Partito Comunista Internazionale

Le prime ripercussioni internazionali degli avvenimenti in Germania

Categorie: Germany, Nazism

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La nostra frazione è il solo gruppo il quale ha – nel campo delle opposizioni – sollevato una duplice prospettiva degli avvenimenti in connessione con l’avanzata fascista in Germania. È noto che il compagno Trotski ha sollevato la visione di una concentrazione del capitalismo internazionale intorno a Hitler per la guerra contro la Russia. Da gran tempo noi abbiamo indicato che una delle conseguenze del “socialismo in un solo paese” poteva consistere nel fatto che lo stesso Stato soviettista, invece di restare il polo di concentrazione del proletariato mondiale, discendeva sullo scacchiere delle competizioni interimperialiste. E non seguendo la direttiva di Lenin, per manovrare fra i gruppi di briganti, ma per diventare l’elemento dell’una o dell’altra costellazione di questi briganti.

Immediatamente dopo l’entrata di Hitler al governo ed alla tensione internazionale che vi ha corrisposto, la stampa centrista ha posto il problema di Versailles, della liberazione del “popolo” tedesco dalle catene dei trattati detti di pace. Ma quello che è enormemente più grave è che l’Internazionale Comunista non ha nemmeno sentito il bisogno di lanciare un manifesto al proletariato internazionale, che nessuna campagna di natura internazionale è stata prestabilita, che gli avvenimenti tedeschi sono presentati come di secondaria importanza dalla stampa di partito.

Frattanto si delineano i due gruppi di briganti: gli Stati fascisti e gli Stati antifascisti. L’Internazionale Socialdemocratica parla senza equivoci. Nel suo manifesto del 19 febbraio scrive: “In piedi per la lotta contro il fascismo! In piedi per la lotta contro la guerra!”

E nel contesto del manifesto si legge: “I progetti di formare un blocco degli Stati fascisti e di opporli alla Francia ed ai suoi alleati dell’Est minacciano ormai di dividere l’Europa in due campi nemici armatisi l’uno contro l’altro”. L’Europa sa, per la sua sanguinosa esperienza, dove conduce la politica delle alleanze. E se si vuole comprendere quale sarà la posizione dell’Internazionale Socialdemocratica fra questi due campi, basta scorrere la stampa: in Francia si mostra che – come conseguenza del fascismo – la Repubblica, la libertà sono in pericolo ed in Belgio si va molto oltre ed i socialdemocratici insorgono di già contro il governo che non impone alla Germania il rispetto di Versailles (incorporazione nella polizia delle forze armate del fascismo), si constata che la demilitarizzazione della riva sinistra del Reno è di già compromessa e ci si pone alla testa dello sciovinismo. Nessun dubbio che nel caso di una guerra fra Stati fascisti e Stati antifascisti, il posto della socialdemocrazia sarà, nel campo dei secondi e da quella tribuna si chiamerà – come nel 1914 – a difendere il capitalismo democratico, di quella democrazia che conoscono magnificamente i proletari d’Indocina.

L’Internazionale socialista fa una proposta ai centristi per entrare evidentemente nella sua orbita. Frattanto Herriot lavora nella stessa direzione per conquistare la Russia agli interessi della Francia e prospetta la visione di un’alleanza poggiata sul socialismo e sul “comunismo ammansito”.

La Russia finora manovra e si guarda bene dall’attenuare i suoi rapporti con la Germania. Che nessuna incompatibilità esista fra la Germania fascista e la Russia soviettista questo è provato dalle dichiarazioni di Hitler il quale ha detto che il “comunismo non è una questione di Stato”, che dunque si può benissimo conservare degli ottimi rapporti con la Russia senza, per questo, incontrare il minimo ostacolo nella lotta contro il comunismo. Il generale von Seeckt va ben oltre e preconizza un rafforzamento dei rapporti con la Russia per la lotta contro la Francia.

Noi abbiamo sempre sostenuto che tanto più si allontana l’uscita delle situazioni attuali verso la rivoluzione, tanto più si presenta il pericolo della caduta di queste situazioni verso la guerra. Noi abbiamo da anni presentato la visione dei blocchi di domani ed indicato la duplice maschera dei capitalismi per trascinare il proletariato al macello.

Di già la possibilità di una guerra si intravede nelle alleanze che si preparano e di cui una manifestazione si è compiuta nella costituzione di una specie di organismo che collega la Piccola Intesa. L’affare di Hirtemberg è molto significativo a questo proposito.

La stampa centrista ha cessato di presentare il pericolo della guerra mondiale contro la Russia. Ma essa non ci ha detto quale sarà la posizione della Russia per la guerra imperialista che si prepara.

Noi sappiamo fin d’ora che il centrismo porterà sicuramente lo Stato soviettista in una delle due combinazioni dell’imperialismo ed allora tutte le maschere cadranno e l’ora del tradimento sarà definitivamente scoccata giacché, alla direttiva di Lenin, sarà sostituita l’altra giustificazione di quell’alleanza che permette il successo del socialismo in un solo paese.

Quanto alla socialdemocrazia essa, come nel 1914, chiamerà il proletariato a difendere la patria detta democratica del capitalismo.

Spetta alle frazioni di sinistra di agire oggi per la difesa del proletariato internazionale, come spetterà ad esse di riprendere la bandiera del comunismo che il centrismo sicuramente tradirà.