Gli scioperi in alcune corrispondenze di fabbrica
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Milano
I compagni delle fabbriche hanno scioperato nella nostra città ci hanno fatto pervenire ampie relazioni. Non le possiamo pubblicare tutte per mancanza di spazio e dobbiamo per ora limitarci a riferirne alcune.
Breda – Lo sciopero iniziato lunedì 13 dic, è durato sino a tutto venerdi. Il gen, Zimmerman è intervenuto personalmente e ci ha parlato, promettendo aumenti e razioni supplementari di viveri, ma in modo assai vago. Lo sciopero è perciò continuato; ma sabato 18 tedeschi sono intervenuti con carri armati e mitragliatrici, girando nei reparti dello stabilimento in gruppi non inferiori ai venti uomini armati e, costringendo gli operai a riprendere il lavoro.
Falk (Sesto S. Giovann) – Scoppiato lo sciopero lunedì il direttore del nostro stabilimento ci ha parlato facendo promesse e minacciandoci nello stesso tempo che i tedeschi sarebbero intervenuti se non avessimo ripreso il lavoro. Le sue parole furono accolte da sonori fischi e lo sciopero continuo. Quand’ecco entra nel cortile un carro armato tedesco; ne esce un ufficiale che getta sigarette agli operai: ma noi tutti protestiamo e c’è chi gli dice di puntare i cannoni verso la direzione. Mercoledì sera, alle ore 20 giunge tra noi l’ingegnere capo Maino che ci annuncia l’imminente arrivo dei tedeschi. Poco dopo un plotone di carabinieri entra nello stabilimento e arrestano 10 operai. Tre di questi vengono prelevati dal maresciallo che guidato dall’ingegner Maino, li consegna ai tedeschi, mentre noi liberiamo gli altri sette. Il mattino successivo si attende l’arrivo dell’ingegner Maino; infatti, appena giunto, egli cerca di scolparsi, ma viene preso a sassate e arrestato come ostaggio, fintantoché non verranno liberati gli altri compagni. E così avviene: tuttavia la richiesta della liberazione di altri tre compagni arrestati alcune settimane prima, viene respinta, perché trattasi (dicono gli sgherri) di arrestati per motivi «politici». L’ irritazione dei nostri compagni è massima. Il sabato lo sciopero perdura e tutti sono fermamente decisi a continuare al lunedì fintantoché non si otterranno gli aumenti richiesti. Ma noi sappiamo benissimo che questi aumenti non ci verranno dati o ci verranno concessi senza nessuna probabilità di essere mantenuti. E allora?Per noi è chiara la via da seguire, ma non tutti gli operai lo comprendono; tuttavia molti aprono gli occhi e capiscono che solo portando lo sciopero su un piano politico di aperta lotta contro la guerra si potrà aprire a noi tutti la strada verso la vittoria proletaria.
Olap – Lunedì 13 abbiamo iniziato lo sciopero sul posto del lavoro; ma in seguito molti hanno scioperato rimanendo a casa. La polizia e tedeschi sono intervenuti per fare arresti: si cercavano i membri dell’ex commissione interna eletta ai tempi di Roveda (la nuova commissione non era stata eletta); non avendoli trovati, la polizia ha fatto arresti a casaccio tra gli operai. L’irritazione è allora fortemente aumentata e oltre le rivendicazioni di carattere economico, abbiamo chiesto l’ immediata liberazione degli arrestati. Ci viene risposto che ciò verrà fatto dopoché sarà ripreso il lavoro. Ma noi non cediamo (ed è chiaro che lo sciopero economico non è per noi altro che un pretesto per far sentire politicamente la nostra voce di classe organizzata) ed esigiamo risolutamente che i nostri compagni vengano subito liberati. Le autorità hanno dovuto cedere, mentre il fermento per lo sciopero è sempre vivo.