حزب کمونیست انترناسیونال

Beria e compagni

بخش‌ها: Stalinism, USSR

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L’arcifedele di Stalin, liquidatore con lui del movimento comunista georgiano e, per suo ordine, gran falsificatore della storia, capo-giannizzero delle più spietate repressioni staliniane e terzo membro del governo di successione al gran Sacerdote defunto, è stato rinviato a processo sotto l’accusa di aver voluto restaurare il capitalismo, distruggere il potere sovietico e complottato fin dal 1920 con agenti dello spionaggio straniero. Seguono accuse di assassinio, macchinazione e tradimento.

Lasciamo stare la ridicolaggine dell’accusa di «tentato ristabilimento del capitalismo» svolta da un regime che non salva neppure più la faccia della sua natura capitalistica; prendiamo per buone le accuse, d’altronde identiche a quelle rivolte ai suoi predecessori, già alti papaveri dello stalinismo, successivamente decaduti, e anche loro confessi (come i medici del Cremlino, poi scarcerati per non… aver confessato un bel nulla). Che cosa dice l’accusa? Che una banda di criminali si alterna al potere della «patria del socialismo». Che cosa vieta, infatti, che domani si legga di Malenkov o di Molotov, tutt’oggi celebrati come, fino a ieri, Mister Beria, che dal 1917 complottavano contro il regime sovietico? A Oriente come a Occidente, il mondo capitalistico è mille volte peggio di una casa chiusa.