Dalla «Piattaforma politica del Partito»
Categorie: Agrarian Question, PCInt
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La politica del partito nella questione agraria, coerente alla impostazione marxista di questa, deve mirare a creare alleati del proletariato industriale nelle campagne, non dimenticando che già da tempo in Italia tali alleati esistono e sono rappresentati dai lavoratori diretti della terra, salariati e braccianti. Gli altri gruppi di lavoratori diretti della terra a carattere non salariale devono essere incitati e spinti a scorgere le antitesi dei loro interessi sociali con quelli della borghesia cittadina e terriera, ma non per questo si deve elevare all’altezza di compito storico la abolizione di un preteso superstite feudalesimo in talune regioni d’Italia, né si deve giungere all’apologia del frammentamento delle aziende rurali determinato in altre zone da condizioni materiali e tecniche, e che non può non essere considerato come un elemento controrivoluzionario. La conquista della terra da parte dei contadini non è un postulato proponibile ed attuabile da un regime borghese, fascista o liberale, e non è la giusta espressione del compito economico di un regime proletario nelle campagne, che, pur spezzando i privilegi fondiari di natura strettamente parassitaria gravanti sulle piccole aziende, imposterà le sue misure economico-sociali e la sua politica nel senso di togliere il più rapidamente che sia possibile al lavoratore dei campi il carattere borghese di proprietario della terra e dei prodotti di essa.