[RG147] L’attività sindacale del partito in Italia
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In Italia permane una condizione generale di passività e rassegnazione delle masse salariate, con lotte sporadiche che ancora non sono in grado di innescare un movimento esteso e men che meno generale.
Su questa base materiale, l’opportunismo politico-sindacale non viene né indebolito né tanto meno scalzato dalle posizioni di controllo delle organizzazioni sindacali e con ciò persistono i danni da esso provocati al movimento sindacale e alla classe operaia.
Lo stesso vale per ciò che nemmeno può dirsi opportunismo, bensì politica apertamente filo-padronale nei sindacati, condotta in Italia dalle dirigenze dei sindacati di regime: Cgil, Cisl, Uil, Ugl.
Questa condizione permane nonostante il generale indebolirsi del movimento sindacale e delle organizzazioni controllate dalle frazioni sindacali filo-borghesi a capo dei sindacati di regime, e opportuniste a capo degli organismi sindacali conflittuali, cioè delle aree di opposizione in seno alla Cgil e dei sindacati di base. L’indebolimento, prodotto da condizioni oggettive del capitalismo, è aggravato da tali dirigenze.
A luglio la federazione metalmeccanica della Cgil, la Fiom, ha proclamato uno sciopero di 4 ore diviso per regioni. Abbiamo redatto un volantino che abbiamo distribuito alla manifestazione per lo sciopero a Genova, il 7 luglio.
Come per lo sciopero generale convocato da Cgil e Uil, il 16 dicembre 2022, a Genova avevamo assistito alla più debole manifestazione cittadina organizzata per una simile manifestazione, con ancora maggior sicurezza possiamo affermare lo stesso per il corteo organizzato per lo sciopero cittadino dei metalmeccanici: mai così poco numeroso.
Il nostro volantino – “La madre di tutte le battaglie sindacali è la lotta per forti aumenti salariali! Per condurla occorre un Fronte Unico Sindacale di Classe!” (www.international-communist-party. org/Partito/Parti424.htm#VolGenova) – metteva alla berlina e colpiva molto efficacemente sia la dirigenza nazionale della Fiom Cgil sia l’opportunismo della frazione sindacale del gruppo politico che dirige la Fiom genovese. Tale dirigenza politico-sindacale locale aveva celebrato il congresso provinciale della Fiom Cgil a dicembre sotto lo slogan: “Coscienza, lotta, organizzazione. Per un Sindacato di Classe”.
Il nostro volantino attaccava innanzitutto la dirigenza nazionale della Fiom. Questa, al pari della dirigenza confederale, da un lato denuncia i bassi salari, per dar mostra ai lavoratori di rappresentare un bastione a loro difesa, dall’altro non rivendica veri aumenti salariali, cioè sul salario base e a carico delle aziende, bensì la riduzione delle tasse sul salario. Infatti, nel volantino della Fiom per lo sciopero del 7 luglio non si leggeva fra le rivendicazioni quella di “aumenti salariali” bensì di “valorizzare e sostenere il reddito da lavoro”.
In Italia la dirigenza della Cgil non usa più da anni il termine di classe lavoratrice e cerca persino di non parlare di salario, bensì di “reddito”! L’opera di demolizione d’ogni idea, principio e pratica di classe, iniziata dalla sua dirigenza fin dalla ricostituzione dall’alto del sindacato nel 1944, perdura tutt’oggi e avanza verso sempre nuove frontiere di sguaiato rinnegamento.
Nel nostro volantino così commentavamo: «Nemmeno hanno il coraggio di nominarlo il salario, che chiamano reddito, come ciò che intascano le classi sociali parassite che vivono sulle spalle della classe operaia».
Un mese prima dello sciopero del 7 luglio, a inizio giugno, il segretario nazionale Fiom aveva lodato il contratto di lavoro dei metalmeccanici firmato due anni prima insieme a Fim e Uilm in quanto, a suo dire, “difende il potere d’acquisto dei salari”. Ciò in quanto a maggio era scattato un aumento medio di circa il 6,6% perché nel contratto è previsto un adeguamento automatico all’inflazione, attraverso una verifica periodica. Ma l’aumento partiva da giugno e non era retroattivo: non recuperava cioè il potere d’acquisto dei salari perduti da fine 2021 a maggio 2023, cioè da quando l’inflazione aveva iniziato a correre. Oltre a ciò l’adeguamento si basava sull’indice IPCA. Questo indice dei prezzi al consumo, proposto nel 2009 da Cisl e Uil e che inizialmente la Cgil aveva dato mostra di rifiutare, per poi accettarlo del tutto a partire dal 2012, non include i prezzi dei beni energetici importati. Che come noto sono una componente fondamentale dell’inflazione di questi ultimi due anni in Italia.
Sul piano redazionale, nei giornali di luglio e settembre, abbiamo pubblicato articoli relativi alla rivolta dei giovani nelle periferie francesi; alla repressione contro le lotte operaie del regime borghese venezuelano, ammantato di “socialismo”; agli scioperi negli USA, in particolare nella UPS e nell’industria dell’auto; agli scioperi in Argentina e in Brasile e, infine, a Fiume, in Croazia, dove i netturbini si sono organizzati per lottare fuori dal sindacato di regime.
In Italia è proseguita l’attività nel Coordinamento Lavoratori Autoconvocati. L’8 giugno è stato pubblicato un comunicato di solidarietà con il Coordinamento Macchinisti Cargo (CMC) in vista del nono sciopero organizzato da questo organismo, proclamato per il giorno successivo.
Il 25 giugno si è tenuta un’assemblea a Firenze, sul tema della Salute Sicurezza e Repressione sui posti di lavoro e nel territorio, al termine della quale è stata redatta una mozione di solidarietà coi lavoratori in lotta, organizzati con il SI Cobas, presso l’azienda Mondo Convenienza di Campi Bisenzio (Firenze), e sono stati raccolti 350 euro da dare ai lavoratori. Nell’assemblea si è deciso di lavorare a una mobilitazione a settembre/ottobre sul tema “Salute Sicurezza Repressione” nonché in direzione della costituzione di un più largo coordinamento che si impegni su questo problema.
Il 29 giugno, al corteo a Viareggio per il 14esimo anniversario della strage occorsa nel 2009, hanno sfilato insieme rappresentanze del CMC, della GKN, di Mondo Convenienza, dell’Area di opposizione in CGIL Toscana e del CLA.
Il 19 luglio il CLA ha pubblicato un nuovo comunicato di solidarietà con il CMC, per il decimo sciopero previsto per il 21 luglio.
Il 23 luglio si è tenuta una riunione allargata, in presenza e on-line, per attuare gli impegni assunti all’assemblea del 25 giugno a Firenze. Il 30 luglio è stato pubblicato il resoconto della riunione. È stata decisa una giornata di mobilitazione a Bologna, dinanzi al tribunale, per il 12 ottobre.
Il 2 settembre è stato pubblicato un comunicato sulla strage ferroviaria di Brandizzo (Torino) occorsa due giorni prima, in cui hanno perso la vita 5 operai addetti alla manutenzione della linea.
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Al rapporto sindacale, esposto a fine settembre, aggiungiamo qui il dato che, dalla giornata di mobilitazione promossa dal CLA e altre organizzazioni, è scaturita una collaborazione permanente fra questi organismi, che per ora si è data il nome di “Coordinamento 12 ottobre”. Vi aderiscono: il CLA, il Coordinamento Macchinisti Cargo, i sindacati SGB, Cub Trasporti e SOL Cobas, attivisti dell’area in Cgil ‘Le Radici del Sindacato”, Familiari della strage ferroviaria di Viareggio e della Torre piloti di Genova, l’Assemblea 29 giugno, Medicina Democratica.