[RG-75] Il marxismo e i Balcani
Categorie: Friedrich Engels, Jugoslavia, Karl Marx, National Question
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Il lavoro di partito ricerca nella storia recente e passata le cause degli eventi odierni: così impostavano le loro indagini Marx ed Engels, e a questo dedicavano gran parte anche della loro corrispondenza. Delle considerazioni in questa sulla questione Balcanica riferivano un secondo e un terzo relatore.
Il giudizio di Marx e di Engels veniva a valutare la possibilità o impossibilità dell’intervento dei popoli balcanici sulla scena delle rivoluzioni nazionali borghesi della seconda metà del secolo scorso. Il loro giudizio a proposito del 1848 è ben severo e nel carteggio pesanti parole condannano il ruolo di riserva della reazione feudale svolto dalle popolazioni balcaniche. Una qualche possibilità di recupero ad un ruolo rivoluzionario veniva lasciato agli Slavi del Sud.
Il panslavismo, agitato da avventurieri ed anarchici, non era la bandiera della rivoluzione e della formazione di una nazione balcanica, ma nient’altro che la politica grande russa, allora più che mai reazionaria. Contro di essa vanno gli strali del marxismo, che vi vede una pesante minaccia per il movimento proletario in Germania e in tutta Europa.
Nemmeno nel momento in cui la parola d’ordine nazionale non è più figlia delle mene conservatrici di Mosca può svolgere un ruolo positivo, in quanto la questione è ormai subordinata agli interessi storici della classe operaia. Gli scritti di Lenin sulla questione, al tempo della prima guerra mondiale, riconoscono e dimostrano che il partito socialdemocratico serbo ben fece a votare contro i crediti di guerra, benché questo fosse l’unico che avrebbe avuto qualche ragione per partecipare alla guerra imperialista, difendendo la Serbia nazione “aggredita”.
Il secondo relatore scorreva gli eventi fino ai giorni nostri, confermando come nei Balcani la storia è rimasta ferma al 1848. Le vigliacche borghesie locali, incapaci di portare a compimento la rivoluzione nazionale, si accodano e servono i giganti imperialisti nella loro politica di rapina e spartizione del mondo.
A grandi linee venivano mostrati gli interessi e le spinte delle maggiori borghesie sulla regione, confermando uno scontro a tre USA, Germania e Russia, sulla pelle del proletariato locale.