Kansainvälinen Kommunistinen Puolue

Ipocrisia USA

Kategoriat: USA

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Il grande sogno della classe padronale dominante è di «integrare l’operaio nell’azienda», cioè non solo di ridurre negativamente le frizioni interne fra capitale e lavoro, ma d’interessare positivamente il prestatore d’opera al luogo in cui il suo sopralavoro genera al datore di lavoro il plusvalore, tessendogli inoltre intorno una rete per cui l’orizzonte della sua vita fisica coinciderà col perimetro dell’azienda. In questo sogno l’opportunismo lo seconda magnificamente, si chiami aziendismo, operaismo, riformismo, o predichi, come gli staliniani di oggi, il paradiso terrestre dell’armonia fra le classi e della collaborazione nella legalità. Lo stesso stakhanovismo è, nella Russia capitalista, un aspetto di questa grande manovra aggirante.

Negli Stati Uniti, è lo stesso capitalismo che ha preso l’iniziativa di quest’opera, secondo il motto: «il grande affare (non dubitiamo certo che si tratti di un affare!) della seconda metà del XX secolo è di educare il mondo dei lavoratori». Ha quindi studiate le tecniche più opportune e le ha elevate a scienza: la scienza delle «Industrial Relations», dette anche «Human Relations», cioè di tutti i mezzi atti ad accrescere il benessere materiale e morale (!) dell’operaio e l’armonia dei suoi rapporti col padrone. Diciamo scienza, giacché essa è divenuta materia d’insegnamento universitario, ed esistono istituti superiori che impartiscono addirittura una laurea in «Human Relations».

D’altra parte, ogni azienda ha il suo personale specializzato in quest’opera d’imbonimento, e organizza i suoi servizi di assistenza, dopolavoro, trattenimento, «educazione» ed «informazione», cosicché l’operaio legge la rivista o il giornale dell’azienda, va al suo teatrino, mangia al suo spaccio, magari abita nelle sue case, si interessa all’aumento della produzione che importa benefici materiali e onori morali per le maestranze, si gloria dell’appartenenza alla grande famiglia. Un tempo, in caso di sciopero, l’industriale americano si serviva degli agenti privati – i Pinkerton -, dei crumiri e, se occorreva, dell’arsenale di armi dell’azienda; ora non ha certo rinunciato a tutto questo, ma si legge che l’accento è posto soprattutto sull’«educazione» e «illuminazione» dello scioperante, sull’azione persuasiva e insinuante che curva la schiena prima della randellata. Tutto ciò si chiama: «relazione umana». Umana nel senso capitalista; aggettivo dell’uomo produttore di profitto. Giacché la classe dominante non lascia illusioni: le «Human (o industrial) relations» hanno per obiettivo l’aumento della produttività del lavoro. Integrare l’operaio nell’azienda significa farne sempre più un ingranaggio — ben lubrificato — nella grande macchina generatrice del profitto aziendale. E tutte le risorse della tecnica pubblicitaria sono mobilitate a questo scopo.

Con tanto di diploma fregare l’operaio: è questo il succo di tutte le vostre «relazioni umane»!