Dalla «Piattaforma politica del Partito»
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La parola politica centrale del partito comunista internazionalista in tutti i paesi (come già durante la guerra e l’apparente lotta dei regimi borghesi che si definiscono democratici contro le forme fasciste di governo capitalistico, così l’attuale periodo postbellico in cui gli Stati vincitori della guerra erediteranno e adotteranno questa politica dopo una più o meno brusca e più o meno abile conversione propagandistica), non sarà quella di attendere, di propugnare, di reclamare con parole di agitazione il ricostituirsi dell’ordinamento borghese proprio del sorpassato periodo di transitorio equilibrio liberale e democratico. Il partito respinge quindi ogni politica di collaborazione con gruppi di partiti borghesi e pseudo-proletari che agitino il falso ingannevole postulato di sostituire al fascismo regimi di “vera” democrazia. Tale politica anzitutto è illusoria perché il mondo capitalistico per tutto il tempo della sua sopravvivenza non potrà più ordinarsi in forme liberali, ma sarà sempre più incardinato su mostruose unità statali, spietata espressione della concentrazione economica del padronato, e sempre più armata di una polizia repressiva di classe; in secondo luogo è disfattista, perché al raggiungimento di questo postulato (anche quando per un breve ulteriore periodo in qualche secondario settore del mondo moderno potesse avere una sopravvivenza), sacrifica le molto più importanti caratteristiche vitali del movimento nella dottrina, nella autonomia organizzativa di classe, nella tattica capace di preparare e di avviare la lotta rivoluzionaria finale, scopo essenziale del partito; in terzo luogo è controrivoluzionaria in quanto avvalora agli occhi del proletariato ideologie, gruppi sociali e partiti sostanzialmente scettici e impotenti ai fini della stessa democrazia che professano in astratto, e di cui la sola funzione ed il solo scopo, concomitanti in pieno con quelli dei movimenti fascisti, è di scongiurare a qualunque costo la marcia indipendente ed il diretto assalto delle masse sfruttate ai fondamenti economici e giuridici del sistema borghese.