Parti Communiste International

La politica antioperaia del governo Laburista

Catégories: Inflation, Laborism, UK

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Il 1º Agosto i provvedimenti contro l’inflazione ordinati dal primo ministro inglese Harold Wilson entreranno in vigore. Secondo queste disposizioni i salari potranno essere aumentati di solo sei sterline alla settimana e non di più, mentre coloro che guadagnano più di 8.500 sterline all’anno non avranno diritto a nessun aumento. Il limite di sei sterline è un massimo, quindi gli aumenti salariali dovranno essere comunque negoziati. Questi provvedimenti dovrebbero ridurre l’inflazione dall’attuale 25% al 10% entro un anno. Wilson dice che « questa politica è fondata sull’accordo, ma se ci sarà qualcuno che vorrà trasgredirla useremo tutti i mezzi legali in nostro possesso ». In parole povere, ciò significa che se un padrone è costretto a concedere aumenti superiori alle sei sterline per evitare scioperi, non potrà ottenere i finanziamenti che lo Stato concede e non avrà il permesso di aumentare in nessun modo i prezzi dei suoi prodotti.

I prezzi dei più importanti generi di consumo saranno « strettamente controllati », ma non ci sarà nessun blocco o congelamento, il che significa che i prezzi aumenteranno almeno della stessa percentuale dei salari.

Significativa è la reazione dei conservatori, i quali hanno espresso una sola riserva e cioè: « funzionerà? ».

La maggioranza delle Trade Unions si è dichiarata perfettamente d’accordo con le misure governative. Len Murray, il segretario generale del TUC, ha dichiarato: « sono sicuro che questa politica su salari, prezzi ed occupazione avrà un grande successo e che le Trade Unions faranno del loro meglio affinché questa nuova strategia vada avanti nella maniera giusta. La grande massa dei lavoratori iscritti ai sindacati lo vuole. Tutti dobbiamo combattere contro l’inflazione. È la strada giusta per risollevare la Gran Bretagna. È così che si difende l’occupazione ».

Da questo programma sarebbero fuori i parlamentari. Infatti essi si aspettavano di ricevere un aumento di 3.500 sterline l’anno, da aggiungere alle 4.500 che prendono attualmente. Ma, siccome c’è la crisi, essi sono pronti a sacrificarsi, accettando « solo » 1.750 sterline annue. Per ricompensarli di questo « sacrificio » il governo dovrà concedere loro tre « extra »:

  1. 1.500 sterline come indennità per la segretaria;
  2. Un aumento di 700 sterline per coloro che lavorano di notte (non si sa ancora bene cosa fanno durante il giorno). Attualmente ne ricevevano già 1050. Un deputato che proviene da una circoscrizione fuori dell’area di Londra può chiedere un aumento per rimborso spese quando sta fuori casa.
  3. Un aumento da 7,7 penny a 10 penny al miglio per le spese di viaggio.

È chiaro che, mentre potranno vantare di ricevere un salario non esagerato, questi mantenuti della borghesia potranno tranquillamente raddoppiarlo rubacchiando e falsificando conti spese nei mille modi per i quali sono ormai tristemente famosi in tutto il Regno Unito.

Forse queste denunce, stringate ma franche, faranno accendere una piccola scintilla nelle menti dei lavoratori più avanzati, dal ferroviere che guida il treno sul quale il sig. Murray viaggia nel suo scompartimento di prima classe per recarsi alle conferenze nelle quali chiederà agli operai di sacrificarsi per il bene supremo della patria, ai minatori grazie ai quali rimangono accesi i fuochi nei saloni di Westminster, agli spazzini che portano via tutte le porcherie che si accumulano al nº 10 di Downing Street, dove vengono decise le sorti della classe operaia.

Forse questa scintilla diventerà un incendio quando essi capiranno che tutto ciò è soltanto un nuovo modo per dire no agli operai. Naturalmente Wilson non poteva minacciare una azione diretta contro gli operai, perché deve mantenere la tradizione, che i laburisti sono il partito degli operai, tradizione che ha loro consentito di tradirli tutte le volte che ne hanno avuta l’occasione; così, molto semplicemente, dice ai padroni che non devono concedere troppo agli operai, o guai a loro. Eccolo qui, il buon vecchio amico della classe operaia.

Il presunto colpo dato alle categorie meglio pagate, che non sono poi operaie, e cioè il divieto di aumenti per chi già riceve più di 8.500 sterline l’anno (Più di 12 milioni di lire), non è nemmeno più demagogia, è una presa in giro. Chi riceve tale cifra non ha certo bisogno delle leggi di Wilson ma, nella sua posizione dirigenziale, può ottenere sottobanco tutto quello che vuole, basta che faccia sgobbare gli operai al massimo.

Wilson dice ancora che « la nostra politica è basata sul consenso e la cooperazione volontaria all’interno della nostra democrazia ». Un operaio è un volontario per forza; deve mantenersi il lavoro perché è l’unico modo per portare avanti la sua miserabile esistenza. Questi discorsi ipocriti che tendono a usare la fiducia che gli operai hanno verso le organizzazioni che li dirigono, a fini di conservazione del capitalismo, rendono questi traditori peggiori di coloro che massacrarono i compagni della Comune di Parigi.

La strada giusta per la borghesia britannica e per tutte le società capitalistiche sepolte nelle sabbie mobili dell’inflazione è quella di mantenere l’aumento dei profitti, e quindi di mantenere il massimo sfruttamento possibile; questo mentre gli operai non possono contare su sindacati e partiti opportunisti, che danno il loro caloroso sostegno a questo sistema e si adoperano affinché esso viva in eterno.

La strada giusta per il proletariato britannico sarà quella giusta per tutto il mondo operaio, sarà quella che esso si costruirà, la strada verso il socialismo, e si scrollerà di dosso una volta per sempre questi discorsi putridi da commedianti, e per la prima volta vivrà.