Replica del rappresentante dei comunisti astensionisti
Catégories: Communist Abstensionist Fraction of the PSI, Second Congress, Third International
Article parent: O Preparazione rivoluzionaria, o preparazione elettorale
Replica della sinistra del PSI sulla questione del parlamentarismo
Le obiezioni del compagno Lenin alle tesi da me presentate e ai miei argomenti, sollevano questioni di grande interesse, che non intendo qui nemmeno sfiorare e che si riallacciano al problema generale della tattica marxista.
Senza dubbio, gli avvenimenti parlamentari e le crisi ministeriali sono in stretto rapporto con lo sviluppo della rivoluzione e la crisi dell’ordinamento borghese. Ma, per giungere a stabilire con quali mezzi l’azione politica proletaria possa esercitare un’influenza sugli avvenimenti, bisogna rifarsi a considerazioni di metodo dell’ordine di quelle che, già prima della guerra, portarono la sinistra marxista del movimento socialista internazionale ad escludere la partecipazione ministeriale e l’appoggio parlamentare ai ministeri borghesi, benché questi siano senza dubbio dei mezzi per intervenire nello sviluppo degli avvenimenti.
È la necessità stessa dell’unificazione delle forze rivoluzionarie del proletariato e della loro organizzazione nel senso dell’obiettivo finale del comunismo, che impone una tattica basata su certe regole generali di azione, anche se apparentemente troppo semplici e troppo poco elastiche.
Io credo che la nostra missione storica attuale ci detti una nuova tattica, quella del rifiuto della partecipazione ai parlamenti – che è, senza dubbio, un mezzo di intervento diretto nelle situazioni politiche, ma, nello sviluppo della lotta di classe, è divenuto privo di efficacia rivoluzionaria.
L’argomento che bisogna risolvere il problema pratico di un’azione parlamentare comunista e disciplinata al partito perché, in periodo post-rivoluzionario, bisognerà sapere e potere organizzare istituzioni di ogni sorta con materiale umano tratto da ambienti borghesi e semiborghesi, potrebbe essere invocato allo stesso titolo per sostenere l’utilità di avere dei ministri socialisti in regime di dominazione borghese.
Ma non è il momento di approfondire questo tema e io mi limito a dichiarare che mantengo le mie idee sulla questione che ci occupa. Sono più che mai convinto che l’Internazionale comunista non riuscirà a concretare un’azione che sia nello stesso tempo parlamentare e veramente rivoluzionaria.
Infine, poiché si è riconosciuto che le tesi da me presentate poggiano su principii puramente marxisti e non hanno nulla in comune con gli argomenti anarchici e sindacalisti contro il parlamentarismo, spero che siano votate soltanto dai compagni antiparlamentari che le accettano in blocco e nel loro spirito, condividendo le considerazioni marxiste che ne formano la base.
(I discorsi che precedono sono tratti dal Protokoll des II WeltKongresses der Kommunistische Internationale, pp. 404-416, 451-455 e 455-456, confrontato col Resoconto stenografico ed in parte con quanto su Il Soviet del 3 ottobre 1920).