Partito Comunista Internazionale

Le “vittorie” dello SFI: più lavoro

Categorie: SFI

Questo articolo è stato pubblicato in:

Questo è quanto è accaduto al personale viaggiante di Firenze S.M.N. ma che sta accadendo in generale in tutte le F.S.

Alcuni mesi fa, prima che iniziasse il turno invernale, alcuni bonzetti si lamentavano perché, allorché arrivavano alle trattative, dalla controparte veniva risposto che noi non rendevamo abbastanza perché facevamo poche ore di lavoro sui treni. Immediatamente i «suddetti» si mettevano in moto e in una successiva assemblea, trionfanti dichiaravano di esser riusciti ad aumentare le ore di lavoro effettivo (…che vittoria!!!). In contrapposizione a questo aumento del lavoro facevano presente ai vari assistenti e ausiliari abilitati alla controlleria che, con l’entrata in turno dei nuovi conduttori, di loro l’azienda non aveva più bisogno e che avrebbero dovuto tornare al vecchio posto o andare in qualche stazione con altro incarico dando così un bell’esempio della tanto auspicata mobilità il cui risultato finale è solo maggior lavoro e della loro stretta collaborazione con l’Azienda.

Alcuni manovali, trasferiti in stazione, si recarono al sindacato per avere un aiuto e dai «signori» bonzetti fu risposto che ormai tutto era stato deciso e che Azienda ed OO.SS. erano d’accordo perché i manovali si facessero almeno un mese alla manovra e in altri posti di stazione, rimarchiamo questo non perché il lavoro in stazione sia più duro ma per il fatto che l’azienda con questa trasfusione di personale al momento opportuno ha evitato di fare nuove assunzioni. Al momento la cosa fu presa senza darvi molto peso, poi man mano che le colonne del turno invernale scorrevano ci siamo accorti sulla nostra pelle del notevole peggioramento passato con la connivenza e il beneplacito dei rappresentanti della triplice.

In moltissimi periodi di turno, tra riposo e riposo, ci sono due notti e due alzate presto (4,30 o 5,30, per chi abita vicino, per poter essere al treno alle 5,30 – 6,30) con 4-6-8 treni per colonna, con intervalli brevissimi e in moltissimi casi, dopo un viaggio si ritorna al deposito di appartenenza dal quale poi si riparte interrompendo così la fuori residenza; e poi ci dicono che chiedendo impegno uguale lavoro, andrebbe peggio, ma come potrebbe andar peggio di così visto che tra treno e treno non c’è tempo di respirare.

Scopo finale di tutte le macchinazioni è quello di farci guadagnare meno lavorando di più e lo stipendio del mese di dicembre ce l’ha dimostrato apertamente. Questo perché le nostre organizzazioni sindacali non sono che il mezzo con cui l’azienda fa passare le sue carognate, così, in un periodo in cui lo Stato è in crisi, che si fa…? si fa stringere la cinghia ai propri dipendenti: affermando che esso non può darci di più delle misere 20.000, è «in crisi», il costo della vita aumenta, le tasse aumentano come possiamo chiedere allo Stato i soldi…per vivere»; dobbiamo lavorare di più invece, con sempre minor guadagno: questo è quello che l’Azienda vuol far passare attraverso SFI-SAUFI-SIUF (questi ultimi stessi dichiarano di sottobanco che i turni sono stati peggiorati per provare il limite di sopportazione dei ferrovieri) non di meno sono FISAFS e USFI che dalla loro parte hanno accettato l’aumento del costo delle mense.

Contro tutti questi servi ci dobbiamo stringere in organismi aperti a tutti quei lavoratori che abbiano intenzione di lottare per obiettivi di classe, organismi di opposizione di classe alla linea collaborazionista delle confederazioni unitarie per: 36 ore settimanali, impegno uguale lavoro, 80.000 lire di aumento salariale.