Parti Communiste International

Prometeo (II) 25

Il crack di New York

II recente disastro alla Borsa di New York è stato concordemente visto non sotto la luce di un collasso dovuto al gioco della speculazione, ma come la manifestazione gravissima di una crisi economica. Tutti hanno concluso per affermar che non si trattava né del processo d concentrazione delle ricchezze nelle mani dei re della ricchezza e dello schiacciamento dei minori proprietari, ma dell’urto caratteristico di una de le contraddizioni fondamentali dell’economia capitalista che si è sfaldato in modo catastrofico e delle cadute verticali del 20, 30 e persino del 40 per cento si sono verificate.

La muraglia delle barriere doganali, per proteggere gli interessi dell’imperialismo minacciato dai concorrenti imperialisti, il disegno di Hoover di creare l’isolotto americano – messo al sicuro, attraverso dazi, dai prodotti esteri – nello stesso tempo in cui si costituivano gli isolotti economici americani nel corpo degli imperialismi concorrenti, questo disegno di Hoover si è urtato di fronte alle contraddizioni dell’economia capitalista. Sotto il regime della borghesia l’America non basta ad assorbire tutti i prodotti che vengono forniti, mentre le esportazioni devono tenere conto dell’esistenza di avversari che non si faranno strappare i mercati attraverso una conferenza pacifista, ma resisteranno con le armi alla mano.

Ed in pochi giorni, quante favole sono andate in fumo! Quella della prosperità americana, della teoria degli alti salari, dell’azionariato operaio, del sistema credito onnipossente, della cosiddetta razionalizzazione, tutto è saltato in aria. E Hoover è corso ai ripari: ha convocato Ford ed il capo dei sindacati riformisti per salvare la patria. La crisi scoppierà più grave immediatamente? Oppure essa scoppierà in un avvenire meno immediato? Non sono pochi quelli che predicono una scadenza brevissima, ma anche gli altri che non affermano questo, tutti sono concordi per ritenere che il crack di New-York getta la vera luce sulla situazione in America.

Di più non è certamente senza relazione il fatto che la concorrente Borsa di Londra (ove impera il difensore degli interessi capitalisti Snowden il quale da certamente dei punti in questo campo al conservatore Churchill); oveva proceduto ad una serie di manovre nei confronti del tasso di sconto che hanno allontanato provvisoriamente la minaccia di una grave crisi, colà, con l’obbiettivo preciso che mirava a New-York

Ed il proletariato ha sufficientemente compreso che le battaglie che si iniziano con i tassi di sconto, sono quelle che si finiscono poi con le guerre, anche se nel frattempo è intervenuta la conferenza per il disarmo navale di Londra.