Partito Comunista Internazionale

Il Comunista 1922-03-12

Congresso dell’Unione Sindacale Italiana

Uno strano sistema di votazione

Nella seduta pomeridiana di ieri, la prima parte è stata dedicata alla discussione della pregiudiziale Clerici, il quale proponeva che ogni rappresentante invece di un voto solo, ne avesse tanti quanti sono i suoi rappresentati.

La discussione a cui partecipano in sostegno delle varie tesi, Negro, Giovannetti ed altri acquista un carattere prettamente politico, perché nella proposta Clerici gli avversari vedono l’accettazione e il riconoscimento di un principio confederazionista pericoloso e incompatibile con i caratteri e i principi del Sindacalismo rivoluzionario.

Vecchi risponde all’accusa osservando che fu combattuta la Confederazione perché questa non concedeva il voto alle minoranze. Ma oggi si va a rischio di cadere nell’errore opposto, di sopprimere cioè la volontà della maggioranza, mentre bisogna che questo non accada.

Si risponde: vi è una consuetudine. Ma queste non è legge, né approvata da nessun Congresso. Non si vuole che le minoranze siano escluse, ma mentre i confederalisti attraverso i loro metodi accentratori, comprimendo la volontà delle minoranze, compiono opera di sopraffazione, non deve accadere che con un’abile organizzazione delle minoranze si sopprima la volontà delle maggioranze.

Replica ancora Giovannetti e quindi, messa ai voti, la pregiudiziale Clerici è respinta.

Rimane così stabilito che le organizzazioni contano in quanto hanno quattrini per mandare dei rappresentanti!

La relazione morale approvata

Si passa quindi alla discussione sulla relazione morale.

Pregiudizialmente Borghi parla per giustificare il suo silenzio. Nell’ottobre scorso egli rassegnò le dimissioni dall’U.S.I., per una serie di circostanze ben note per le polemiche che ne sono seguite. Tocca dunque al C.E. di fare la relazione al Congresso, mentre egli si riserva di rispondere.

Si accende un dibattito vivacissimo dopo queste parole, perché alcuni vogliono che la relazione venga svolta da Borghi mentre i più inclinano a ritenere che la relazione debba essere fatta non da Borghi che è scaduto dall’ufficio, per quanto egli abbia avuto gran parte negli avvenimenti di questi ultimi tempi ma dal Giovannetti che è attualmente in carica quale segretario della U.S.I.

Il dibattito è lungo e abbastanza spassoso. «Parli Borghi», si grida da una parte, mentre dall’altra si insiste: «No, tocca a Giovannetti».

Discutono ancora in vario senso altri congressisti, dopo di che si delibera d’iniziare lo svolgimento della relazione morale.

Ha la parola Giovannetti.

Ricorda anzitutto che quattro sono stati i segretari che si sono succeduti negli ultimi due anni, e giustifica le manchevolezze della relazione con la distruzione della sede dell’U.S.

Accenna alle condizioni dei vari Sindacati d’industria, ma si sofferma soprattutto sulle Camere del Lavoro che hanno rappresentato il centro di raggruppamento dei lavoratori ed una spinta verso l’azione diretta.

Ricordato il tentativo comunista di portare le masse aderenti all’U.S. nella Confederazione accenna al progetto riformista di attuare il controllo sulle industrie, che non è altro che un inganno fatto alla classe operaia. Non è possibile infatti conoscere le condizioni delle industrie fino a quando non si sono espropriate le fabbriche.

Ricorda quindi la campagna dell’U.S. contro la legge sulla invalidità e la vecchiaia, che dette risultati benefici, cosicchè lavoratori di intiere province non pagarono la quota parte e la legge fu soppressa di fatto.

Altra battaglia fu quella contro il rincaro del pane. Il progetto Nitti cadde perché i lavoratori d’Italia insorsero e difesero sulle piazze il loro diritto alla vita.

Esalta poi la rivolta gloriosa di Ancona per opporsi alla nuova guerra Albanese.

Passando a discutere della occupazione delle fabbriche rileva l’azione svolta dall’Unione Sindacale per spingere le masse alla battaglia decisiva. Dopo un accenno alla difesa compiuta contro la reazione ed in favore delle vittime politiche, rivendica all’U.S.I. il merito della costituzione dell’«Alleanza del Lavoro».

Sui rapporti internazionali espone le relazioni mantenute con le forze sindacaliste degli altri Paesi, e le discussioni con l’Internazionale dei Sindacati rossi. Da tale argomento trae occasione per inneggiare all’eroico proletariato russo, che è oggi obbligato a fare delle concessioni per la mancata effettuazione della rivoluzione mondiale.

Conclude augurandosi che l’Unione Sindacale mantenga la sua unità.

Cessati i vivi applausi che salutano la perorazione, sulla relazione Giovannetti interloquiscono Sacconi, Bonazzi, Saccani, Vecchi, Borghi, Mari, Negro, De Dominicis ed altri, dopo di che si approva una pregiudiziale proposta da Sbrana e Bonazzi tendente a stralciare dalla relazione morale alcune parti che si riferiscono ad altri commi. Si approva pure un ordine del giorno Modugno di plauso al Comitato Esecutivo che superando infinite difficoltà ha tenuto alta la bandiera del Sindacalismo rivoluzionario. La seduta è tolta alle ore 21.

La seconda giornata

Alle 10 si riprendono i lavori del Congresso.

Si approva l’invio di un telegramma di saluto al compagno Enrico Leone.

Si comunica al Congresso che il compagno Negro è partito per Sestri in seguito alla grave situazione creatasi in quella città.

Si legge poi una lettera dell’on. Di Vittorio.

De Dominicis ricorda il coraggio e l’opera tenace dei giovani sindacalisti di Cerignola.

È comunicata al Congresso una lettera dell’on. Faggi, in cui espone le ragioni per cui non partecipa al Congresso. Fa noto di essere favorevole alla unione immediata con la Confederazione del Lavoro e ne dice le ragioni.

Riguardo alla questione dei deputati sostiene che la cosa non è di competenza dell’attuale Congresso, poiché essendo l’U.S.I. un organismo sindacale, industriale e tecnico i suoi militanti possono essere inscritti ad un qualsiasi partito politico.

Veroni protesta perché si è letta la lettera di Leone e dichiara che con questi sistemi si allontaneranno dei compagni dall’U.S.

Sacconi dichiara che l’«Alleanza del Lavoro» è una coalizione a sé e che non ha nulla a che fare con una eventuale unità sindacale, che è assolutamente esclusa dai fini che si propone l’«Alleanza».

Borghi difende la serietà del Congresso. L’«Alleanza del Lavoro non pregiudica l’integrità del nostro organismo separatista. Nel programma dell’«Alleanza del Lavoro» vi era un inciso in cui si diceva che l’Alleanza doveva essere un preludio della futura scissione delle forze sindacali e che fu scassata per la sua opposizione».

Sartini f ala relazione amministrativa, sulla discussione della quale partecipano numerosi congressisti.

Borghi rende nota la presenza del compagno Toty della Confederazione Generale francese, che rappresenta i lavoratori rivoluzionari della Francia.

Il rappresentante della Confederazione francese

Toty porta il saluto di coloro che al di sopra dei capi non hanno tradito i lavoratori di tutti i Paesi. La Confederazione Rivoluzionaria di Francia si è ricostituita sottraendo più di trecentomila aderenti alla vecchia Confederazione. I riformisti francesi hanno fatto subire gravi umiliazioni ai rivoluzionari. Le scissioni nel terreno economico sono dannose. La scissione nei sindacati è stata dai rivoluzionari francesi sentita con dolore, ma è stata imposta per volontà dei riformisti i quali pretendevano che rinunciassero alla loro propaganda.

Ci si accusa in Francia – dice Toty – di aver voluto creare una organizzazione comunista, non è vero perché il sindacalismo francese è al di sopra dei partiti.

Ricorda la situazione rivoluzionaria attraversata in Italia, tramutatasi in sconfitta per tradimento dei Modigliani e Serrati.

Tutto quello che vuole ambientare nei quadri borghesi è destinato a degenerare, bisogna sbarazzarsi del sindacalismo riformista. Fa una critica dei sindacati tedeschi i cui capi si preoccupavano solo delle casse forti.

I riformisti sono responsabili del tradimento fatto al proletariato, accettando il programma della pace sociale. I sindacalisti francesi non hanno voluto aderire alla Internazionale dei Sindacati Rossi, fino a che questa non garantirà i nostri principi e il rispetto per le nostre tradizioni.

È però necessario costituire una organizzazione internazionale.

Riferisce il punto di vista francese riguardo al partito comunista.

Vi sono nella C.G.T. tre tendenze. Una per l’adesione incondizionata a Mosca, un’altra per il rifiuto assoluto ed una terza per andare a Mosca chiedendo delle garanzie sulla indipendenza dei sindacati dal partito.

Riafferma la solidarietà dei sindacalisti francesi per la rivoluzione russa.

Conclude parlando del profondo dolore dei rivoluzionari francesi alle notizie dello sviluppo del fascismo in Italia ed assicura che mai il proletariato francese avrebbe permesso che la borghesia francese intervenisse contro l’Italia in un periodo rivoluzionario.

Dopo che Borghi ha riassunto il discorso di Toty, il Congresso è rimandato al pomeriggio.

In onore dei Congressisti

Stasera sabato 11, alle ore 19, ad iniziativa del Fascio Sindacale di azione diretta di Roma, sarà tenuta una riunione di organizzazioni e di organizzati in onore dei congressisti. Il locale è quello stesso del Congresso, in via del Seminario, 87. Parleranno Malatesta, Stagnetti, Borghi, la De Andrea ed altri.