Partito Comunista Internazionale

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Categorie: Communist Left, RWL, Southern Socialist International Digest, Workers' Literature Bureau

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Nel n. 2. (luglio 1946) di International Correspondence, bollettino trimestrale edito da Ruth Fischer, Heinz Langerhans e Adolph Weingarten a Nuova York, H. Jacob dimostra come dell’affamamento dell’Europa sia soprattutto responsabile la politica di smantellamento ed immobilizzazione dell’industria tedesca seguita dagli Alleati, che mette i Paesi agricoli nell’impossibilità di procurarsi i prodotti chimici e industriali necessari alla ripresa della produzione (H. Jacob: Why does Europe stawe?); Ruth Fischer (Soviet Reconstruction Purge and Denazification) informa sugli sviluppi dell’epurazione svolta dalla burocrazia staliniana in Russia e della politica di integrazione economica dei Paesi occupati nell’economia sovietica; Karl Korsch (Restoration or Totalization) polemizza con l’ultimo libro di Trotsky su Stalin a proposito della teoria del «termidoro»: Gèlo et Andrèa trattano in un lungo articolo (La «Révolution» anticapitaliste en France et les Nationalisations) degli aspetti politici della politica di nazionalizzazione in Francia soffermandosi soprattutto sulla formazione di nuovi strati sociali dirigenti antiproletari: seguono lettere dall’Europa e notiziari sullo sviluppo sulla politica dei Partiti comunisti nel mondo.

Political Correspondence, organo supplementare della Workers League for a Revolutionary Party, ottobre 1946; continua nella sua analisi critica dei movimenti trotzkisti o derivati dal trotzkismo, riaffermando la posizione politica particolare di questo gruppo, per il quale l’URSS continua ad essere Stato Proletario a direzione controrivoluzionaria, e l’accusa a staliniani e trotzkisti è motivata dal fatto di non aver essi difeso e voluto difendere la rivoluzione bolscevica nell’unico modo in cui poteva esserlo, cioè attraverso la rivoluzione, e di avere invece cercato la sua difesa nell’alleanza con le democrazie e nell’accettazione di una tattica riformista, intermedista e democratica.

International News, nov. e dic. 1946. Il processo di chiarificazione che avevamo auspicato come il solo naturale sbocco del distacco della R.W.L. dal trotzkismo sembra, a giudicare da questi numeri del suo bollettino, definitivamente arenato. Nell’analizzare le ragioni che hanno impedito lo scoppio rivoluzionario dopo la seconda guerra mondiale, l’I.N continua a considerare «rivoluzionari» i movimenti a sfondo sociale proletario che sono sfociati nella Resistenza e nel partigianismo, e a prospettare l’azione degli imperialismi alleati nel corso del conflitto come direttamente antitetica ad essi; nel riproporre il problema della posizione mondiale della Russia, continua a presentare quest’ultima come uno stato proletario in lotta più o meno palese contro il «mondo capitalista» e la sua espansione come un’«estensione della base della rivoluzione di ottobre, e parte dello sviluppo della lotta fra capitalismo mondiale e ordine proletario»; infine, dopo di aver dimostrato il carattere antistorico e utopistico della rivendicazione di uno stato nazionale ebraico in Palestina, e riconosciuto che dietro la «lotta d’indipendenza nazionale» si muovono in realtà forze imperialistiche internazionali, e l’unico problema che vi si ponga è l’alleanza fra proletariato ebraico e proletariato arabo contro le forze congiunte delle borghesie rispettive, sostenute da questa o quella potenza imperialistica, ricade nel pasticcio sostenendo che «tuttavia, la lotta delle masse ebraiche e arabe contro l’imperialismo è di carattere progressivo, e i marxisti rivoluzionari, pur mantenendo la loro indipendenza di classe, sosterranno criticamente(!?) questi sforzi e cercheranno di stimolare presso le masse un’azione indi- pendente parallela a quella dei sionisti e terroristi contro l’imperialismo».

Così la R.W.L. riprende i più caratteristici motivi del trotzkismo e, mentre si affanna tanto a combatterlo, ne è la logica prosecuzione.

A proposito della R.W.L., ci risulta che in seno a quel gruppo è avvenuta recentemente una scissione e che, mentre uno dei due tronconi continua a pubblicare la rivista che abbiamo recensito, l’altro, facente capo al comp. Stamm e raccolto intorno al settimanale Labor Views di Chicago, si sforza di rispondere ai nuovi problemi politici di questo periodo storico uscendo dal quadro della tradizione ideologica della R. W.I e partecipando più attivamente alle lotte operaie. Un giudizio su queste diverse correnti è tuttavia prematuro.

Essays for Students of Socialism, maggio 1945. Numero unico pubblicato in Australia dallo Workers’ Literature Bureau e ispirato alle idee di Paul Mattick e di Ruth Fischer, i quali le sviluppano infatti in due articoli, rispettivamente su Otto Ruhle e il movimento operaio tedesco e sulla vita e la morte di Max Hoelz. Rifacendosi all’ideologia del Partito Operaio Comunista tedesco e dei comunisti dei consigli, gli ispiratori di questa rivista concordano con noi nell’analisi storica dell’evoluzione del capitalismo verso forme totalitarie, fasciste e di capitalismo di stato, non accettano invece la concezione leninista del Partito e utopizzano la dittatura del proletariato esasperando la polemica della Luxemburg coi bolscevichi e ricadendo indirettamente in una concezione democratica della evoluzione della lotta di classe (i Consigli contro e al posto del Partito; la spontaneità e la spinta dal basso contro e in luogo dell’iniziativa dell’organo politico di guida; il decentramento e frazionamento dell’azione di classe contro il suo accentramento nel Partito).

Influenzato da questa corrente di idee è il Southern Socialist International Digest di Melbourne, che si richiama tuttavia più direttamente alla tradizione del gruppo I.W.W. (Industrial Workers of the World). Emanando da un’ala indipendente del laburismo, anche quest’organo riconosce nell’evoluzione internazionale del capitalismo un orientamento totalitario e fascista e, nel quadro di questo processo di concentrazione nel senso del capitalismo di Stato, vede la posizione della Russia sovietica da una parte, la politica laburista delle nazionalizzazioni dall’altra. Più accentuata è, nella parte costruttiva, l’ispirazione democratica, antistatalista, decentralizzatrice. Il bollettino ospita periodiche relazioni della Fischer sul regime interno sovietico. La critica dello stalinismo è, come nella rivista citata più sopra, impostata tutta sulla condanna dell’accentramento dittatoriale e delle sue manifestazioni burocratiche e liberticide: vivacissima, ma eclettica, nei numeri del 1° e 15 settembre, e del 1° ottobre e novembre, la posizione assunta da quest’organo in merito alla pace, all’ONU e ai tre imperialismi americano, inglese, russo.