Partito Comunista Internazionale

Prometeo (II) 53

Il significato degli ultimi avvenimenti spagnoli

La situazione si aggrava in Ispana. Le forze motrici di questa situazione cominciano a manifestarsi nettamente sull’orizzonte della lotta fra le classi. La proclamazione della repubblica, benché non fosse il riflesso diretto di queste forze motrici, perché non dava una soluzione diversa ai problemi di classe, era però il fattore visibile che dimostrava l’avvicinarsi dell’esplosione degli avvenimenti di classe. E questi sono oramai orientati verso un continuo precipitare che offre le condizioni più proprie alla costruzione dell’organizzazione dell’avanguardia proletaria del partito comunista.

Dopo le manifestazioni di Madrid del 10 maggio che si estesero in molte località e che furono particolarmente dirette contro le formazioni più tipiche e reazionarie del servaggio contro i lavoratori, contro i monasteri, abbiamo ora le manifestazioni di Saint-Sèbastien e di Saragozza.

Il comunicato governativo a proposito delle manifestazioni di S.Sébastien, merita di essere riprodotto perché indica non solamente come il governo intende fronteggiare i movimenti proletari che esorbitano dalla legalità borghese, ma altresì la funzione attuale dei socialisti. Ecco cosa scrive questo comunicato:

“Gli scioperanti hanno organizzato una manifestazione che la forza pubblica ha cercato di disperdere. Ma gli scioperanti hanno resistito, insultando la guardia civile ed arrivando fino ad attaccarla. Questa ha allora sparato. I manifestanti si sono in seguito resi alla fabbrica dove si trovava il capo socialista Torrijos, cercando di prendere l’officina d’assalto. Gli operai che si trovavano all’interno dell’officina si sono difesi, tirando dei colpi di fuoco che hanno ferito sei o sette degli assalitori. Il ministro (si tratta di un ministro socialista; n.d.r.) ha fatto rimarcare che il governo aveva proposto di sottomettere il litigio – origine del conflitto – ad un arbitrati, e che esso aveva ordinato al governatore di pubblicare un decreto per fare conoscere le proposte del governo alle quali dovevano sottomettersi gli scioperanti. Questo decreto doveva essere affisso in tutta la città. Malgrado tutta l’ostilità di un gruppo che ha dato luogo ai dispiacevoli avvenimenti della mattinata, lo stato di guerra che è stato dichiarato ha fatto rinascere la tranquillità”.

Occorrerà rimarcare che la località si trova nella regione industriale, dove i socialisti possiedono una certa influenza attraverso l’organizzazione sindacale che essi controllano e cioè l’Unione Generale dei Lavoratori. Naturalmente tutti comprendono il “dispiacere” governativo per questi avvenimenti. È evidente che esso preferirebbe di poter governare in santa pace su una massa di lavoratori rassegnata a farsi dissanguare nel nome dei sacrosanti interessi della borghesia. Come è altrettanto evidente che quando questa schiavitù rassegnata si rompe il governo condisce sempre del suo “paterno rincrescimento” lo scannamento degli schiavi che si rivoltano.

Ma, per bene intendere il posto che la manifestazione di S.Sébastien prende nello sviluppo degli avvenimenti in Spagna, occorre rilevare che in una zona ove ancora è forte l’influenza socialista, immediatamente contro la proposta governativa dell’arbitrato si forma una manifestazione che si dirige verso l’assalto alla fabbrica. Non è bastato che il “socialista” ministro facesse la proposta, che questa fosse affissa su tutte le strade; non è nemmeno bastato che all’officina si trovasse il “capo socialista” locale, per distogliere gli operai. Questi hanno immediatamente preso il cammino rispondente agli interessi della loro classe ed hanno dimostrato a tutti gli operai di Spagna come si deve agire nella situazione attuale. È evidente che questi operai non si ripromettevano di fare la rivoluzione a S.Sébastien, ma essi hanno dimostrato che cosa deve pensare il proletariato della repubblica ove trovansi dei ministri socialisti.

Successivamente un nuovo comunicato del governo spiegava come esso intende la politica sociale:

“Il governo comprende nel suo seno dei rappresentanti dei partiti che propongono le riforme più radicali tanto nell’ordine sociale che politico. Esso desidera esaminare tutte le giuste rivendicazioni e le domande di miglioramento dei salari.

Il governo dichiara che esso appoggerà con tutto il suo prestigio i delegati del lavoro perché questi, in caso di conflitti sociali, se gli elementi di conciliazione e di arbitrato non bastano, veglino all’applicazione stretta della legislazione in vigore. Nel caso di violazione di questa, i delegati dovranno domandare l’intervento delle autorità per prendere le misure necessarie”.

Ebbene, gli operai di S.Sébastien hanno fatto la prova. Malgrado tutto il “prestigio” accordato ai Delegati del Lavoro, l’arbitrato che vuole condannare i lavoratori a sopportare e la schiavitù capitalista e tutte le conseguenze dell’attuale crisi, malgrado che i socialisti si sono messi in prima linea e sono anche andati nell’interno della fabbrica per difenderla, gli operai hanno marciato all’assalto.

E l’esempio di S.Sébastien doveva essere poi rapidamente raccolto dai proletari di Saragozza. Anche qui le autorità governative sono riuscite a restringere l’importanza dell’avvenimento e sono riuscite a far evacuare la fabbrica. Subito dopo la Macia, faceva occupare la sede del partito. Si tratta naturalmente di quello stesso Macia esponente del separatismo catalano che nel 1927 riceveva dal centrismo non solamente un apporto di solidarietà all’avventura di quell’epoca, ma un apporto politico giacché si diceva allora che il separatismo catalano aveva un significato rivoluzionario ed anticapitalistico.

Dopo queste manifestazioni repressive, Macia ha fatto nuovamente dichiarazioni di separatismo affermando che non si sottometterà alle nuove Cortès, se queste non riconosceranno alcune delle formulazioni della separazione amministrativa della Catalogna, da esso richieste.

In occasione del 10 maggio abbiamo visto svilupparsi le manifestazioni in tutta la Spagna al di fuori della Catalogna, dove aveva funzionato il narcotico del separatismo. Oggi, dopo Saragozza e l’occupazione della sede della Federazione comunista catalano-baleare (che non fa parte dell’organizzazione ufficiale del partito), abbiamo, per frenare il movimento delle masse, le nuove dichiarazioni separatiste.

Ma che cosa significano gli avvenimenti recenti in Spagna … Che l’idillio è sotterrato e ben sotterrato. Che le masse cominciano ad essere l’espressione viva diretta degli antagonismi sociali che sono venuti a maturazione. Che il capitalismo si è logorato in pochi giorni nella sua manovra di contenere i movimenti di classe nel rispetto della repubblica da difendere contro gli assalti della reazione monarchica.

Gli operai hanno già visto chiaro e fanno appello alle forme specifiche della loro azione di classe.

Questo denota una situazione propizia alla costruzione dell’organizzazione dell’avanguardia comunista. Lo stato in cui questa si trova attualmente è il seguente: la maggioranza di essa è fuori del partito e l’organizzazione che ha il maggior numero di proletari è quella di Catalogna, della zona cioè più industriale, per delle ragioni politiche che non sono quelle di sinistra. Quest’opposizione di sinistra ha pubblicato in questi giorni una sua proposta per la convocazione di un Congresso straordinario del partito dove dovrebbe essere nominata una Commissione incaricata di preparare il Congresso definitivo del partito. Quanto all’organizzazione controllata dalla burocrazia centrista questa si riferisce particolarmente alle zone agricole del sud e cioè dell’Andalusia.

Questa difficile situazione del movimento comunista viene aggravata dai successi che conosce attualmente il sindacalismo anarchico il quale, dopo le prime manifestazioni in favore della repubblica, ha preso in questi giorni una risoluzione di lotta contro la repubblica e per orientare il proletariato spagnolo verso le ideologie dell’equivoco del sindacalismo.

Ma per fare fronte ai gravi compiti che stanno di fronte agli operai comunisti attualmente in Spagna, non si tratta di sollevare semplicemente una proposta organizzativa di riunione delle tre branchie in cui si divide attualmente il movimento comunista. Si tratta di dare una risposta comunista ai problemi che la situazione attuale solleva sovratutto perché da quella che sarà la soluzione attuale risulterà la capacità dell’organizzazione comunista ad affrontare la situazione di domani che vedrà l’aggravarsi dei conflitti di classe.

Ora, a proposito di questa posizione fondamentale di tattica, mentre la burocrazia centrista che aveva prima detto che gli avvenimenti spagnoli non avevano una importanza maggiore di quella di un conflitto economico locale, solleva la posizione equivoca del “governo operaio e contadino”, la opposizione di sinistra sostiene la necessità di prendere posto di prima fila nella lotta per la difesa della repubblica mentre si ritiene che da questa posizione sarà fecondata l’insurrezione per l’instaurazione della dittatura proletaria.

La frazione di sinistra, e non da oggi, sostiene che il partito non può avere che una sola soluzione per quello che concerne il problema del potere e cioè la posizione che tende a convogliare tutte le esperienze della lotta proletaria verso la soluzione della dittatura proletaria. Quello che non significa che ad ogni istante debbiasi sollevare il problema della realizzazione di questa dittatura attraverso l’insurrezione armata. Per questa, sono necessarie le condizioni che Lenin ha indicato nella Malattia Infantile. Solamente sulla base centrale di questa posizione che sarà possibile un’organizzazione capace di rispondere agli interessi del proletariato spagnolo che si confondono con gli interessi del proletariato internazionale che guarda alle lotte del proletariato spagnolo come all’elemento più favorevole per la lotta generale per l’abbattimento del capitalismo.