I pirati!
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Tutti ricordano l’esultanza antifascista del settembre 1937. Infine! Una Conferenza che arriva a delle conclusioni pratiche ed energiche. Litvinov aveva chiaramente detto che il governo responsabile degli atti di pirateria nel Mediterraneo era il governo italiano. Che coraggio! Quest’affermazione doveva d’altronde restare senza indomani e quelli che si attendevano a delle complicazioni internazionali – logicamente prevedibili in tempi normali – sono stati pienamente disillusi. Come d’altronde quando si trattò della guerra diplomatica italo-russa, a causa dell’affondamento di un vapore sovietico. Il governo italiano rispose che non avrebbe preso in considerazione la nota di protesta sovietica e tutto restò al punto morto. Altro motivo di desillusione per gli antifascisti socialisti che vorrebbero un’azione più energica da parte della Russia e che avevano così occasione di giustificare il «non intervento» del governo di Fronte Popolare di Francia. Per noi, che poggiamo la nostra azione sulla lotta contro la guerra imperialista, le vicende dei rapporti diplomatici e militari dei diversi governi ci interessano dall’unico punto di vista di un’agitazione degli operai non per spingere ad una guerra localizzata o generalizzata, ma per opporre a questo corso del massacro degli operai l’altro corso di classe della lotta per gli interessi specifici del proletariato e contro tutti i capitalismi.
Recentemente, per restare sugli accordi della Conferenza di Nyon e degli incidenti italo-russi successivi, abbiamo appreso che delle divergenze sono sorte fra i due governi per il pagamento del mazout fornito dalla Russia all’Italia, dal settembre scorso. Se non andiamo errati il mazout rappresenta giustamente il combustibile necessario agli armamenti navali e particolarmente ai sottomarini. La Russia che fornisce all’Italia quanto è indispensabile a quella guerra sottomarina che si condannava così aspramente: Cose incomprensibili per quelli che credono ad un’opposizione inconciliabile degli interessi in lotta sullo scacchiere spagnolo, ma perfettamente comprensibile per noi che vediamo chiaramente la complicità di fascisti ed antifascisti gettantisi sul corpo del proletariato spagnolo ed internazionale.
Malgrado gli accordi di Nyon i quali furono seguiti dagli altri di Parigi dovuti all’iniziativa del governo del Fronte Popolare francese e che permisero di farvi aderire l’Italia che era restata al di fuori della Conferenza di Nyon, recentemente si sono avuti nuovi attacchi di «pirati» nel Mediterraneo. Due vapori inglesi: l’Endymion e l’Alcira sono stati bombardati; il primo da un sottomarino, il secondo da degli aeroplani.
Un dibattito ha avuto luogo alla Camera dei Comuni, dove il conservatore «antifascista» Eden rispondeva ai suoi compari antifascisti laburisti. Numerose questioni gli furono poste, ed Eden rispose alla soddisfazione generale. In fondo, il dibattito, ha fatto apparire chiaramente che le basi di rifornimento dei sottomarini sono le isole Canarie sotto il controllo italiano (Maiorca) e che la nazionalità degli aeroplani che gettarono le bombe sull’Alcira era indiscutibilmente italiana.
Eden ha aggiunto che poteva comunicare ai Comuni che un accordo completo era intervenuto per reprimere energicamente ogni nuovo attacco di pirateria. Con chi era stato concluso quest’accordo? Con la Francia, ma anche con l’Italia la quale era stata chiaramente indicata, dallo stesso Eden, come la responsabile degli attacchi contro l’Endymion e l’Alcira. D’ora in avanti saranno stabilite delle strade marittime e Francia, Inghilterra ed Italia si sono impegnate a tirare contro ogni sottomarino che fosse sorpreso a navigare in prossimità di queste strade. È allo studio un accordo per la repressione degli atti di pirateria commessi da aeroplani. Come si intendono bene questi governi! E pare che delle migliori prospettive d’accordo si sarebbero aperte per il ritiro dei «volontari», e per la liquidazione dell’irritazione anglo-italiana.
Precedentemente, ad iniziativa di Chautemps, un appello era stato lanciato per fare cessare il bombardamento delle città aperte. Non sappiamo quale risultato avrà l’appello di Chautemps a proposito del quale non possiamo esimerci dal mettere in evidenza che la preoccupazione dei fanciulli e delle donne è puramente demagogica e che si vuole soprattutto salvaguardare la sicurezza dei molteplici agenti dell’interventismo antifascista i quali potrebbero essere colpiti occasionalmente da quegli obus che falciano regolarmente la vita ogni giorno di centinaia e di migliaia di proletari, senza sollevare alcun appello da parte dei governi fascisti, democratici o di Fronte Popolare.
Ma come è possibile che un accordo sia potuto intervenire fra l’Inghilterra che dichiara apertamente che l’Italia è la responsabile degli atti di «pirateria» e questa stessa Italia «pirata»? Ma perché, fra pirati c’è modo di intendersi sempre. Gli uni e gli altri, i fascisti, come gli antifascisti, sono strettamente solidali per fare durare, fino a quando è possibile, il massacro di Spagna. Eden lo capisce perfettamente: dopo l’attacco repubblicano vittorioso di Teruel, vi era bisogno di qualche cosa per rialzare il prestigio ed il morale delle truppe fasciste. Una decina di «connazionali» erano caduti in seguito all’affondamento dell’Endymion, ma in fondo non si trattava che di proletari e, con qualche centinaia di sterline il capitalismo inglese se la cava facilmente, tanto più che questa somma può essere facilmente prelevata sul programma di riarmamento che comporta la bazzecola di un miliardo di lire italiane al giorno (vi è da supporre che centristi e socialisti italiani saranno pienamente soddisfatti di questa prova concreta di antifascismo del governo inglese).
Oggi un accordo di repressione severa è stato stabilito ed esso durerà fino a quando la necessità dell’imbottimento dei crani per la continuazione della guerra non esigerà nuovi attacchi di sottomarini o di aeroplani. Ma sul fatto stesso dell’accordo stabilito fra «aggressori» ed «aggrediti», alcun dubbio è possibile. Si sono messi d’accordo perché sono fondamentalmente e solidalmente d’accordo tutti i capitalismi nel perpetrare l’atto di pirateria che dura da venti mesi sul corpo del proletariato spagnolo ed internazionale e le cui vicende contraddittorie alimentano le campagne scioviniste dei gazzettieri fascisti ed antifascisti. E per fare cessare questa pirateria non vi è che il proletariato spagnolo e di tutti i paesi. Di questo proletariato che è caduto un’altra volta vittima della trappola che gli hanno teso i traditori di tutte le risme, ma che, spinto dall’evoluzione stessa degli avvenimenti, arriverà a scorgere la mano tesa di Eden, Stalin, Mussolini, Blum, l’accordo perfetto fra di loro per dare pieno vigore alla guerra di Spagna e fare di questa un’arma per risolvere i conflitti di classe in ogni paese. Per il malore di tutti questi pirati, oggi, come avvenne nel 1918, le contraddizioni economiche e politiche arriveranno nuovamente alla loro maturazione ed il proletariato insorto farà il conto di tutti i pirati, passando alla distruzione dello stato capitalista e fondando la dittatura proletaria per la vittoria della società comunista in tutto il mondo.