Partito Comunista Internazionale

Nel venticinquesimo anniversario dell’eccidio di Rosa Luxemburg e Carlo Liebknecht

Categorie: Karl Liebknecht, Rosa Luxemburg

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Il 15 gennaio 1919, al termine della Settimana Rossa di Berlino, cadevano sotto il piombo della soldataglia assoldata dal governo socialdemocratico di Noske e Scheidemann le due figure più nobili e generose del movimento rivoluzionario tedesco: Rosa Luxemburg e Carlo Liebknecht. La reazione aveva scelto bene le sue vittime: in vent’anni di milizia rivoluzionaria, Rosa, una delle più acute e originali interpreti del pensiero marxista, era stata in seno al partito socialista tedesco la più battagliera avversaria della degenerazione riformista: lei e Carlo avevano combattuto durante la guerra, quasi soli, l’eroica battaglia dell’internazionalismo contro la guerra e i suoi servitori social-patrioti e, nella “Lega di Spartaco”, avevano gettato le basi durature del partito comunista tedesco. E, per uccidere le vittime prescelte, la reazione si era servita di quella socialdemocrazia che aveva fedelmente servito la guerra e che si preparava ora a soffocare il risveglio di classe del proletariato germanico.

Nel commemorare il loro eccidio, che s’inquadra nel martirologio proletario della Germania postbellica come la sua espressione più tragica e insieme più alta, e quel primo e sfortunato tentativo di rivoluzione proletaria in Europa che sono i moti spartaconisti, il nostro partito richiama la classe operaia alla coscienza della lotta suprema che l’attende e della minaccia perenne che si annida nell’insidia fatale dell’opportunismo, ala sinistra del fronte di difesa del regime borghese.