Partito Comunista Internazionale

Alla finestra?

Categorie: Popular Front

Questo articolo è stato pubblicato in:

Sempre gli stessi i “bordighisti”. Critici, iper-critici; teorici, iper-teorici, essi si racchiudono in una torre d’avorio di sedicente cristallina purezza di principi, mentre gli operai sono sul fronte e combattono le armi alla mano. Questa è la critica alla posizione della frazione sulla Spagna e che fa presa su non pochi proletari i quali si chiedono: ma la frazione che cosa fa? Praticamente nulla, essi dicono e le loro smargiassate “teoriche” sono in definitiva una comoda copertura per abbandonare i proletari alla loro sorte.

Esaminiamo un po’ da vicino quest’argomento. Esso non è nuovo. In generale i riformisti lo hanno sempre impiegato nei confronti dei comunisti che quando l’occasione si presenta, invece di gettarsi nella lotta per ottenere il massimo successo possibile, stabiliscono un piano impossibile della battaglia e fino a quando esso non è applicato se ne stanno comodamente alla finestra. Gli avvenimenti del dopo-guerra sono là a provare che quando le masse si sono incamminate verso il loro fronte di lotta di classe per la vittoria rivoluzionaria, allora i riformisti hanno preso l’opposto cammino della lotta contro il proletariato mentre i comunisti hanno preso la testa della battaglia per la vittoria della classe operaia.

Ma restiamo sul terreno degli avvenimenti attuali in Ispagna. Quale è la posizione della frazione? Essa non dice nullamente: fino a quando le nostre posizioni non sono accettate noi non facciamo nulla, noi non ci incontriamo con nessuna forza agente nel seno del proletariato ed estranea od avversa alla nostra. Molto più modestamente noi diciamo a quelli che sbraitano di socialismo e di rivoluzione che si fa tutti i giorni e tutte le ore: no, la rivoluzione non la si fa in combutta con il capitalismo, non con armate dirette dal Fronte Popolare, non penetrando nella macchina statale della borghesia, ma sull’opposta strada nella quale si passa alla costruzione degli organi del potere proletario. Invece di parlare di rivoluzione che si fa (quando si marcia braccio a braccio con il nemico) guardiamo alla realtà: la borghesia passa all’attacco, vediamo dunque come la possiamo e dobbiamo combattere. Non altrimenti che sulla base della lotta di classe. I proletari spagnoli avevano preso il buon cammino il 18 luglio: scioperi generali i quali erano diretti contro l’apparato economico e politico borghese, esattamente quello da cui sorge il fascismo che è impossibile battere senza combattere contro il capitalismo. Le armi, sì mille volte sì: ma sulla base di questa lotta di classe; C.N.T., Poum, F.A.I. non sono d’accordo con noi sulle questioni generali, ma questo non toglie che non ci si possa intendere, accordare su un piano più limitato, che, per esempio si edifichi, attraverso un’ Alleanza del Lavoro, un vasto fronte generale di forze operaie che si battono per i loro obiettivi di classe. Le bande bianche occupano questo o quel territorio, questa o quella regione, vincono dunque in determinati settori. Per sloggiarli non vi è che una via: continuare a Barcellona, Valenza, Madrid la lotta sulla stessa base perché solo dall’indebolimento e la successiva distruzione della borghesia di Valenza, Barcellona, Madrid può risultare lo schiacciamento di quella di Siviglia, Cordova, Saragossa. Restare su questo fronte significa altresì sloggiare immediatamente Franco da Saragossa, affrontarlo sul solo terreno dove esso può essere sconfitto, e dove Goded fu battuto nelle piazze di Barcellona; i suoi soldati, vedendo i loro fratelli di classe che combattono per le rivendicazioni comuni dirigeranno le armi non contro i veri “ribelli” della società capitalista, ma contro i loro nemici comuni. D’altra parte a Saragossa stessa le masse su cui l’oppressione del terrore non sarebbe più così terribile, potrebbero ricongiungersi al fronte di classe degli operai di Barcellona e la lotta comune contro il capitalismo potrebbe allora mettersi sui binari che conducono alla vittoria socialista.

Invece che cosa avviene in Ispagna? Fronte Popolare, anarchici e Poum hanno strappato il proletariato dal suo terreno specifico e lo mettono su un terreno che è l’opposto di quello proletario, che è quello capitalista, è quello stesso dove sono stati massacrati il proletariato italiano, tedesco, quello dove si consuma l’ultimo atto del tradimento proletario: la guerra imperialista anche se essa è localizzata al solo settore spagnolo. La frazione alla finestra? Mille volte no. La frazione si drizza contro questo fronte imperialista. A chi ci dice che dobbiamo essere dove i proletari si battono, noi rispondiamo che combatteremo per ritirare fino all’ultimo operaio da queste armate di Unione Sacra, che lavorando accanitamente in Ispagna e negli altri paesi noi combattiamo per distruggere la macchina capitalista dell’oppressione, quella da cui sgorga fascismo ed antifascismo, per battere la borghesia, per cacciarla dalla comoda finestra che essa occupa attualmente e dove può fregarsi esultante le mani contemplando la carneficina del proletariato spagnolo ed internazionale.