Partito Comunista Internazionale

Finzione e realtà della Costituente

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Non è sulle ragioni teoriche della nostra critica alla Costituente che vogliamo oggi ritornare. Abbiamo più volte indicato come, per noi, la campagna per la Costituente rappresentasse un comodo e intelligente diversivo alle agitazioni sociali e alla ripresa della lotta autonoma del proletariato sul piano di classe; abbiamo più volte smascherato l’illusione, intrattenuta dai partiti di governo nelle masse operaie, che la Costituente possa, fermo restando tutto l’apparato di dominio della borghesia, mutare le basi storiche della società capitalistica; abbiamo inoltre ripetuto, sulla scorta della tradizionale critica marxista e leninista, che, nell’ambiente sociale e politico borghese, con una profonda disparità economica e politica fra una classe e l’altra, nessuna consultazione elettorale potrà mai esprimere concretamente gli interessi, i bisogni, le esigenze profonde delle masse sfruttate. Basta pensare alla mobilitazione della propaganda borghese, ai suoi infiniti strumenti di corruzione (non soltanto materiale, ma spirituale e politica), all’influenza che esercitano (in forma spesso coercitiva) su certi strati sociali il prete e l’intellettuale, per svalutare nel fatto, indipendentemente da considerazioni di ordine generale, l’equazione arbitrariamente istituita fra consultazione elettorale e volontà delle masse.

L’argomento sul quale volevamo insistere è di carattere meno generale e più contingente e mira a smantellare l’enorme e delittuoso edificio di illusioni che si va costruendo nelle condizioni attuali del Paese per condizionare all’opera di un istituto parlamentare qualsiasi la presa di possesso delle leve di comando del Paese da parte della maggioranza. In realtà, la Costituente si preannuncia in un clima internazionale che rende illusoria ogni pretesa di governi legalitari e di compromesso ad esercitare un effettivo controllo sui rispettivi paesi. Quanto sta avvenendo in altri settori dimostra a sufficienza come ogni trasformazione politica interna, ogni tentativo di risolvere il più modesto problema istituzionale, ogni libertà di manovra sarà d’ora in poi strettamente vincolata a fattori di ordine esterno, alla suprema volontà del direttorio dei vincitori. E il blocco anglosassone che accusa la Russia di esercitare una pressione politica sui paesi occupati perché le consultazioni elettorali diano l’esito più favorevole ai suoi interessi di grande potenza vale almeno quanto l’accusa inversa della Russia alle potenze anglosassoni di esercitare una pressione analoga sulle rispettive sfere d’influenza.

Ogni assemblea politica a carattere costituente, ogni governo, avrà dunque, nella situazione attuale, segnati rigorosamente i suoi limiti all’organizzazione diplomatica e militare dei nuovi reggitori del mondo, e non sarà tanto l’occupazione militare dei territori (che non può essere indefinita) a tracciare questi limiti, quanto l’apparato internazionale di dominio politico, economico, finanziario che la nuova pace ha garantito e sempre meglio e più saldamente garantirà ai suoi tutori. In condizioni di questo genere, quando ancora l’Italia non conosce la sorte che le sarà riservata (e che comunque risulterà del tutto indipendente dai suoi presunti o reali desideri), parlare di popolo padrone dei suoi destini è veramente scambiare l’ombra per il corpo.

La verità è che il miraggio della Costituente assolve in modo superbo il compito di ridar respiro alle forze più salde della società capitalistica, per costruire grado a grado e quasi nell’ombra un apparato nazionale e internazionale di controllo delle forze politiche a base o a ideologia proletaria, da imporre vuoi attraverso il compiacente meccanismo elettorale, vuoi attraverso un atto d’imperio in tutti i paesi agitati dalla crisi. In questo clima diffuso nelle masse operaie di falsa attesa di una vittoria di carta (che non è neppur sicura), le forze tradizionali della conservazione borghese riprendono giorno per giorno terreno, e le forze nuove (i reggicoda socialcentristi) ne sono, volontariamente o involontariamente, i complici. La mistica della Costituente avrà così disarmato, sul piano nazionale come su quello internazionale, le forze proletarie, e avrà dato alla borghesia tempo, agio e vigoria per mettere la corda al collo al suo nemico di classe.

Se noi ci battiamo, è perché il proletariato non se ne accorga troppo tardi.