Tesi della Frazione Comunista Astensionista del P.S.I. Pt.1
I.
1. Il comunismo è la dottrina delle condizioni sociali e storiche della emancipazione del proletariato. La elaborazione di questa dottrina s’iniziò nel periodo dei primi moti proletari contro le conseguenze del sistema di produzione borghese, e prese forma nella critica marxista della economia capitalistica, nel metodo del materialismo storico, nella teoria della lotta di classe, nella concezione degli svolgimenti che presenterà il processo storico della caduta del regime capitalistico e della rivoluzione proletaria.
2. Su questa dottrina, la cui prima e fondamentale espressione sistematica è il Manifesto dei Comunisti del 1847, si basa la costituzione del partito comunista.
3. Nel presente periodo storico diviene sempre più intollerabile per il proletariato la situazione creatagli dai rapporti di produzione borghesi, basati sul possesso privato dei mezzi di produzione e di scambio, sulla appropriazione privata dei prodotti del lavoro collettivo, sulla libera concorrenza nel commercio privato dei prodotti stessi.
4. A questi rapporti economici corrispondono gli istituti politici propri del capitalismo: lo Stato a rappresentanza democratico-parlamentare. Lo Stato in una società divisa in classi è l’organizzazione del potere della classe economicamente privilegiata. Malgrado che la borghesia rappresenti la minoranza della società, lo Stato democratico costituisce il sistema della forza armata organizzata per la conservazione dei rapporti di produzione capitalistica.
5. La lotta del proletariato contro lo sfruttamento capitalistico assume successive forme, dalla violenta distruzione del macchinario all’organizzazione professionale per il miglioramento delle condizioni di lavoro, ai Consigli di fabbrica e ai tentativi di presa di possesso delle aziende.
Attraverso tutte queste azioni particolari il proletariato si indirizza verso la lotta decisiva rivoluzionaria diretta contro il potere dello Stato borghese che impedisce che i presenti rapporti di produzione possano essere infranti.
6. Questa lotta rivoluzionaria è il conflitto di tutta la classe proletaria contro tutta la classe borghese. Il suo strumento è il partito politico di classe, il partito comunista, che realizza la cosciente organizzazione di quell’avanguardia del proletariato che ha compreso la necessità di unificare la propria azione, nello spazio al di sopra degli interessi dei singoli gruppi, categorie o nazionalità; nel tempo, subordinando al risultato finale della lotta i vantaggi e le conquiste parziali che non colpiscono l’essenza della struttura borghese.
È dunque soltanto l’organizzazione in partito politico che realizza la costituzione del proletariato in classe lottante per la sua emancipazione.
7. Lo scopo dell’azione del partito comunista è l’abbattimento violento del dominio borghese, la conquista del potere politico da parte del proletariato, l’organizzazione di questo in classe dominante.
8. Mentre la democrazia parlamentare colla rappresentanza dei cittadini di ogni classe è la forma che assume l’organizzazione della borghesia in classe dominante, l’organizzazione del proletariato in classe dominante si realizzerà nella dittatura proletaria, ossia in un tipo di Stato le cui rappresentanze (sistema dei Consigli operai) saranno designate dai soli membri della classe lavoratrice (proletariato industriale e contadini poveri) con la esclusione dei borghesi dal diritto elettorale.
9. Lo Stato proletario, infranta la vecchia macchina burocratica, poliziesca e militare, unificherà le forze armate della classe lavoratrice in una organizzazione destinata a reprimere tutti gli sforzi controrivoluzionari della classe spodestata, e ad eseguire le misure d’intervento nei rapporti borghesi di produzione e di proprietà.
10. Il processo attraverso il quale si passerà dall’economia capitalistica a quella comunistica sarà molto complesso e le sue fasi saranno diverse secondo le diverse condizioni di sviluppo economico. Il termine di tale processo è la realizzazione completa: del possesso e dell’esercizio dei mezzi di produzione da parte di tutta la collettività unificata; della distribuzione centrale e razionale delle forze produttive nei vari rami della produzione; dell’amministrazione centrale da parte della collettività nella ripartizione dei prodotti.
11. Quando i rapporti dell’economia capitalistica saranno stati totalmente soppressi, l’abolizione delle classi sarà un fatto compiuto e lo Stato come apparecchio politico di potere sarà stato sostituito progressivamente dalla razionale amministrazione collettiva dell’attività economica e sociale.
12. Il processo di trasformazione dei rapporti di produzione sarà accompagnato da una serie vastissima di misure sociali fondate sul principio che la collettività prenda cura dell’esistenza materiale ed intellettuale di tutti i suoi membri. Andranno così successivamente eliminandosi tutte le tare degenerative che il proletariato eredita dal mondo capitalista, e, secondo la parola del Manifesto, alla vecchia società divisa in classi cozzanti fra loro subentrerà una associazione nella quale il libero sviluppo di ciascuno sarà la condizione del libero sviluppo di tutti.
13. Le condizioni della vittoria del potere proletario nella lotta per l’attuazione del comunismo consistono, più che nella razionale utilizzazione dei competenti per le mansioni tecniche, nell’affidare le cariche politiche e di controllo dell’apparato statale ad uomini che antepongono l’interesse generale ed il trionfo finale del comunismo alle suggestioni dei limitati e particolari interessi di gruppi.
Poiché appunto il partito comunista è la organizzazione di quei proletari che hanno una tale coscienza di classe, scopo del partito sarà di conquistare, coll’opera di propaganda, ai suoi aderenti le cariche elettive dell’organismo sociale. La dittatura del proletariato sarà dunque la dittatura del partito comunista e questo sarà un partito di governo in senso completamente opposto a quello in cui lo furono le vecchie oligarchie, in quanto i comunisti si addosseranno gli incarichi che esigeranno il massimo di rinuncia e di sacrificio, prenderanno su di sé la parte più gravosa del compito rivoluzionario che incombe al proletariato nel travaglio che genererà un nuovo mondo.