Partito Comunista Internazionale

[RG-74] Lavoro e conoscenza

Categorie: Marxist Theory of Knowledge

Questo articolo è stato pubblicato in:

  Il “cuore” de Il Capitale, ed in generale del materialismo storico e dialettico, sta nell’analisi e nella considerazione complessiva del Valore/Lavoro. A cosa sarebbe servito proclamare la libertà, l’eguaglianza, la fraternità, come aveva fatto il liberalismo, senza aver compreso la funzione e la condizione del lavoro operaio? Nulla.

Perché tanti teorici borghesi hanno riconosciuto a Marx il merito di aver fornito alla conoscenza delle scienze sociali un metodo prezioso di analisi, ma respinto le conseguenze naturali di tale metodo? È molto semplice: perché essi non possono accettare che Marx non si limiti allo studio e si erga invece a profeta della rivoluzione proletaria. Dimenticano, tra l’altro, questi signori, che “profeta”, letteralmente, non significa “colui che fa previsioni” o peggio “oroscopi”, ma “colui che tieni i piedi sull’orlo dell’abisso”, e proclama la verità!

Marx, secondo loro, si lascia andare nella sua opera scientifica per eccellenza, Il Capitale, a bordate polemiche che non sono adeguate e consone ad un libro di scienza. È naturale, perché per loro “scienza” significa solo studio astratto, senza conseguenze pratiche, scambio di idee, e così di seguito.

Nella versione materialistico dialettico non ci sono mai state teorie indolori e puramente conoscitive: perfino la conoscenza tra i sessi non può che essere pratica e carnale, pena l’impossibilità che dia frutti e determini un effettivo risultato conoscitivo valido per i singoli e per la specie. Ma il “platonismo”, inteso come divisione di mondi, dualismo, è duro a morire, per quanto in verità, mai sostenuto nella sostanza dallo stesso Platone.

Ed allora noi intendiamo sottolineare che il lavoro proletario è l’effettiva ricchezza, che fa del capitale un sistema sociale dualistico che postula il suo superamento nella società comunista.