Corrispondenze dall’America
Categorie: Communist Left, Stalinism, USA
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In risposta alle provocazioni centriste
Che il centrismo ha sempre usato ed usa tuttora la calunnia e la provocazione nel combattere il movimento comunista di sinistra, è un fatto conosciuto da tutti coloro che hanno una onestà politica; e la dimostrazione che l’opportunismo stalinista ha perso ogni senso di dignità politica, lo prova per la millesima volta, l’articolo pubblicato contro la nostra frazione nel «Lavoratore del 16 maggio». L’articolo, che se non erriamo è stato copiato da un altro bollettino stalinista in Francia, ha come punto di appoggio una frase di un compagno ad un convegno della federazione parigina, il quale crede, che occorre impedire anche se vi è bisogno con la violenza, l’infiltrazione dell’opportunismo centrista in Italia. Per il burocrate centrista, chiunque si rifiuta di riconoscere nell’opportunismo stalinista il partito, è tacciato di fascista e di provocatore. Per l’opportunista chiunque combatte contro quella corrente politica, che non ha e non può avere una base nel movimento proletario rivoluzionario, contro quella corrente politica che va avanti a colpi di frusta che riceve da destra e da sinistra, contro quella corrente che rappresenta la tendenza piccolo-borghese nel movimento e conseguentemente una corrente che non rispecchia gli interessi e la ideologia del proletariato, significa essere fascisti.
Noi invece crediamo il contrario e che cioè è dovere di ogni cosciente militante rivoluzionario di combattere sulle esperienze delle sconfitte di questi ultimi otto anni, il che significa combattere contro l’opportunismo stalinista che portò la sconfitta del proletariato su tutti i settori del mondo, e che ha ridotto all’isolamento i partiti comunisti dopo la morte di Lenin.
Noi dobbiamo combattere contro l’infiltrazione opportunista perché siamo internazionalisti, non per una solidarietà astratta, ma perché esiste una legge di interdipendenza, perché la lotta su di un dato settore del proletariato è la lotta di tutto il proletariato e di conseguenza siamo nemici della teoria del socialismo in un solo paese. Lottare contro coloro che fucilano Blunkin, imprigionano Rakovsky, esiliano Trotzky ed assolvono i borghesi controrivoluzionari è un sacro dovere di tutti coloro che comprendono il valore della Rivoluzione del 1917 ed il pericolo in cui trova il proletariato russo al potere.
Questo è il terreno o signori centristi per provare chi sono i difensori del Marxismo rivoluzionario noi che vogliamo e lottiamo per una politica comunista oppure voi che siete i sostenitori della rivoluzione popolare, del comitato anglo-russo, del Kuomintang prima; dell’avventurismo, del pseudo sinistrismo della rivoluzione imminente, dell’eliminazione delle classi in due anni in Russia ecc. poi: è su questo terreno che noi vogliamo combattervi, poiché combattervi significa far rivivere il marxismo rivoluzionario del 1917 e della rivoluzione comunista mondiale. Ma i bonzetti del «Lavoratore» non possono accettare questo terreno, poiché dimostrare il loro opportunismo di fronte al proletariato rivoluzionario, significherebbe la loro eliminazione dalla scena politica. Essi preferiscono l’altro terreno cioè quello della falsità della calunnia e della provocazione e questo a completamento ed in coerenza della loro politica opportunista di disgregazione del movimento comunista. Gli opportunisti stalinisti non sanno quale è il commento ed il pensiero dei proletarii alle loro calunnie e neppure sono interessati a saperlo, poiché a loro preme il loro pane e preferiscono nuotare e guizzare nel pantano della loro corruzione e degenerazione politica. E si scandalizzano questi parassiti del movimento proletario quando noi diciamo che bisogna combattere anche con la forza la loro infiltrazione che dopo tutto è rinchiusa nel ciclo burocratico di quei pochi pagnottisti che vivono sul movimento italiano, sfruttando la buona fede dei compagni. Ma o signori centristi, la forza rivoluzionaria del proletariato comunista italiano combatterà contro di voi, non solo, ma vi distruggerà politicamente e vi ricorderà solo come una triste cosa del passato.
Per quanto poi riguarda quelle gran cime dei burocrati centristi italiani in America, dobbiamo dire che sono eccessivamente fessi, quando per rispondere ad un nostro piccolo articolo sulla sospensione del «Lavoratore» sono costretti a copiare dagli altri giornali stalinisti.
Poi in quanto all’articolo in sé, «i bordighiani nostrani» lo ricordino bene i burocrati centristi, che i bordighiani nostrani sono troppo ben conosciuti dai membri di base del partito: i compagni ci conoscono, come conoscono voi che vivete sulle spalle di un settimanale e che siete preoccupati solamente ad intascare il vostro salario, che per quanto voi chiamate misero, vi da la opportunità di vivere meglio di quelli che lavorano. I bordighiani nostrani sono stati sulle barricate in Italia, in Germania e sulle piazze in America, mentre voi, (ma chi siete, chi vi conosce) eravate nelle file della social democrazia, od eravate galoppini di Giulietti, o puttaneggiavate con i politicanti e con i nemici del proletariato, oppure facevate gli impiegati di questura. Quando i bordighiani nostrani affrontavano il fascismo e la polizia in Italia, e quando attraverso mille sacrifizii e col sangue dei migliori di loro costituivano il partito ed affrontavano la reazione nemica, voi dove eravate? E non ci avete chiamati fascisti rossi anche qui in America? Ma via, voi tutti finirete, o meglio ritornerete nel pantano dal quale siete usciti, ritornerete nelle file nemiche, poiché è questa la fine di quelli che ci combattono perché combattendo contro la frazione di sinistra si combatte contro il proletariato comunista. E non ricordate come difendevate Montana, quando egli combatteva contro di noi? E dove è finito Montana? E dei Montana ne abbiamo tanti in America, come abbiamo dei Bassodovsky in Russia; tutto è questione di tempo.
Le vostre provocazioni noi non le accettiamo, poiché non vengono dai proletari comunisti, ma da un gruppo di canaglie, quali siete voi pagnottisti burocrati, interessati esclusivamente a difendere il vostro piano quotidiano.
Contro la demagogia centrista, che fa appello ai proletari di insorgere contro di noi, noi invitiamo i proletari comunisti a studiare insieme a noi, quali sono le cause che hanno portato la crisi del movimento comunista, crisi che è fatale per il movimento rivoluzionario nel presente periodo; uno studio delle esperienze del passato e della politica attuale della I.C. potrà condurre a delle conclusioni ed a delle chiarificazioni, da cui il proletariato ed il suo partito ne potranno trarre vantaggio ed insegnamento per le prossime lotte.
Confondere, come fanno gli stalinisti, il partito comunista, con la burocrazia centrista, è opera criminale, degna solo dei nemici del proletariato, quali sono i pagnottisti del Lavoratore. Ma sappiamo una volta per sempre i signori centristi, che se caso mai, qualche proletario, incosciente avvelenato da loro, si azzardasse usare violenza contro di noi, noi saperemo bene dove colpire, colpiremo dove la violenza parte e cioè non i proletarii, ma colo che chiusi nei loro uffici, incitano vigliaccamente gli altri contro di noi. Siamo intesi, le canagliette ne prendano nota.
AMERIGO