Partito Comunista Internazionale

Conversazione con gli operai

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Come dice il titolo, vogliamo trattare sulle colonne del nostro giornale vari argomenti che interessano la classe operaia, nella forma più semplice possibile, senza alcun uso di parole che richiedano l’aiuto del vocabolario per essere capite.

Terremo, cioè, lo stesso linguaggio che siamo soliti usare quando avviciniamo elementi operai per fare propaganda delle nostre idee e del nostro programma.

A noi sembra che il primo equivoco da chiarire sia quello derivante dall’esistenza di due partiti che si chiamano entrambi comunisti: il Partito Comunista d’Italia ed il Partito Comunista Internazionalista.

Abbiamo la stessa origine che risale alla costituzione del Partito Comunista, sezione della III Internazionale avvenuta nel gennaio del 1921 al congresso di Livorno.

Dopo il fallimento dell’occupazione delle fabbriche nell’autunno del 1920, sabotata dai socialisti di tutte le tendenze, che dirigevano il partito e la Confederazione Generale del Lavoro, alla minoranza rivoluzionaria si pose il problema della scissione per dar vita ad un partito che interpretasse gli interessi di classe del proletariato ed assumesse la funzione di guida della classe operaia nella lotta per la sua liberazione dallo sfruttamento capitalistico.

Ma intanto il proletariato europeo era in piena ritirata e le forze reazionarie prendevano il sopravvento, con un azione politica che nei paesi più poveri dovette assumere necessariamente un carattere apertamente dittatoriale.

In tale situazione, la frazione centrista del partito, impadronitasi con un colpo di mano della direzione, incominciò la sua opera opportunistica, che, affermando la necessità di combattere innanzi tutto il fascismo, tendeva a legare nuovamente le masse operaie rivoluzionarie alle forze socialdemocratiche rinnegando così, senza mai confessarlo, tutte le ragioni che avevano determinato la scissione di Livorno.

Noi parliamo del partito italiano, ma la deviazione dalle direttive rivoluzionarie avveniva su scala mondiale, a partire dagli organi direttivi della Terza Internazionale, giù giù fino a quelli di base dei diversi partiti.

I gruppi di sinistra lottarono con tutte le loro forze per impedire in un primo tempo la degenerazione dell’Internazionale e per tentare poi di ricondurla sulla via rivoluzionaria.

Organizzarono delle frazioni e pubblicarono giornali e riviste che, analizzando le cause che avevano determinato la sconfitta del proletariato nei diversi paesi, affermavano la necessità assoluta di continuare la lotta con metodi nettamente rivoluzionari, condannando tutte le manovre opportunistiche e collaborazioniste.

Quando il tradimento della Terza Internazionale diventò evidente e non vi fu più nessuna speranza che tale organizzazione potesse ritornare sulle posizioni di origine la frazione italiana si organizzò in partito, rispondendo alla necessità sentita dal proletariato di avere una guida sicura nella lotta per la conquista del potere politico.

Dopo tali premesse, vedremo in un prossimo articolo quale azione svolge attualmente il nostro partito e quale quello centrista.