Partito Comunista Internazionale

Doverosa premessa

Categorie: Life of the Party

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Il lavoro di partito, sulla scorta di quelle che sono tutte le esperienze del nostro passato, non è mai stato e non sarà mai attività intellettuale, suo fine non è soddisfare la sete di sapere e la voglia di individuale erudizione. Assomiglia allo studio attento che i prigionieri fanno dei chiavistelli della prigione. Ciò che muove i compagni è l’insofferenza per le infamie dell’odierno ordine sociale, interamente fondato sullo sfruttamento del lavoro salariato, la comune passione e dedizione alla difesa del partito, la risolutezza a schierarsi nella lotta per la rivoluzione.

È solo nella preparazione del supremo obiettivo, il raggiungimento del Comunismo, che il Partito spende gran parte delle sue energie nel lavoro teorico e di indagine critica della storia e dei rapporti economici e sociali esistiti ed esistenti, alla luce della nostra dottrina. Studio e lavoro teorico intesi come mezzi, strumenti della rivoluzione così come la violenza e i fucili.

Forti della nostra sperimentata dottrina, non interessa ai comunisti la ossessiva ricerca di verità nuove; questa la lasciamo ai tanti servi prezzolati del capitale, all’esercito di intellettuali, pensatori, economisti e specialisti vari, indaffarati più che altro ad evitare di essere tagliati dal conto delle spese accessorie del regime borghese. Compito inutile per il partito è ormai verificare la immensa quantità di immondizia che fuoriesce dalle loro preziose testoline (fra l’altro ben poco di nuovo ma semplice riscaldatura di precedenti apologie spudorate della società borghese). Questa masnada di parassiti, che il proletariato deve combattere e dalla quale non ha nulla da apprendere, verrà spazzata via dalla rivoluzione, insieme al lavoro salariato, alla merce, alla divisione tecnica e sociale del lavoro, al denaro, all’individualismo e a tutte le categorie tipiche della odierna pestilenziale società borghese.

La milizia all’interno del Partito, travalicando le vigenti barriere della società divisa in classi, si collega allo sforzo e alla lotta che porterà alla luce la società nuova. Ogni incontro fra compagni è finalizzato ed inserito in questo ben noto, unico e condiviso piano programmatico, esprimentesi un organico, disciplinato, prestabilito e centralizzato lavoro, inserito nella più generale attività complessiva del Partito.

I nostri incontri con giovani che per la prima volta si avvicinano al partito vanno intesi come preparatori e saggio delle capacità a rafforzarne le file, con dedizione e passione. L’acquisizione, che è sempre progressiva e potenzialmente infinita, dei fondamenti teorici della nostra dottrina e della nostra ultracentenaria scuola, non è da considerarsi scuola che debba precedere la milizia e non va intesa come fatto esclusivamente individuale, che avviene nel chiuso della scatola cranica del candidato. È il riconoscimento e l’accettazione di un impersonale corpo dottrinario di classe, vivente e vibrante sintesi di necessità storiche riflesse in un secolare duro lavoro di critica e demolizione teorica e di battaglie pratiche di Partito a stretto contatto con la lotta incessante della classe proletaria.

In tale lavoro dell’organismo-Partito devono sapersi accogliere le capacità di tutto il ciclo vitale di ogni compagno, e ricevere il giusto apprezzamento, nel che solo il singolo percorre un segmento del passaggio dallo schiavo all’uomo. Solo in tal modo si può operare per la preparazione della forse lontana ma sicura vittoria rivoluzionaria.