Parti Communiste International

L’amaro risveglio della borghesia Belga

Catégories: Belgium, DR Congo

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Nella plumbea atmosfera mondiale di conformismo becero e di supina accettazione del fatto compiuto, l’esplosione negra di Léopoldville è giunta come una Diana di battaglia, come un fiero grido di sopravvivenza degli oppressi. Stipati nei luridi quartieri periferici della cittadella congolese dell’affarismo mondiale, pomposa nella sua esibizione di banche, empori e cristianissime chiese, i negri hanno urlato al mondo: “Ci siamo!” Sia onore ad essi.

Sulle loro fatiche poggiano la grassa opulenza della borghesia belga, la mediocrità soddisfatta degli uomini politici della metropoli, il torpore delle masse proletarie nei pur giganteschi aggregati industriali delle valli della Mosa e della Sombre: delle loro gocce di sudore e di sangue sono tempestate come di diamanti le corone dei defunti Vandervelde e dei viventi Spaak. Il Belgio e, attraverso i suoi forzieri, le banche mondiali dell’imperialismo, hanno dato loro Bibbie e alcool, ospedali e scuole, perché lavorassero a sfruttare per conto terzi le immense riserve di un territorio ricco sopra e sotto il suolo, nelle miniere di rame e di uranio del Katanga come nelle piantagioni di caffè e di cacao, negli alti forni come nelle centrali elettriche. E la leggenda borghese-democratico era che la popolazione di colore fosse grata della sua paterna assistenza al governo di Bruxelles, e che il solo Congo, nell’immenso Continente nero, fosse al riparo dei sussulti e delle rivolte, grazie alla democrazia e agli eterni principii…

La smentita è venuta, brusca e rapida come una folata di vento. I depositari della cristianissima civiltà bianca hanno risposto a colpi di fucile. Possano i minatori che escono, neri come i negri di Léopoldville, dai famigerati pozzi del “felice” regno di Baldovino sentire che un vincolo di fratellanza, non nel pianto ma nella lotta senza quartiere, li unisce ai morti e ai vivi di altra pelle, contro un solo e identico nemico: il Capitale!