Anche in Ohio sciagura ambientale per la fame di profitto
Categorie: Disasters, Ecological Question, USA
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Il 3 febbraio scorso, nei pressi di un piccolo villaggio al confine tra Ohio e Pennsylvania chiamato East Palestine, è deragliato un treno mastodontico, composto da 150 vagoni e lungo un chilometro e mezzo. 51 carri sono usciti dai binari, dei quali 5 cisterne che trasportavano 440 metri cubi di cloruro di vinile, un agente cancerogeno ed estremamente infiammabile.
Il personale addetto alla tutela ambientale per evitarne l’esplosione lo ha fatto defluire dalle cisterne e dopo tre giorni l’ha incendiato. Sia il governatore dell’Ohio sia quello della Pennsylvania hanno ordinato l’evacuazione dell’area fino all’8 febbraio. Questo non ha impedito che nell’area siano morti 43.000 capi di bestiame.
L’Agenzia di protezione ambientale (EPA) ha subito dichiarato che il luogo è sicuro e che nell’immediato non c’è motivo di preoccuparsi. Quello immediato è l’unico lasso di tempo che il modo di produzione capitalistico riesce e ha interesse a prendere in considerazione.
Chi può fidarsi del governo in un mondo sopravvissuto a Chernobyl?
Gli esperti della Università del Texas, invece, sostengono che se le concentrazioni di quelle sostanze chimiche si manterranno nei prossimi mesi, potrebbero esserci gravi effetti a lungo termine sulla salute dei residenti nell’area, con mal di testa, irritazione polmonare e agli occhi, oltre a rischi di tumori. L’EPA non avrebbe rilevato inquinamento all’interno delle case, ma non si sa quali saranno gli effetti a lungo termine sulla salute degli abitanti.
Sui social media si è scatenata l’isteria di ogni tipo di imbonitori, diffondendo disinformazione: nella società del mercato ogni comportamento antisociale trova il suo spazio ed è impossibile arrivare a conoscere la realtà.
I politicanti hanno colto subito l’occasione per affermare che ciò non ha nulla a che fare con la crisi economica e la decadenza sociale, vere cause di simili disastri. Trump ha visitato il posto offrendo i sui soldi. Vance, senatore dell’Ohio, ne ha approfittato per apparire nei talk show e definire ambiente e razzismo “falsi problemi”. Pete Buttigieg, del partito democratico, ha risposto come fa qualsiasi governo al potere di fronte a un disastro: “non è il momento di parlare di politica né delle cause, uniamoci come nazione per risolvere il problema!”.
Ma la borghesia non è riuscita a nascondere le sue responsabilità. Il personale alla conduzione del treno nel momento dell’incidente ha avuto poco tempo per intervenire ma l’ha fatto in modo appropriato. La Commissione per la sicurezza nazionale dei trasporti (NTSB) ha dichiarato nel suo rapporto: «Non abbiamo prove che l’equipaggio abbia fatto qualcosa di sbagliato».
È quindi evidente l’inadeguatezza dei regolamenti capitalistici che non qualificano questi trasporti come pericolosi. Sebbene i freni elettronici dal 2015 fossero obbligatori per i treni, la precedente amministrazione presidenziale ha eliminato questa regola, mentre l’attuale non ha fatto nulla per ripristinarla. Forse tali freni da soli non avrebbero impedito il deragliamento, ma almeno avrebbero diminuito il numero delle cisterne uscite dai binari.
Come non stupirci delle dimensioni del treno e del numero dei carri? Come può essere affidabile un simile convoglio ferroviario? Il capitale, per sua natura miope, impone questo gigantismo dissennato allo scopo di ridurre i costi e massimizzare i profitti. La Norfolk Southern Railway, la compagnia proprietaria del treno deragliato, è riuscita a liberarsi del 30% del personale adottando convogli di queste dimensioni. Nella società futura, si guarderà indietro inorriditi su come, nell’adorazione del denaro, si sia soppresso un ferroviere su tre per adottare una composizione dei treni palesemente incurante delle più elementari misure di sicurezza.
La borghesia afferma che sarebbe un “incubo logistico” rendere più sicuri i treni. Domani l’uomo comunista sarà cosciente di essere finalmente uscito da “l’incubo capitalista”, inorridito della demente visione del mondo dell’attuale classe dominante.
È prevedibile, e in una certa misura anche inevitabile, che una società industriale debba sperimentare talvolta sinistri e anche catastrofi. Ma nell’attuale fase di decadenza sociale borghese tali eventi si moltiplicano oltremisura e a ritmo sempre più ravvicinato. Soltanto il comunismo può salvarci da questo mondo funestato di disastri, sui quali il capitale si arricchisce.