Kansainvälinen Kommunistinen Puolue

Botteghe in concorrenza

Kategoriat: Italy, Partito Comunista Italiano, Partito Socialista Italiano

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La celebrazione del 40° anniversario della fondazione del P.C.d’Italia ha rimesso in polemica Nenni e le Botteghe Oscure e viceversa.

La polemica non riguarda affatto le questioni di fondo: tanto Nenni quanto Terracini ritengono infatti che il «vero» P.C. cominci non da Livorno ma dalla negazione di Livorno, cioè dal 1926 del Congresso di Lione, dall’abbandono del programma comunista a favore di un programma democratico-antifascista, e sotto quest’aspetto don Pietro avrebbe ragione di dire che tanto valeva non essersi divisi e aver affermato decisamente quel programma nel 1921-22, agitando il tema della lotta «per la Costituente e la Repubblica». Coerente è lui, non loro: lui il patriota, il democratico, il legalitario; non loro, i pentiti d’essere stati, per breve ora, e per giovanile baldanza, rivoluzionari. Ciò che invelenisce i compari delle Botteghe Oscure contro il compare della bottega di fronte è la sua odierna navigazione nelle acque dell’ «autonomismo», autonomismo che, per Nenni ha sempre significato agganciamento a qualcos’altro: la d.c. e il p.s.d.i. dopo il p.c.i. come, quarantacinque anni fa, l’irredentismo e, quarantadue anni addietro, il filofascismo. E’ quindi facile profetizzare che, se l’ «autonomizzazione» di Nenni proseguirà incancrenendosi, dalle Botteghe Oscure partiranno all’indirizzo dell’amico-per-la-pelle di ieri valanghe di ingiurie e si rispolvereranno gli archivi più o meno segreti per ricordare ai proletari le «strane vicende», come dice Terracini, del congresso socialista di Roma del 1923, lo «strano» arresto di Serrati e lo «strano» passaggio dell’Avanti! nelle mani abili e rapaci di don Pietro, e mille altri episodi (forse gli articoli sulla guerra liberatrice del 1915-18? o quelli di elogio agli squadristi dopo l’incendio all’Avanti!?) della vita del più camaleontico fra i camaleonti politici nostrani. E, di colpo, il corteggiatissimo Don Pietro, il Premio Stalin, il compagno delle mille «battaglie» (ma sempre per la patria e la democrazia) potrà ridivenire il «socialfascista».

Contrasti fra bottegai che vendono la stessa merce, ma pretendono ciascuno di offrire la più scelta! Ecco tutto, ahinoi…