Partito Comunista Internazionale

In sciopero lavoratori georgiani

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Diversi lavoratori, nei loro discorsi, hanno fatto notare la possibilità che l’intero paese venga travolto dagli scioperi perché l’inflazione, anche in Georgia, sta rendendo la vita durissima.

Una delle principali industrie in Georgia è l’imbottigliamento e la distribuzione di acqua minerale. Alla Sairme, una delle maggiori aziende del settore, le condizioni di lavoro sono molto dure. L’azienda non ammoderna le attrezzature, i macchinari sono obsoleti, danneggiati e pericolosi. A fronte del rigido clima invernale del Caucaso, la fabbrica non dispone di un sistema di riscaldamento decente. Vi è un solo lavoratore addetto alle pulizie per un’area di oltre 1.000 metri quadrati, il quale riceve un misero salario mensile di 600 Lari, circa 250 dollari.

Dal 13 febbraio gli operai sono scesi in sciopero a oltranza. Hanno allestito un accampamento, bloccando l’ingresso per 24 ore, sotto la neve e al gelo. Rivendicano un aumento dei salari del 30%, la loro indicizzazione, la copertura dei costi pensionistici a carico della parte padronale, condizioni di lavoro dignitose, salubri e sicure. E la fine dei ricatti e delle minacce padronali.

Poiché la direzione aziendale nemmeno ha concesso un incontro per la trattativa, lo sciopero, organizzato dal sindacato “Labor”, dura da un mese. Si tratta di una lotta esemplare per tutti i lavoratori.


Wolt

Già nel numero scorso avevamo scritto che i fattorini della Wolt sono entrati in sciopero. Dopo un mese intero non è stato raggiunto alcun progresso in termini di negoziati. Diverse manifestazioni di massa, con la partecipazione di centinaia di corrieri, hanno avuto luogo nella capitale Tbilisi. I lavoratori hanno chiesto a Wolt di affittare un grande auditorium in modo che TUTTI i lavoratori potessero partecipare alla trattativa. Una richiesta del genere è sicuramente positiva perché dimostra che i lavoratori vogliono un contratto collettivo che serva i loro interessi e che i capi della lotta difendono questa volontà.

Per alcuni giorni i fattorini in sciopero sono persino riusciti a costringere l’azienda a disattivare l’applicazione mobile per gli ordini, ma l’azienda non sembra ancora abbastanza colpita.

L’ultima protesta ha avuto luogo il 1° marzo.