[RG-74] Origine dei sindacati in Italia
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Lo studio è giunto a descrivere la nascita della Confederazione generale del Lavoro.
Il Segretariato Centrale della Resistenza (a direzione sindacalista rivoluzionaria), nato nel 1902 nell’intento di unificare l’azione fra Federazione delle Camere del Lavoro (autonome) e Federazioni di mestiere (a direzione riformista), riuscì solo in funzioni di coordinamento ma non di direzione. Nel 1906 venne quindi decisa dalle Federazioni di mestiere la formazione di una Confederazione nazionale. 500 delegati rappresentavano 700 leghe con più di 200.000 iscritti. Al voto sull’ordine del giorno prevalsero i riformisti sui sindacalisti rivoluzionari, che abbandonarono il congresso senza creare una propria organizzazione.
La CGdL, i cui dirigenti operavano per un aperto e pernicioso collaborazionismo di classe, tendeva a rafforzare le Federazioni piuttosto che le Camere del Lavoro territoriali.
La concezione del sindacato, confortata dal 7° congresso della II Internazionale, vedeva la direzione del proletariato costituita da una diarchia sindacato-partito, dei quali il primo avrebbe dovuto coordinare gli scioperi economici ed il secondo il movimento politico. Il sindacato doveva approvare le iniziative di sciopero promosse dal partito. Concezione simmetrica, diversa dalla nostra “cinghia di trasmissione”.
La direzione della CGdL rimase saldamente influenzata dai riformisti, di matrice evoluzionista e bloccarda.