Partito Comunista Internazionale

Botteghe oscure – Due gocce d’acqua

Categorie: Partito Comunista Italiano

Questo articolo è stato pubblicato in:

Lasceremo ai gazzettieri di colore il gusto – che non abbiamo – di ricamare sui retroscena, piccanti o no, del «caso Reale», e ai cucinieri della politica il piacere di ridere sui grattacapi del PCI: non siamo noi a raccogliere i cocci dei partiti, grandi e piccoli, dell’opportunismo. Due sole constatazioni ci permettiamo.

La prima concerne il ridicolo estremo delle due parti: del «ribelle» che improvvisamente si accorge della rovina alla quale i dirigenti stanno, con la loro «politica dissennata», portando la classe operaia ed il partito; dei dirigenti che improvvisamente si accorgono del «tradimento» di quello che già fu una delle colonne del tempio (pardon della cloaca) togliattiana. Le due parti si equivalgono: i loro occhi si «aprono» quando fa loro comodo, e non staremo a indagare in che cosa questo comodo consista nella fattispecie.

La seconda constatazione, è di carattere più serio e generale, ma conclude nello stesso senso: se gli operai non devono nulla sperare dal partitone pilotato dalla cabina di comando delle Botteghe Oscure meno ancora possono e debbono attendersi dalla fioritura di presunti ribelli e oppositori la cui sola aspirazione è di tuffarsi senza più ritegno nella melma del riformismo e della democrazia e sognano il grande «partito socialista» aperto a tutti  fuori che ai rivoluzionari – e non perché non sarebbe alieno dall’accoglierli, ma perché i rivoluzionari non ci entrerebbero mai. I «ribelli» non sono che dei Togliatti all’ennesima potenza, mescolanti nella stessa pentola socialismo e libertà, come è ormai – sebbene in ordine rovesciato – il costume di tutti i partiti tradizionali della borghesia. Le parti anche qui, si equivalgono, con un punto negativo in più a carico degli oppositori.

E tanto basti alle comari del «Giorno» su nostri pretesi accordi o accostamenti con questi ruderi dell’opportunismo politico.