Kansainvälinen Kommunistinen Puolue

Prometeo (II) 107

Problemi Sindacali -Estratto di progetto di risoluzione sulla questione sindacale

L’importanza che bisogna attribuire attualmente al problema sindacale in Francia, deriva da una situazione che non posa momentaneamente il problema della conquista del potere davanti alla classe operaia. Da questo deriva che il proletariato non puo’ che raggrupparsi sulla base delle sue rivendicazioni parziali. D’altra parte, il partito del proletariato, davanti questa fase di riflusso che non gli permette di lottare direttamente per le sue rivendicazioni specifiche (la dittatura  del proletariato), non conserverà la sua funzione storica che nel respingere ogni altra soluzione sul problema del potere. Noi abbiamo dig à dimostrato che quando il partito accetta, anche con delle riserve, la difesa dello Stato democratico, favorisce nei fatti l’evoluzione della società borghese verso il fascismo, il capitalismo non avendo più bisogno di fare ricorso a delle concessioni di fronte ad un proletariato che rinuncia al suoi fini rivoluzionari. II partito del proletariato dovrà dunque concentrare la sua attenzione sulle lotte rivendicative e sugli organismi specifici atti a promuovere tali battaglie, cioè sui sindacati.

Il sindacato unico rappresenta, evidentemente, una delle condizioni permettenti la riuscita dei movimenti parziali, e questo, non in virtù di considerazione sentimentali e psicologiche, (l’unità creante una spinta d’entusiasmo tra le masse), ma per delle considerazioni politiche. In effetti, il sindacato unico permette il collegamento, nella stessa organizzazione, dell’avanguardia proletaria con l’insieme delle masse, permette dunque con questo, alla parte la più cosciente della classe, d’influenzare l’insieme di questa. D’altra parte, dato che la lotta sociale non deriva da una assimilazione, da parte degli operai, dei dati politici comunisti, ma risulta dai rapporti di forza fra le classi, l’avanguardia proletaria non puo assolvere il suo compito che alla condizione di trovarsi collegata alle masse in delle organizzazioni direttamente collegate alla lotta di classe.

Per questa ragione, il sindacato rappresenta la condizione reale che permette l’evoluzione della lotta di classe operaia, mentre che ogni altra formazione (Comitato Amsterdam-Pleyel, Comitati di vigilanza, Stati Generali, Alleanza Operaia), dovranno essere respinti in quanto non hanno nessuna base di classe e la loro agitazione non si ricollega alle rivendicazioni specifiche della classe operaia. Per di più, mentre il sindacato possiede un mezzo di lotta (lo sciopero), tutte le altre formazioni unitarie non hanno alcuna possibilità d’azione. Se anche esse potessero fare ricorso allo sciopero, certamente l’obbiettivo resterebbe conforme alla natura di queste organizzazioni, sarebbe a dire che questo non si ricollegherebbe direttamente con gli interessi delle masse.

L’avanguardia operaia troverà dunque unicamente nel sindacato la possibilità di svolgere in pieno la sua funzione, perché essa agirà in un organismo che, per -il suo programma, la sua tradizione, il posto, che occupa nelle situazioni lo ricollega direttamente con i movimenti di classe. Altrimenti l’avanguardia si troverebbe al di fuori del suo centro specifico e nella impossibilità di determinare uno spostamento, nel rapporto di forze tra le classi, favorevole agli operai.

Il sindacato unico costituisce, per conseguenza, una rivendicazione essenziale dei comunisti, ma alla condizione che non venga realizzato traverso l’annientamento della funzione politica dell’avanguardia proletaria. La rottura dell’unità sindacale in Francia rappresenta un successo importante per il nemico. I comunisti furono senza dubbio provocati alla scissione dai riformisti ed il titolo di Confederazione Generale del Lavoro Unitaria poteva perfettamente corrispondere alle intenzioni di coloro che la costituirono. Ma non è men vero che i sindacati della C.G.T., pur rappresentando all’inizio, solo una debole minoranza della massa organizzata, poterono, in tutti gli avvenimenti, rappresentare l’elemento definitivo per la vittoria del nemico. Organizzazione di crumiraggio permanente, i sindacati riformisti riuscivano sempre ad orientare parti sempre maggiori di operai in sciopero verso soluzioni arbitrali e di compromesso che finivano per aver ragione d’una avanguardia pugnalata dall’esistenza di un sindacato giallo. La Francia ha dimostrato, in modo evidente, che vale più, per l’evoluzione progressiva delle lotte operaie, che il partito diriga delle frazioni comuniste, di minoranza, in seno ai sindacati unici, piuttosto che dirigere dei sindacali, anche nume.camente superiori, quando i riformisti abbiamo la possibilità di mantenere delle organizzazioni dissidenti. Il ristabilimento dell’unità sindacale in Francia appare dunque come una rivendicazione essenziale dei comunisti per battere, con successo, l’offensiva del nemico. Ma. ancora una volta, questa unità non ha virtù rivoluzionaria propria: se essa dovesse essere ottenuta con la dissoluzione dell’avanguardia operaia, della sua funzione, essa non puo’ rappresentare che un nuovo elemento di contusionee di disordine, impedendo lo scatenamento delle lotte operaie.

Attualmente l’unità sindacale in Francia si pone cosi’: la C.G.T. cоncepisce I’unita sulla base della rientrata dei sindacati unitari nel suo seno, nello stesso tempo che modifica sostanzialmente, attraverso gli Stati Generali, il programma elementare di classe del sindacato. L. C. G. T. U., da parte sua, che aveva posto, all inizio, il problema su una base giusta (un congresso d’unificazione risultante dall’incrociamento delle due organizzazioni con, per programma, le lotte immediate), sembra orientarsi verso l’accettazione delle condizioni della C. G. T. In questo caso, l’unità sindacale si realizzerebbe al prezzo dell’abbandono, da parte dell’avanguardia, del suo programma di lotta e condurrebbe alla dissoluzione dei comunisti in seno alle masse consegnate alla social-democrazia. Anche garanzie di democrazia interna (di cui i riformisti faranno del resto buon mercato procedendo in seguito all’espulsione dei comunisti) scrupolosamente osservate, non permetterebbero ancora il successo delle lotte operaie, il meccanismo democratico lasciando sussistere tutta la potenza di un apparato burocratico che potrà, a suo grado, differire le consultazioni operaie o prepararle in condizioni tali che il successo riformista sia invariabilmente assicurato. La sola garanzia che potrebbe permettere il successo del movimento operaio è la rivendicazione del diritto di frazione in seno ai sindacati, cio’ che suppone, a sua volta, che attualmente le frazioni sindacali comuniste non abbandonino il loro programma specifico: la lotta per opporre lo sciopero generale all’attacco del capitalismo.

La parola d’ordine dell’unità sindacale è dunque inseparabile dalla lotta per lo sciopero generale. Una unità che si realizzi col semplice passaggio dei sindacati della C. G. T. U. in quelli della C.G.T.. senza che questa spinta unitaria si abbini con un’evoluzione dei movimenti di sciopero, rappresenterebbero un nuovo fattore della smobilitazione del proletariato a tutto vantaggio del capitalismo. Per di più, la campagna per l’unità sindacale deve accompagnarsi con la lotta accanita contro il tentativo riformista di uccidere ogni spirito classista degli operai, grazie agli Stati Generali che dovrebbero vegliare agli interessi di ”tutti” traverso un rinvigorimento del regime capitalista, allo scopo di permettere la ”ripresa degli affari”.

Unità sindacale e diritto di Frazione

Due avvenimenti dominano la situazione attuale del movimento proletario in Francia, questa del blocco contro riformista e questa dell’unità sindacale. Ambedue si ricollegano al corso delle situazioni ed in particolare rappresentano il grano di sviluppo raggiunto da parte del centrismo nella sua corsa degenerativa.

Inutile qui ripetere tutte le edizioni avanzate in questi ultimi anni dal partito e dall’I. C. su questi problemi. Sarebbe superfluo la enunciazione di tante contraddizioni. d’altronde gli avvenimenti stessi si sono incaricati d’apportare il loro giudizio inappellabile ed inesorabile. Tutte queste edizioni sono crollate una ad una varando progressivamente un vuoto nelle file del proletariato.

Comitati di tutte le specie, di tutti colori, di tutte le variopinte origini hanno fatto fallimento maturando, cosi le condizione della nuova svolta del centrismo verso la la liquidazione completa, verso il suo inserimento nel girone della politica rispondente agli interessi immediati del capitalismo.

Le origini di questa svolta sono apparenti; esse rispondono direttamente alla nuova orientazione e diplomatica della Russia. Tutto come per il passato resterà condizionato a queste esigenze ed i bonzi non mancheranno d’improvvisare le più acrobatiche giustificazioni per fare ingoiare ai proletari il tradimento che stanno consumando.

Tutto verrà sacrificato, tutto verrà falsificato, come avvenne nel 1914 quando ebbe per esecutore la social-democrazia. Sul terreno sindacale questa svolta, o piuttosto questo capitombolo, comporta di già l’abbandono il più completo ( non si legge ) posizioni delle posizioni di classe di  l’avanguardia, il partito comunista, non dovrebbe essere il porta bandiera.

Il centrismo dopo essersi opposto durante degli anni alla realizzazione dell’unità sindacale, dopo avere opposto a questa una serie di luoghi comuni, dopo avere dichiarato che l’unità organica del proletariato sarebbe avvenuta nei quadri della C.G.T.U. o per gli altri paesi questa unità era rappresentata in embrione dalla O.S.R., oggi riprende una posizione da noi difesa cioè quella del congresso di fusione per raggiungere l’unità organica del proletariato francese.

A prescindere dal corso che prenderanno le trattative tra le due burocrazie sindacali, che sul terreno generale si ricongiungono in quanto espressioni di forza agenti contro gli interessi immediati e generali del proletariato, il problema dell’unità sindacale resta un obbiettivo per cui tutte le forze proletarie devono essere mobilitate in quanto questa rappresenta un serio passo verso la realizzazione dell’unità proletaria su delle basi di classe.

Ma gli ostacoli che ancora frappongono le due differenti burocrazie, quella centrista e riformista, lo siamo certi, verranno spazzati via dalla volontà sempre più forte delle masse, che minacciate giornalmente dalla politica affamatrice della borghesia, vedono nella unità sindacale la risposta tendente a realizzare la mobilitazione operaia contro l’offensiva capitalista.

Ma il centrismo nel riprendere la posizione del congresso di fusione fino ieri da lui combattuta, abbandona la rivendicazione centrale dei comunisti del diritto delle frazioni nell’interno dell’organizzazione sindacale, che comporta, come ne acennavamo sopra, una capitolazione di classe.

Spetta dunque alle frazioni di sinistra il compito di lottare fin da ora per questa rivendicazioni centrale che fa parte del patrimonio ideologico e tattico del comunismo.

Per ”unità sindacale, per il diritto di frazione nella confederazione unificata del lavoro in Francia.