Partito Comunista Internazionale

[RG-13] Nella nostra riunione interregionale di Genova del 6 e 7 agosto 1955

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Il convegno organizzato dal nostro Partito, susseguente colla solita periodicità a quello di Napoli dell’aprile, e previsto in primo tempo nella sede di Piombino o di Portoferraio, venne spostato per motivi di pratica e logistica convenienza a Genova, assumendosene la preparazione l’attivo gruppo locale che aveva già l’esperienza della ben riuscita riunione dell’Aprile 1953 ben ricordata da tutti i compagni, e che ebbe per tema lo «Sbocco storico del capitalismo occidentale». Di essa è finora dato solo un riassunto in tesine. (Fascicolo-rivista «Sul filo del Tempo»).

L’accoglienza ai convenuti e la loro ospitalità riuscirono assai bene predisposte sotto ogni riguardo, e le riunioni si svolsero in locale attiguo a quello ove si consumavano i pasti, con grande affluenza di ascoltatori. A parte minori incontri per esaminare questioni organizzative di varie zone, furono dedicate alla laboriosa relazione ben tre sedute di oltre tre ore ognuna, pomeridiana il sabato, antimeridiana e pomeridiana la domenica.

Erano rappresentate da compagni le seguenti località: Torino 2 inviati, Asti 5, Casale 1, Milano 8, Como 1, Udine 1, Trieste 1, Parma 1, Ravenna e Cervia 3, Forlì 1, Firenze 1, Carrara 1, Portoferraio 1, Roma 1, Napoli 2, Cosenza 1, Messina 1, Gravina 1, Gruppi esteri 4 (Belgio 1, Svizzera 1, Francia 2). Inoltre tutti i compagni del gruppo di Genova, e con essi veri giovani iscritti di recente o simpatizzanti provati. Tutti gli altri gruppi avevano giustificato i motivi della mancata partecipazione.

Come al solito negli intervalli del convegno fu svolto buon lavoro di ordinamento organizzativo e di regolarizzazione amministrativa, con contributo di versamenti e sottoscrizioni da tutte le zone, e con opportune intese di lavoro fra l’Esecutivo centrale e i gruppi periferici delle varie provincie.

L’esposizione del relatore

Il relatore come di norma ricollegò la trattazione da svolgere alle precedenti esposizioni verbali di altre riunioni e alla pubblicazione in questo giornale dei diffusi regolari resoconti. Ricordò come dopo una serie di studi organici sulle questioni del movimento e della sua teoria, sotto i profili economici, storici, sociali e politici, nei quali tuttavia erano stati più volte posti in tutta la loro estensione i problemi legati alla situazione e allo sviluppo della Russia, ed a seguito della pubblicazione di una serie di «Fili del Tempo» apparsi nel 1953 su queste pagine sotto il titolo «Dialogato con Stalin», si erano volute dedicare sistematicamente una serie di riunioni interregionali alla Russia. A Bologna il 31-10 e l’1-11-54 il tema fu: «Russia e rivoluzione nella teoria marxista», ed il resoconto esteso (che poi come più volte avvertito è una nuova elaborazione, successiva alla esposizione verbale e maturata dopo l’incontro con gli ascoltatori, le loro impressioni e richieste di sviluppi) fu dato in «Programma Comunista» in 11 puntate fra il n.21 del 1954 e il n.8 del 1955. Storicamente tale trattazione giunge fino alla data della prima guerra mondiale. A Napoli, 23-24 aprile 1955, il tema fu «Struttura economica e sociale della Russia d’oggi» e comprese una esposizione delle vicende della rivoluzione in Russia nelle fasi del 1917, in sintesi e quindi un esame della struttura sociale della Russia presente, dimostrando la nostra tesi centrale, che ivi vige una economia capitalista nella sua ormai bene avviata edificazione in tutto il territorio.

Il relatore dichiarò che nella riunione di Genova avrebbe ripetuto quanto esposto a Napoli, in ispecie a partire dal livello raggiunto nel diffuso rendiconto pubblicato in sei puntate di «Programma» tra il n.10 e il n.15 dell’anno in corso. Per tal modo il resoconto sarà unico, nella sua continuazione, per le riunioni di Napoli e Genova, anche in quanto la prima ebbe largo concorso di compagni nel mezzogiorno, mentre a questa sono in prevalenza convenuti quelli del settentrione.

Annunziò quindi, fedele al metodo delle ripetizioni dei temi di base, che avrebbe premesso una ricapitolazione breve delle tesi svolte a Bologna e di quelle svolte a Napoli e nelle sei puntate di resoconto sopraddette, svolgendo poi in tutta l’ampiezza quanto a Napoli già detto sulla storia della rivoluzione sovietica (a partire dalle tesi di Aprile 1917 da Lenin date al suo rientrare in Russia) e sullo svolgimento delle forme economiche, muovendo quindi dall’Aprile, trattando lo Ottobre e la vittoria politica bolscevica, il lungo periodo della guerra civile; ed infine il contenuto dell’opera di governo nei suoi vari periodi, dal «Comunismo di guerra» alla «Nep» ed al terzo periodo definito con bestemmia dottrinale, di costruzione del socialismo, e che noi definiamo periodo di formazione della totale economia e struttura sociale capitalista, sulle rovine di quelle feudali e asiatiche.

L’uditorio seguì, malgrado la fatica e la stagione, con estremo interesse e in qualche punto con vera tensione il seguirsi delle deduzioni nella loro continuità decisa poiché il tema non era dei più agevoli, e le prospettive che ne furono tratte potevano sembrare talvolta temerarie; poiché non pochi compagni di antica milizia e salda preparazione anche davanti al continuo apparto di testi e documenti sorreggenti l’altra massima nostra tesi che non arrechiamo mai illazioni nuove o originali, o che abbiamo a sorprendere, o sconvolgere il teorico patrimonio del partito, si mostrarono chiaramente interessati e colpiti dai punti di arrivo ormai ben visibili del complesso e mediato sviluppo, sicché al lavoro dell’espositore per raggiungere l’organicità e completezza in così vasto arco di trapassi rispose un non comune impegno dell’attenzione dei presenti, riteniamo utile svolgere il rendiconto nel modo che subito diciamo.

In un prossimo numero del giornale il resoconto completo, che potrà ben prendere nome da Napoli-Genova 1955, riprenderà ad essere elaborato in dettaglio muovendo dalle Tesi di Aprile. In questo numero diamo la prima parte di una sintesi succinta di tutto il corso di trattazioni sul tema russo, da Bologna a Napoli e Genova, che crediamo possa essere utile al buon orientamento di quanti seguono con impegno massimo il lavoro in profondità che tutto il partito nel suo insieme ha tenacemente preso a sostenere.

Siamo così sicuri di rispondere alla attesa di tutti i compagni, e soprattutto di quelli che non hanno potuto essere presenti, ed alla soddisfazione mostrata da tutto il folto e impegnatissimo uditorio per la maniera sistematica e solida di porre sul tappeto e condurre a soluzione tutte le grandi e vitali questioni proprie del tema, senza il minimo riguardo sia per i pregiudizi che anche agli ottimi marxisti la società ambiente sempre getta di nuovo tra i piedi e davanti agli sguardi, sia e soprattutto per le misere demagogiche speculazioni delle bande avversarie, e anche – last not least – per le pietose sbandate di piccoli gruppetti che, pur colpiti nel subcosciente dal dilagante fetore dell’opportunismo trionfante, reagiscono in modo insufficiente e deteriore, incappando traverso elucubrazioni intellettuali di persone o di dubbi cenacoli e circoli di «libera discussione», in slittate teoretiche certamente più perniciose del crasso diguazzare nel vile commercio di principii, che distingue il «comunismo» ufficiale di questi amari tempi.