Nel vostro paese, l’intero potere deve passare il più presto possibile nelle mani dei consigli operai. Sono gli operai comunisti che devono parlare in vostro nome. Soltanto allora potrete salvare il vostro paese e contare sull’aiuto dei proletari di tutto il mondo.

Il tempo dell’indecisione è passato. Ora ognuno di voi si rende chiaramente conto che non vi può essere di peggio che essere condotti sull’orlo della rovina dal governo dei socialtraditori.

Operai di Germania e d’Austria!
    Sappiate che i proletari di altri paesi non presteranno fede alla socialdemocrazia tedesca ufficiale, a questa socialdemocrazia che non ha trovato parole di protesta nel momento in cui il governo di Guglielmo di Hohenzollern ha costretto la Russia ad accettare la pace di Brest.

Operai di Germania e d’Austria!
    Sappiate che se la pace di Brest, a cui la Russia fu costretta nel 1918, finì così presto, questo avvenne perché gli operai e i contadini russi avevano rovesciato il governo della borghesia e dei socialtraditori e preso il potere nelle loro mani. Solo così gli operai russi riuscirono a conquistare la fiducia e le simpatie dei proletari di tutti i paesi. Soltanto grazie a questo stato di cose riuscì loro di spezzare, relativamente presto, il laccio di Brest.

    La rivoluzione proletaria mondiale è l’unica salvezza delle classi oppresse del mondo intero.
    La dittatura del proletariato e la fondazione del potere sovietico sono l’unica conclusione della lezione di Versailles per i proletari del mondo intero.
    Fintanto che vive il capitalismo non vi può essere alcuna pace duratura.
    La pace duratura deve essere costruita sulle rovine dell’ordine borghese.
    Viva la rivolta degli operai contro i loro oppressori!
    Abbasso la pace di Versailles!
    Abbasso questa nuova Brest!
    Abbasso il governo dei socialtraditori!
    Viva il potere sovietico del mondo intero!