L’internazionale comunista e il fronte unico Pt.3
14. In Svezia i risultati delle ultime elezioni parlamentari permettono a un Partito comunista numericamente debole, di disimpegnare un compito importante. Branting, uno dei capi più eminenti della II Internazionale e Presidente del Consiglio dei ministri della borghesia svedese, si trova in una situazione tale che l’atteggiamento del gruppo parlamentare comunista non può essergli indifferente nella costituzione di una maggioranza parlamentare. L’Esecutivo dell’internazionale comunista è del parere che la frazione parlamentare comunista non può rifiutarsi di accordare, sotto certe condizioni, il suo appoggio al governo menscevico di Branting, come hanno già fatto giustamente, i comunisti tedeschi per alcuni governi federali (es. Turingia). Ma da ciò non deve dedursi affatto che l’indipendenza dei comunisti svedesi ne debba venire compromessa o che essi debbano cessare dal denunziare il vero carattere del menscevico. Al contrario, più il potere dei menscevichi si estenderà e più essi tradiranno la classe operaia e più tenaci dovranno essere gli sforzi dei comunisti nello smascherarli.
15. In America – Stati Uniti – vediamo profilarsi l’unione di tutti gli elementi di sinistra del movimento operaio sindacale e politico. I comunisti americani hanno così occasione di penetrare nelle grandi masse lavoratrici, diventando il centro di attrazione di questa unione delle sinistre. Formando dei gruppi dovunque vi è qualche comunista, essi devono sapersi porre alla testa del movimento dell’unità rivoluzionaria e propagare con energia l’idea del fronte unico per la difesa, per es. dei disoccupati.
L’argomento principale della requisitoria contro le organizzazioni di Gompers deve essere il rifiuto da parte di esse di addivenire al fronte unico proletario per la difesa dei disoccupati.
16. Nella Svizzera, il nostro Partito ha già riportato alcuni successi in questo campo. La propaganda comunista per il fronte unico ha obbligato la burocrazia sindacale a convocare prossimamente un congresso straordinario in cui i nostri amici sapranno metter a nudo le menzogne del riformismo e mostrare la più grande energia nella richiesta del fronte unico.
17. In vari altri paesi, la questione offre per le speciali condizioni locali, un aspetto molto diverso. Ma avendo tracciato una linea di condotta generale, l’Esecutivo è persuaso che le sezioni sapranno applicarla alle condizioni particolari di ogni paese.
18. Il Comitato esecutivo dell’Internazionale comunista pone come condizione principale e assoluta, riguardante tutti i partiti comunisti senza eccezione, la libertà per ogni sezione che stia per stringere accordi o intese con i partiti della Internazionale 2 ½ di continuare la propaganda delle nostre idee e la critica degli avversari del Comunismo. Pur sottomettendosi al principio dell’«azione», i comunisti devono riservarsi assolutamente il diritto e la possibilità non solo prima di essa, ma anche durante l’azione, la loro opinione sulla politica delle organizzazioni operaie senza eccezione. In nessun caso questa riserva potrà essere ritirata. Sostenendo in occasione di ogni movimento contro il capitalismo, l’unità di tutte le organizzazioni operaie, i comunisti non possono rinunciare alla propaganda dei loro punti di vista che riassumono l’espressione coerente degl’interessi dell’insieme della classe operaia.
19. Il Comitato esecutivo crede opportuno di ricordare a tutti i partiti fratelli le esperienze dei bolscevichi russi che soli finora sono riusciti a vincere la borghesia e a prendere il potere. Durante i 15 anni che passano tra la nascita e la vittoria del bolscevismo (1903-17) esso non cessò giammai di combattere il riformismo o, il suo equivalente, il menscevismo. Ma durante questo tempo i bolscevichi hanno, a varie riprese, stretto degli accordi con i menscevichi. La scissione formale ebbe luogo nella primavera del 1905.
Ma sotto l’influenza di un movimento operaio impetuoso, i bolscevichi formarono lo stesso anno un fronte comune con i menscevichi. La seconda scissione formale ebbe luogo nel gennaio 1912. ma dal 1905 al 1912 la scissione fu alternata da accordi e unioni temporanee nel 1906, 1907 e 1910. accordi e unioni che si produssero non solo per le vicende della lotta tra le frazioni, ma soprattutto per la pressione delle grandi masse destate alla vita politica e che volevano con la propria esperienza rendersi conto come le vie del menscevismo si allontanino dalla rivoluzione. Nel movimento rivoluzionario scoppiato alla vigilia della guerra imperialista, l’indomani dello sciopero della Lena, le aspirazioni all’unità da parte del movimento operaio si fecero più vigorose e i dirigenti del menscevismo si apprestarono a sfruttarle come ora cercano di farlo i capi delle Internazionali 2 e 2 ½ e quelli di Amsterdam. I bolscevichi allora non si rifiutarono di aderire al fronte unico. E per controbattere ogni speculazione menscevica, essi adottarono la parola d’ordine dell’«unità dal basso», cioè, «unità delle masse operaie nell’azione rivoluzionaria pratica contro la borghesia». L’esperienza ha dimostrato che quella fu una buona risposta. Con questa tattica, modificata secondo i tempi e i luoghi, buona parte dei migliori elementi del movimento operaio venne conquistata al Comunismo.
20. Adottando la parola d’ordine dell’unità del fronte unico proletario e ammettendo la possibilità di convenzioni tra le diverse sezioni dell’Internazionale comunista e i partiti delle Internazionali 2 e 2 ½, l’Internazionale comunista non può naturalmente rinunziare essa stessa a stringere di simili accordi nel campo internazionale. Sulla questione dei soccorsi agli affamati della Russia, l’Esecutivo ha proposto un accordo alla Federazione internazionale sindacale di Amsterdam. Esso ha rinnovato le sue proposte per un’azione comune contro il terrore bianco in Jugoslavia e nella Spagna. Esso sottomette ora una nuova proposta alle Internazionali 2 e 2 ½ e a quella di Amsterdam a proposito dei risultati della Conferenza di Washington che contengono la minaccia di una nuova guerra imperialista. I dirigenti di queste tre organizzazioni hanno mostrato ch’essi rinunziano all’unità operaia ogni volta che si tratta di venire ai fatti. In questi casi è compito preciso dell’Internazionale comunista e delle sue sezioni di far conoscere alle masse l’ipocrisia dei dirigenti che preferiscono l’unità con la borghesia all’unità dei lavoratori rivoluzionari e fanno, per es., ancora parte del …